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DISCORSO
AL CAPITOLO METROPOLITANO DI MONACO (16 APRILE
2007) |
Radio Vaticana,
17 aprile 2007
Il
Papa al Capitolo metropolitano di Monaco: i cristiani testimonino
la
gioia della fede come forza di bene che risana e pacifica
il mondo
“Grazie
di cuore a tutti … salutatemi la Baviera!”Con queste
parole Benedetto XVI ha concluso ieri mattina
il gioioso incontro in Vaticano con il cardinale Friedrich
Wetter e il Capitolo Metropolitano di Monaco. Il testo del
discorso del Papa è stato pubblicato oggi dalla Sala
Stampa vaticana. Ce ne parla Sergio Centofanti.
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Durante
l’udienza, svoltasi nella festosa cornice dell’80°
compleanno del Pontefice, Benedetto XVI ha ricordato i
“bei giorni” del suo viaggio in Baviera nel settembre
2006.
“L’uomo
– ha detto - ha bisogno di ricordi che lo aiutino.
Io sono solito ripercorrere con animo riconoscente il
paesaggio dei ricordi; e allora amo in particolare tornare
mentalmente a quei giorni benedetti”. Ha parlato poi dei
colloqui definiti “incoraggianti” che ha avuto in
precedenza sempre nella mattinata di ieri con i Ministri
Presidenti della Baviera e dello Schleswig-Holstein:
entrambi – ha rilevato -
“pur partendo da ambienti e da temperamenti
notevolmente diversi” hanno manifestato la “certezza
interiore che la fede apra un futuro e che in questo
momento dell’incontro delle culture, ma anche
dell’incombente conflitto tra le culture, sia
importantissimo che la forza interiore, pacificatrice e
risanatrice della fede cristiana rimanga viva nel nostro
popolo influenzando così come forza del bene il
futuro”.
Il
Papa si è poi soffermato su un altro incontro della
mattinata di ieri, quello con il metropolita Ioannis
Zizioulas di Pergamo, inviato
del Patriarca di Costantinopoli, “uno dei grandi
sostenitori del dialogo cattolico-ortodosso”, che – ha
detto - “è sorretto da una profonda convinzione
interiore, che cioè l’incontro tra Roma e
l’Ortodossia sia di importanza fondamentale per il
continente europeo e per il futuro della storia universale
e che dobbiamo fare ogni sforzo possibile, affinché
questo incontro conduca veramente alla comunione fraterna
e da essa nasca poi la
benedizione della comunione della fede: la benedizione
perché l’umanità possa vedere che siamo ‘uno’ e in
base a ciò credere in Cristo”.
Questa – ha concluso il Papa - è “la missione
di tutti noi: impegnarci – ciascuno nel suo ruolo –
affinché la forza della fede diventi operativa in questo
mondo, efficace come gioia, come fiducia, come dono in
questo momento”.
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DISCORSO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
A S.Em. IL CARDINALE FRIEDRICH WETTER
CON UNA DELEGAZIONE
DEL CAPITOLO METROPOLITANO DI MONACO
Sala Clementina
Lunedì, 16 aprile 2007
Caro
Signor Cardinale, caro Signor Canonico, cari amici!
C’è
tanto da ringraziare che non so da che parte incominciare.
E dove il cuore è colmo, la parola a volte può
traboccare, ma a volte la bocca può anche ammutolire. In
questo momento mi mancano le parole per esprimere la
gratitudine come, secondo il mio cuore, vorrei farlo.
Voglio ringraziare di cuore Te, caro Confratello, per
tutto ciò che hai dato in questi lunghi anni da
Arcivescovo di Monaco – tutta la tua forza, la tua fede,
il tuo amore, la tua conoscenza, il tuo coraggio e la tua
amicizia. Penso che l’Arcidiocesi senta tutto questo e
sappia di essere stata guidata da un buon Pastore. In
queste ore preghiamo il Buon Dio affinché ci aiuti a
trovare la persona giusta che possa prendere nelle sue
mani il pastorale di san Corbiniano.
Soprattutto
vorrei ringraziare di cuore per tutto ciò che ho potuto
sperimentare durante quei bei giorni della mia visita in
Baviera – specialmente a Monaco e a Frisinga: per
l’amore, l’attenzione, la cura nella preparazione, la
dedizione e ovviamente la preghiera in comune. Quei giorni
– dall'inizio all’aeroporto e particolarmente sul
Marienplatz, nel duomo di Monaco e in quello di Frisinga,
alla Fiera e nello stesso Vescovado – sono presenti
nella mia mente in modo luminoso. L’uomo ha bisogno di
ricordi che lo aiutino. Io sono solito ripercorrere con
animo riconoscente il paesaggio dei ricordi; e allora amo
in particolare tornare mentalmente a quei giorni
benedetti.
Ringrazio
Voi tutti, cari Confratelli: a ciascuno mi lega, in
qualche modo, un particolare rapporto personale; non è
necessario che ora li elenchi – e neppure lo potrei. So
bene come Voi, ciascuno al suo posto, svolgete un servizio
per l’Arcidiocesi, per la Chiesa di Dio, nella profonda
comunione con colui che è stato scelto come successore di
Pietro. So come, per così dire, un intero cammino
esistenziale e la donazione di una vita, la lotta
interiore e la fatica di un’esistenza, siano intessute
nel Vostro impegno e si irradino sull’Arcidiocesi,
contribuendo a far sì che possiate vivere la fede nella
comunione della Chiesa, nella comunione col Signore e
nella comunione con Nostra Signora di Monaco e tramandarla
gioiosamente al futuro. Voi siete il Capitolo
metropolitano di Nostra Signora – che bel nome, che
unisce, appunto, la metropolis, cioè la città-madre
della fede con la stessa Madre della fede, per portare così
il calore e la cordialità della fede nella nostra terra
bavarese.
Questa
mattina ho avuto due colloqui incoraggianti: uno con il
Ministro Presidente bavarese e l’altro con il Ministro
Presidente dello Schleswig-Holstein che, pur partendo da
ambienti e da temperamenti notevolmente diversi, hanno però
manifestato ambedue questa certezza interiore che la fede
apra un futuro e che in questo momento dell’incontro
delle culture, ma anche dell’incombente conflitto tra le
culture, sia importantissimo che la forza interiore,
pacificatrice e risanatrice della fede cristiana rimanga
viva nel nostro popolo influenzando così come forza del
bene il futuro.
E c’era
ancora un altro incontro buono stamattina: quello con il
metropolita Ioannis Zizioulas di Pergamo, inviato del
Patriarca di Costantinopoli, uno dei grandi sostenitori
del dialogo cattolico-ortodosso. Egli è sorretto da una
profonda convinzione interiore, che cioè l’incontro tra
Roma e l’Ortodossia sia di importanza fondamentale per
il continente europeo e per il futuro della storia
universale e che dobbiamo fare ogni sforzo possibile,
affinché questo incontro conduca veramente alla comunione
fraterna e da essa nasca poi la benedizione della
comunione della fede: la benedizione perché l’umanità
possa vedere che siamo “uno” e in base a ciò credere
in Cristo. – Penso che sia questa la missione di tutti
noi: impegnarci – ciascuno nel suo ruolo – affinché
la forza della fede diventi operativa in questo mondo,
efficace come gioia, come fiducia, come dono in questo
momento.
Grazie
ancora per l’incontro a Monaco e per l’incontro in
questo momento. Preghiamo insieme che il Signore ci aiuti
a fare, ciascuno di noi, la cosa giusta e che così la
nostra storia sia benedetta. Un grazie di cuore a tutti, e
salutatemi la Baviera!
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