|
DISCORSO
AI VESCOVI BIELORUSSI |
Radio
Vaticana, 17 dicembre 2009
Il
Papa ai vescovi bielorussi: cattolici e ortodossi insieme
per testimoniare il Vangelo in una società secolarizzata
◊ Di
fronte alle sfide della società odierna, Benedetto XVI
raccomanda alla Chiesa bielorussa una rinnovata
testimonianza di unità, che potrà favorire i rapporti
con l’autorità civile, le relazioni ecumeniche, il
dialogo con altre culture e religioni. L’auspicio del
Papa nel discorso stamane ai presuli bielorussi in visita
ad limina, accompagnati da mons. Aleksander Kaskiewicz,
presidente della Conferenza episcopale della Repubblica ex
sovietica. Il servizio di Roberta Gisotti:
“Corresponsabilità, comunione, condivisione delle
decisioni”. Benedetto XVI ha incoraggiato i presuli
bielorussi ad avanzare in questo impegno, per
“annunciare con rinnovato entusiasmo ed incisività il
perenne Messaggio del Vangelo in una società – ha
sottolineato - che non è immune dalle tentazioni della
secolarizzazione, dell’edonismo e del relativismo”, di
cui sono segno la denatalità, la fragilità delle
famiglie, l’illusione di trovare fortuna al di fuori
della propria terra. Di fronte a tali sfide occorre da
parte dei Pastori mostrare “la forza della fede”,
“radicata in una solida tradizione”, preservando “la
profonda identità cristiana della Nazione, nel dialogo
rispettoso con le altre culture e religioni”, formulando
con “grande cura” programmi e metodi pastorali
“sempre più adeguati”, applicando “le decisioni
della Conferenza episcopale”, così favorendo anche
“il rapporto con l’Autorità civile e,
particolarmente, le relazioni ecumeniche”.
Ha poi raccomandato il Papa “speciale attenzione”
alla “dimensione educativa” dei giovani se oggi
viviamo – ha ricordato – “in una sorta di
‘emergenza’” in questo settore. E così anche ha
auspicato “una solida e rigorosa formazione spirituale e
teologica” dei candidati al sacerdozio, guidati a
“compiere una seria e profonda verifica della chiamata
divina”.
Per questo ha chiesto il Santo Padre che nei seminari
di Grodno e a Pinsk si continui ad offrire ai giovani
candidati per il clero diocesano e per quello religioso un
comune “itinerario formativo completo e qualificato”,
“risultato di intensa collaborazione tra il vescovo e i
rispettivi superiori religiosi”.
Benedetto XVI ha quindi auspicato “gesti concreti”
di fraternità per affermare la pace, in particolare
richiamando “la fraterna collaborazione con la Chiesa
ortodossa di Bielorussia”, i cui pastori condividono
“la ricerca e l’impegno per il bene dei fedeli”.
Riguardo infine i rapporti Chiesa-Stato, il Papa ha
richiamato “la volontà delle parti di stipulare un
Accordo”, in via di elaborazione, così come ribadito
nel recente incontro in Vaticano con il presidente della
Repubblica bielorussa, oltre “l’impegno di fattiva
collaborazione su materie di comune interesse, al fine di
promuovere, nel rispetto delle competenze di ciascun
ambito, il bene dei cittadini".
DISCORSO
DEL PAPA
Signor
Cardinale,
Venerati
Fratelli,
sono
lieto di porgere a ciascuno di voi il mio cordiale
benvenuto nella casa del Successore di Pietro, cui Cristo
ha affidato il compito di pascere il suo gregge (cfr Gv
21,15-19), confermare i fratelli nella fede (cfr Lc
22,31), custodire e promuovere l’unità ecclesiale (cfr Lumen
gentium, 22). Ringrazio Mons. Aleksander Kaskiewicz
per le parole, con cui ha voluto presentare il cammino
della Chiesa in Bielorussia, evidenziando anche le sfide
che la attendono.
Negli
incontri che ho avuto con voi, ho apprezzato lo zelo
pastorale con cui svolgete il vostro ministero, nel
desiderio e nell’impegno che cresca sempre di più tra
voi la corresponsabilità, la comunione e la condivisione
delle decisioni, affinché il vostro servizio sia sempre
più fruttuoso. E’ particolarmente importante, infatti,
annunciare con rinnovato entusiasmo ed incisività il
perenne Messaggio del Vangelo in una società che non è
immune dalle tentazioni della secolarizzazione,
dell’edonismo e del relativismo: i problemi della
denatalità, della fragilità delle famiglie e
dell’illusione di trovare fortuna al di fuori della
propria terra ne sono un segno. Di fronte a tali sfide,
compito urgente dei Pastori è di evidenziare la forza
della fede, una fede radicata in una solida tradizione,
per contribuire a preservare la profonda identità
cristiana della Nazione, nel dialogo rispettoso con le
altre culture e religioni. Per raggiungere tale obiettivo
è necessario che, accogliendo l’invito del Salmo:
"Ecco, com’è bello e com’è dolce che i fratelli
vivano insieme" (Sal 133,1), abbiate grande
cura nel formulare programmi e nel promuovere metodi
pastorali sempre più adeguati, come pure nel porre in
atto le decisioni della Conferenza Episcopale. Tale
rinnovata testimonianza di unità, oltre che giovare
all’annuncio del Vangelo, favorirà il rapporto con
l’Autorità civile e, particolarmente, le relazioni
ecumeniche.
Un altro
elemento che desidero sottolineare è la speciale
attenzione da porre, nell’azione pastorale, alla
dimensione educativa. Come ho più volte affermato, oggi
viviamo in una sorta di "emergenza" in questo
delicato ed essenziale settore, ed è necessario
moltiplicare gli sforzi per offrire, in primo luogo alle
nuove generazioni, una valida formazione. Vi incoraggio,
pertanto, a proseguire nel vostro impegno, curando che
un’adeguata catechesi segni il cammino di fede in tutte
le tappe della vita, e che vi siano occasioni, intra
ed extra ecclesiali, per far giungere, sotto la
vostra guida, il Messaggio di Cristo in ogni ambito del
gregge a voi affidato. Singolare rilievo acquista la
preoccupazione per il discernimento e l’accompagnamento
delle diverse vocazioni, in particolare quelle sacerdotali
e religiose, come pure l’impegno per favorire programmi
destinati alla crescita umana e cristiana della gioventù.
Al riguardo, vi invito a vigilare attentamente affinché i
candidati al sacerdozio ricevano una solida e rigorosa
formazione spirituale e teologica e siano debitamente
guidati nel compiere una seria e profonda verifica della
chiamata divina. La situazione attuale della nostra società
richiede un discernimento particolarmente attento. E’
importante, allora, per il futuro della vostra Chiesa che
a Grodno e a Pinsk si continui ad offrire ai giovani
seminaristi un itinerario formativo completo e
qualificato, ed è una preziosa opportunità per
promuovere un’azione pastorale unitaria anche il fatto
che in entrambe le istituzioni condividano il cammino
verso il sacerdozio i candidati per il clero diocesano e
per quello religioso. Tale situazione produrrà frutti
sempre più promettenti se la proposta educativa continuerà
ad essere il risultato di intensa collaborazione tra il
Vescovo e i rispettivi Superiori religiosi, e sarà capace
di dare vita anche ad iniziative per la formazione
permanente. Siate vicini con sempre maggiore sollecitudine
ai vostri sacerdoti, specialmente a quelli che iniziano il
ministero pastorale. L’esercizio attento e cordiale
della paternità del Vescovo costituisce un elemento
fondamentale per la riuscita di una vita sacerdotale!
Occorre, inoltre, avere sempre presente che il Signore vi
chiama, come Pastori della Chiesa, a saper discernere ogni
ministero destinato all’edificazione del corpo
ecclesiale, anche di carattere laicale, culturale e
civile, perché tutti contribuiscano a far crescere il
Regno di Dio in Bielorussia, nello spirito di una vera e
reale comunione per richiamare quei valori cristiani che
hanno contribuito in modo determinante alla costruzione
della civiltà europea.
Cari
Fratelli, sappiate valorizzare ogni giusto apporto per
annunciare e diffondere il Regno di Dio, testimoniando con
gesti concreti la fraternità che genera la pace; la
mansuetudine che accompagna la giustizia; lo spirito di
comunione che rifugge dai personalismi; la carità che è
paziente e benigna, non è invidiosa, non si vanta, non si
gonfia, mai manca di rispetto, non cerca il proprio
interesse, non si adira, non tiene conto del male
ricevuto, si rallegra della verità e tutto crede, tutto
spera, tutto sopporta per amore di Cristo (cfr 1 Cor
13,4-7). In tale contesto, si pone, altresì, la fraterna
collaborazione con la Chiesa Ortodossa di Bielorussia, i
cui Pastori condividono con voi la ricerca e l’impegno
per il bene dei fedeli. Anche le Chiese Ortodosse, come la
Chiesa Cattolica, sono fortemente impegnate a riflettere
su come rispondere alle sfide del nostro tempo per
trasmettere con fedeltà il Messaggio di Cristo.
Accogliendo l’invito emerso nel recente incontro
cattolico-ortodosso di Cipro, occorre intensificare il
comune cammino in tale direzione. Un significativo apporto
potrà essere offerto dalla piccola, ma fervente Comunità
greco-cattolica presente nel Paese. Essa costituisce una
testimonianza importante per la Chiesa e un dono del
Signore.
Qualche
mese fa ho ricevuto il Signor Presidente della Repubblica
di Bielorussia. Nell’incontro, cordiale e rispettoso, è
stata ribadita la volontà delle parti di stipulare un
Accordo, di cui è in corso l’elaborazione. Inoltre, ho
sottolineato la particolare attenzione con la quale questa
Sede Apostolica, come pure la Conferenza Episcopale,
seguono le vicende del Paese e l’impegno di fattiva
collaborazione su materie di comune interesse, al fine di
promuovere, nel rispetto delle competenze di ciascun
ambito, il bene dei cittadini. Venerati Fratelli,
rinnovando la mia gratitudine, invoco la Madre di Dio, così
amata nella vostra Terra, affinché vi sostenga e vi guidi
con la sua protezione. Con tali auspici e con particolare
affetto imparto a voi, ai sacerdoti, ai religiosi, alle
religiose e a tutti i fedeli una speciale Benedizione
Apostolica, mentre assicuro il mio ricordo nella preghiera
per tutto il Popolo bielorusso.
|
|