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VISITA
PASTORALE A CAGLIARI (7 SETTEMBRE 2008)
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Visita
Pastorale a Cagliari
(7 settembre 2008)


Radio
Vaticana, 7 settembre 2008
Nella
Messa a Cagliari, per il centenario della proclamazione
della Madonna di Bonaria a patrona della Sardegna, il Papa
affida a Maria le famiglie e i giovani. All’Angelus, la
preghiera per la popolazione di Haiti colpita da
devastanti uragani
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Benedetto
XVI è a Cagliari per il Centenario della proclamazione
della Madonna di Bonaria a “Speciale Patrona di tutta
l’isola della Sardegna”. Una visita apostolica nel
segno di Maria, dunque, alla quale il Papa ha affidato, in
particolare, le famiglie e i giovani.
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Benedetto XVI è
arrivato a Cagliari stamani, intorno alle ore 9.30, ed è
stato accolto dall’arcivescovo del capoluogo sardo,
Giuseppe Mani, dal presidente del Consiglio italiano,
Silvio Berlusconi, che lo ha salutato anche a fine
mattinata, e da altre autorità istituzionali locali.
Stamani, la grande Messa sul Sagrato del Santuario di
Nostra Signora di Bonaria. Una celebrazione seguita con
emozione da una festosa moltitudine di fedeli. Da
Cagliari, il servizio del nostro inviato Salvatore
Sabatino:
Cagliari e la Sardegna si sono stretti attorno al Papa
in un abbraccio sincero. Salutato da migliaia di persone
assiepate nelle strade lungo tutto il tragitto, il
Pontefice si trasferisce subito dall’aeroporto di Elmas
al Santuario della Vergine di Bonaria, per la celebrazione
della Santa Messa, in occasione dei cento anni dalla
proclamazione della Madonna di Bonaria come patrona
massima dell’isola. E’ accolto dal suono delle
“launeddas”, uno strumento a fiati tipico di questa
terra, e da tanti giovani in costume tradizionale, che
sistemati sulla grande scalinata davanti al palco,
disegnano con i loro preziosi abiti il profilo culturale e
storico di questa terra ultramillenaria. Ognuno di loro
rappresenta un comune della Sardegna; un modo per dire:
"Siamo tutti qui, uniti, ad accogliere il Papa".
Suono launeddas
Il primo incontro di Benedetto XVI è con i malati ed i
centenari, sistemati all’interno del Santuario di
Bonaria; il Papa si ferma con loro, li benedice, accarezza
un bambino malato. E’ un momento di grande
partecipazione ed emozione.
Canti
Durante l’indirizzo di saluto, l’arcivescovo di
Cagliari, mons. Giuseppe Mani, presenta la Sardegna a
Benedetto XVI, che assume – nelle sue parole – la
forma di un grande tempio:
“La accogliamo in questo tempio che il Signore ci ha
preparato. E’ il più bello. Questo splendido cielo di
Sardegna ne sono le volte, le nostre spiagge le pareti, il
pavimento è intriso d’oro. Tutta l’isola oggi è un
tempio del Signore”.
Oltre 100 mila, forse 150 mila, le persone presenti
nelle vie circostanti il Santuario e nella grande piazza
sottostante. Quel Santuario mariano, che domina dalla
collina tutto il golfo di Cagliari. Benedetto XVI, dal
grande palco bianco montato dinanzi alla chiesa, apre
l’omelia con un atto di ammirazione:
“Lo spettacolo più bello che un popolo può
offrire è senz’altro quello della propria fede. In
questo momento io tocco con mano una commovente
manifestazione della fede che vi anima, e di questo voglio
esprimervi subito la mia ammirazione”.
“Oggi, insieme alla visione della natura stupenda che
ci circonda – aggiunge il Papa - voi mi offrite quella
della fervida devozione che nutrite verso la Vergine
Santissima”. A seguire i saluti agli organizzatori, ai
sacerdoti, alle autorità civili, ai malati e a tutti
coloro che hanno reso possibile questa sua visita. Il
Santo Padre si sofferma poi sulla liturgia della Parola,
che ha proposto letture proprie delle celebrazioni
dedicate alla Beata Vergine. “Sono letture – dice -
che contengono sempre il riferimento al mistero della
nascita”.
Durante l’omelia, Benedetto XVI parla poi del
cristianesimo in Sardegna, “arrivato non con le spade
dei conquistatori – afferma - o per imposizione
straniera, ma germogliato dal sangue dei martiri che qui
hanno donato la loro vita come atto di amore verso Dio e
verso gli uomini. La testimonianza del martirio –
aggiunge il Santo Padre - conquistò un animo fiero come
quello dei Sardi, istintivamente refrattario a tutto ciò
che veniva dal mare”:
“La Sardegna non è mai stata terra di eresie; il
suo popolo ha sempre manifestato filiale fedeltà a Cristo
e alla Sede di Pietro. Sì, cari amici, nel susseguirsi
delle invasioni e delle dominazioni, la fede in Cristo è
rimasta nell’anima delle vostre popolazioni come
elemento costitutivo della vostra stessa identità sarda”.
“Dopo i martiri, nel V secolo - aggiunge il Santo
Padre - arrivarono dall’Africa romana numerosi Vescovi
che, non avendo aderito all’eresia ariana, dovettero
subire l’esilio. Venendo nell’isola, essi portarono
con sé la ricchezza della loro fede". E poi, il Papa
parla dell’amore per la Madonna. “Siamo qui, oggi, a
commemorare un grande atto di fede, che un secolo fa i
vostri padri compirono affidando la propria vita alla
Madre di Cristo, quando la scelsero come Patrona massima
dell’Isola”:
“Non potevano sapere allora che il 1900 sarebbe
stato un secolo molto difficile, ma certamente fu proprio
in questa consacrazione a Maria che trovarono in seguito
la forza per affrontare le difficoltà sopravvenute,
specialmente con le due guerre mondiali. Non poteva essere
che così”.
“La vostra Isola – aggiunge il Pontefice – non
poteva avere altra protettrice che la Madonna. Lei è la
Mamma, la Figlia e la Sposa per eccellenza……..”
“Sa Mama, Fiza, Isposa de su Segnore”, come
amate cantare.
Applauso
Un boato che si trasforma in un sincero abbraccio della
popolazione dell’isola, per il Pontefice che nella loro
lingua recita un versetto dell’Ave Maria sarda….
Applauso
E poi un auspicio, da parte del Pontefice: “Maria vi
aiuti a portare Cristo alle famiglie, piccole chiese
domestiche e cellule della società…. Vi aiuti a trovare
le opportune strategie pastorali per far sì che Cristo
sia incontrato dai giovani, portatori per loro natura di
nuovo slancio, ma spesso vittime del nichilismo diffuso,
assetati di verità e di ideali proprio quando sembrano
negarli.
“Vi renda capaci di evangelizzare il mondo del
lavoro, dell’economia, della politica, che necessita di
una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci
di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di
sviluppo sostenibile”
“In tutti questi aspetti dell’impegno cristiano
potete sempre contare sulla guida e sul sostegno della
Vergine Santa. Affidiamoci pertanto alla sua materna
intercessione”.
“Maria è porto, rifugio e protezione per il
popolo sardo, che ha in sé la forza della quercia.
Passano le tempeste e questa quercia resiste; infuriano
gli incendi ed essa nuovamente germoglia; sopravviene la
siccità ed essa vince ancora. Rinnoviamo dunque con gioia
la nostra consacrazione ad una Madre tanto premurosa”.
“Le generazioni dei Sardi – si dice certo il
Pontefice - continueranno a salire al Santuario di Bonaria
per invocare la protezione della Vergine. Mai resterà
deluso chi si affida a Nostra Signora di Bonaria, Madre
misericordiosa e potente”
Canti coro
Prima dell’Angelus, un momento di grande intensità
spirituale: Benedetto XVI colloca nella mano destra
dell’effigie della Vergine una navicella, simbolo della
Chiesa isolana, ed una candela, emblema della fede dei
sardi. A sottolineare il momento, il suono delle sirene
delle tante barche ormeggiate nello specchio d’acqua di
fronte al Santuario. Poi l’atto di affidamento, letto da
Benedetto XVI, con una speciale intenzione di preghiera
per le famiglie ed i giovani.
“Guarda tutte le famiglie provate dalle difficoltà,
dalla sofferenza e dalla povertà; per tutti ottieni un
supplemento di amore. Vergine venuta dal mare, guarda i
giovani di questa terra: sii tu la loro difesa e
protezione!”
A seguire l’omaggio del Papa alla Vergine di Bonaria,
una rosa d’oro posata ai suoi piedi.
Canti
E l’Angelus è ancora dedicato alla Vergine di
Bonaria, che il Papa definisce la “dolce Regina dei
Sardi”. Benedetto XVI ricorda i suoi predecessori che
hanno voluto onorarla con particolare affetto. Il Beato
Pio IX che ne decretò l’incoronazione; San Pio X, che
la proclamò Patrona di tutta la Sardegna, fino a Paolo VI
e Giovanni Paolo II che visitarono il Santuario,
rispettivamente nel 1970 e nel 1985.
“A Maria vogliamo oggi rinnovare l’affidamento
della città di Cagliari, della Sardegna e di ogni suo
abitante. Continui la Vergine Santa a vegliare su tutti e
su ciascuno, perché il patrimonio dei valori evangelici
sia trasmesso integro alle nuove generazioni, e perché
Cristo regni nelle famiglie, nelle comunità e nei vari
ambiti della società”
Con immensa riconoscenza – aggiunge il Pontefice -
domandiamo a Maria, Madre del Verbo incarnato e Madre
nostra, di proteggere ogni mamma terrena:
“Quelle che, insieme col marito, educano i figli
in un contesto familiare armonioso, e quelle che, per
tanti motivi, si trovano sole ad affrontare un compito così
arduo. Possano tutte svolgere con dedizione e fedeltà il
loro quotidiano servizio nella famiglia, nella Chiesa e
nella società”.
Ed infine il pensiero di Benedetto XVI si rivolge ad
Haiti:
“Sotto lo sguardo di Maria voglio ricordare le
care popolazioni di Haiti, duramente provate nei giorni
scorsi dal passaggio di ben tre uragani. Prego per le
vittime, purtroppo numerose, e per i senza-tetto. Sono
vicino all’intera Nazione ed auspico che ad essa
giungano al più presto i necessari aiuti. Tutti affido
alla materna protezione di Nostra Signora di Bonaria”.
Applausi
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