Piero (Perino,
Pietro) Tomacelli discendeva da una antica ma impoverita
famiglia baronale di Napoli.
Pur non essendo né un esperto teologo, né abile negli
affari della curia,
si mosse con tatto e prudenza in un epoca difficile. Germania,
Inghilterra, Ungheria, Polonia
e gran parte dell'Italia
lo accettarono come Papa, (lui e il Papa di Avignone,
Clemente VII, si erano scomunicati a vicenda) ma il
giorno prima della sua elezione, Clemente avava
incoronato un principe francese, Luigi
II d'Angiò, Re di Napoli. Il giovane Ladislao
era l'erede di diritto di Carlo
II di Napoli e Margherita di Durazzo, discendente da
una linea nobiliare che aveva tradizionalmente
appoggiato i Papi nelle loro lotte a Roma,
contro il partito anti-papista della città. Bonifacio
fece si che Ladislao venisse incoronato Re
di Napoli (a Gaeta
il 29
maggio 1390)
e lavorò con lui nel decennio successivo per espellere
le forze angioine dall'Italia meridionale.
Nel
corso del suo regno Bonifacio riuscì a far cessare la
problematica indipendenza della comune di Roma e stabilì
il controllo temporale del Papa, anche se ciò richiese
non solo la fortificazione di Castel Sant'Angelo, ma anche dei ponti sul
Tevere,
e per diverse stagioni fu costretto a risiedere nelle più
tranquille Assisi
o Perugia.
Egli inoltre prese il porto di Ostia
al suo cardinale-vescovo. Negli Stati
Pontifici Bonifacio ottenne di nuovo gradualmente il
controllo delle principali città e castelli, e rifondò
gli Stati nella forma che avrebbero mantenuto per tutto
il XV
secolo.
Clemente
VII morì ad Avignone, il 16
settembre 1394,
ma i cardinali francesi elessero prontamente un
successore (28 settembre), il Cardinale Pedro de Luna,
che prese il nome di Benedetto
XIII. Nel corso degli anni seguenti Bonifacio venne
invitato ad abdicare persino dai suoi più forti
sostenitori: Riccardo
II d'Inghilterra (1396), la Dieta di Francoforte
(1397), e Re Venceslao
di Germania (a Reims, 1398), ma Bonifacio rifiutò.
Crebbe inoltre la pressione per un concilio ecumenico,
come unico modo per ricomporre lo Scisma
d'occidente, ma il movimento
conciliare non si fece strada durante il papato di
Bonifacio.
Durante
il pontificato di Bonifacio vennero celebrati a Roma
due giubilei.
Il primo nel 1396,
era stato dichiarato dal suo predecessore Urbano
VI, e fu molto partecipato da Germania, Ungheria,
Polonia, Boemia, e Inghilterra. Diverse città della
Germania ottennero i "privilegi del giubileo"
e vennero chieste delle indulgenze,
ma queste diedero vita ad abusi e scandali. Il giubileo
del 1400 attirò a Roma grandi folle di pellegrini, in
particolare dalla Francia.
Nonostante una disastrosa epidemia di peste,
Bonifacio rimase in città.
Nella
seconda metà del 1399
sorsero gruppi di penitenti flagellanti, noti come Bianchi,
o Albati, specialmente in Provenza,
dove gli Albigesi
erano stati sterminati meno di un secolo prima, che si
diffusero poi in Spagna
e nell'Italia settentrionale. Questi evocarono scomodi
ricordi delle processioni di flagellanti
erranti del periodo della Morte
Nera (1348-49).
Si spostavano in processione di città in città,
indossando vesti bianche, con i volti coperti e una
croce rossa cucita sulla schiena, seguendo un capo che
portava una grossa croce. Le voci di di un imminente giudizio divino e le visioni della
Vergine
Maria abbondarono. Cantavano un inno divenuto
rapidamente popolare, lo Stabat
Mater, durante le loro processioni. Per un
momento, mentre i "penitenti bianchi" si
avvicinavano a Roma, Bonifacio e la curia appoggiarono
il loro entusiasmo penitenziale, ma quando questi
raggiunsero la città, Bonifacio fece bruciare sul rogo
il loro capo, e questi si dispersero rapidamente. "Bonifacio
frammentò gradualmente queste folle vaganti, facile
preda di agitatori e cospiratori, e infine le
dissolse." come viene riportato nella Catholic
Encyclopedia.
In
Inghilterra le prediche anti-papali di John
Wyclif appoggiarono l'opposizione del Re e dell'alto
clero all'abitudine di Bonifacio di garantire i benefici
inglesi alla curia romana, man mano che questi
diventavano vacanti. Bonifacio introdusse una novità
nella forma di entrate note come annates perpetuæ,
trattenendo metà delle entrate del primo anno di ogni
beneficio garantito alla corte romana. Il Parlamento
inglese confermò ed estese gli statuti di "Provisore"
e "Præmunire" di Edoardo
III, dando al re potere di veto sulle nomine
pontifice in Inghilterra. Bonifacio venne sconfitto da
un fronte unito, e la lunga controversia venne infine
appianata, per la soddisfazione del re inglese. Al Sinodo di Londra (1396), i vescovi
inglesi si riunirono comunque per condannare Wyclif.
In
Germania gli elettori avevano deposto a Rhense (20
agosto 1400)
il poco valido Venceslao, e scelsero al suo posto Rupert,
Duca
di Baviera e Conte
del Palatinato Renano. Nel 1403
Bonifacio approvò la deposizione ed incoronò Rupert.
Nel 1398 e 1399 Bonifacio si appellò all'Europa
cristiana in favore dell'Imperatore
bizantino Manuele,
minacciato a Costantinopoli
dal Sultano Bajazet,
ma ci fu poco entusiasmo per una nuova corciata a quell'epoca.
Santa
Brigitta di Svezia venne canonizzata da Bonifacio il 7
ottobre 1391.
Le università di Ferrara
(1391)
e Fermo
(1398)
devono la loro origine a Bonifacio, e quella di Erfurt
il suo riconoscimento (1392).
Nel 1404
Bonifacio morì, dopo una breve malattia.
Bonifacio
IX fu un politico franco, visto che fu interessato al
denaro come gli altri principi europei, in quanto il
costo della guerra moderna cresceva e i sostenitori
dovevano essere incoraggiati con doni, poiché i governi
del XIV
secolo dipendevano da tutti gli appoggi personali
che un governante poteva raccogliere e mantenere. Il
traffico in benefici, la vendita di dispense e simili,
non coprivano le perdite di fonti locali di reddito
causate dalla lunga assenza del Papato da Roma. Le
entrate dall'estero diminuirono a causa dello scisma,
delle spese per la pacificazione e la fortificazione di
Roma, delle guerre costanti provocate dall'ambizione
francese e dalla riconquista degli Stati Pontifici.
Bonifacio certamente si prese cura generosamente della
madre, dei fratelli e dei nipoti, così come era nello
spirito dei tempi. La Curia fu forse parimenti
responsabile per i nuovi sistemi finanziari che erano
destinati nel secolo successivo a far sorgere amari
sentimenti contro Roma, particolarmente in Germania.