Fonte:
Wikipedia
La Cappella
Sistina è uno dei più famosi tesori artistici della
Città del Vaticano, costruita tra il 1475 e il 1483,
all'epoca di Papa Sisto IV della Rovere.
L'interno
della Cappella Sistina
Sezione
sinistra del soffitto, dopo il restauro
Sezione
centrale sinistra del soffitto, dopo il restauro
Sezione
centrale destra del soffitto, dopo il restauro
Sezione
destra del soffitto, dopo il restauro
È
conosciuta in tutto il mondo sia per essere la sala nella
quale si tiene il conclave e altre cerimonie ufficiali,
comprese alcune incoronazioni papali, che per essere stata
decorata da Michelangelo Buonarroti. Si trova sulla destra
della Basilica di San Pietro, dopo la Scala Regia, e in
origine serviva come cappella palatina all'interno della
vecchia fortezza vaticana.
La
cappella è di forma rettangolare e misura 40,93 metri di
lunghezza per 13,41 di larghezza (le dimensioni del Tempio
di Salomone, così come vengono riportate nell'Antico
Testamento). L'altezza è di 20,70 metri e il tetto e
formato da una volta a botte ribassata con voltine
laterali di scarico in corrispondenza delle dodici
finestre che danno luce all'ambiente. Il pavimento (XV
secolo) è composto da tarsie policrome in marmo.
Una
transenna in marmo di Mino da Fiesole, Andrea Bregno e
Giovanni Dalmata divide la cappella in due parti; quella
più ampia, assieme all'altare, è riservata alle
cerimonie religiose e ad altri usi clericali, mentre
quella più piccola è per i fedeli. La cancellata di
passaggio era originariamente di ferro placcato in oro e
in posizione più centrale; venne in seguito spostata
verso la parte dei fedeli per garantire uno spazio
maggiore al Papa. Degli stessi artisti è il Cantoria,
lo spazio riservato al coro.
Durante
le cerimonie importanti, i muri laterali sono coperti da
una serie di arazzi, (opera di Raffaello) che riproducono
eventi tratti dai vangeli e dagli atti degli apostoli.
I piani
architettonici vennero eseguiti da Baccio Pontelli e i
lavori di costruzione furono supervisionati da Giovannino
de' Dolci tra il 1473 e il 1784, agli ordini di Sisto IV.
La prima
messa venne celebrata nella Cappella Sistina il 9 agosto
1483, come cerimonia con la quale venne consacrata e
dedicata all'Assunzione della Vergine Maria.
I dipinti
sui muri vennero eseguiti da Pietro Perugino, Sandro
Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Cosimo Rosselli, Luca
Signorelli e dai loro rispettivi laboratori, dei quali
facevano parte Pinturicchio, Piero di Cosimo e Bartolomeo
della Gatta.
I
soggetti dei dipinti erano temi religiosi storici,
selezionati e divisi in base al concetto medievale di
partizione della storia del mondo in tre epoche: prima dei
dieci comandamenti, tra Mosè e la nascita di Cristo, e la
successiva era cristiana. Essi sottolineano la continuità
tra il patto antico e il nuovo patto, o la transizione
dalle leggi mosaiche alla religione cristiana.
Michelangelo
Buonarroti venne incaricato da Papa Giulio II della
Rovere, nel 1508, per ridipingere il soffitto, che
originariamente raffigurava delle stelle dorate su un
cielo blu; il lavoro venne completato tra il 1508 e il 1
novembre 1512. Michelangelo dipinse il Giudizio Universale
sopra l'altare, tra il 1535 e il 1541; lavoro
commissionato da Papa Paolo III Farnese.
Per
essere in grado di raggiungere il soffitto, Michelangelo
necessitava di un supporto; la prima idea fu di Bramante,
che volle costruire per lui una speciale impalcatura,
sospesa in aria per mezzo di funi. Ma Michelangelo
sospettava che questa soluzione avrebbe lasciato dei buchi
nel soffitto, una volta completato il lavoro, così costruì
un impalcatura da se, una semplice piattaforma in legno su
sostegni ricavati da fori nei muri posti nella parte alta
vicino alle finestre.
Il primo
strato di gesso cominciò ad ammuffire perché era troppo
bagnato. Michelangelo dovette rinuoverlo e ricominciare da
capo, ma provò una nuova miscela, chiamata intonaco,
creata da uno dei suoi assistenti, Jacopo l'Indaco. Questa
non solo resistette alla muffa, ma entrò anche nella
tradizione costruttiva italiana (ed è ancora in uso).
Michelangelo
venne incaricato di dipingere solo 12 figure, gli
apostoli, ma quando il lavoro fu finito ve ne erano
presenti più di 3.000. I bozzetti sono un documento molto
prezioso e curioso. Michelangelo usò modelli maschili,
anche per le donne, poiché le modelle erano più rare e
costose.
Il Giudizio
Universale fu oggetto di una pesante disputa tra il
Cardinale Carafa e Michelangelo: l'artista venne accusato
di immoralità e intollerabile oscenità, poiché aveva
dipinto delle figure nude, con i genitali in evidenza,
all'interno della più importante chiesa della cristianità,
perciò una campagna di censura (nota come "campagna
delle foglie di fico") venne organizzata da
Carafa e Monsignor Sernini (ambasciatore di Mantova) per
rimuovere gli affeschi. Quando il Maestro di Cerimonie del
Papa, Biagio da Cesena, fece una denuncia simile del
lavoro, dicendo che era più adatto a un bagno termale che
a una cappella, Michelangelo raffigurò i suoi tratti
nella figura di Minos, giudice degli inferi. Si narra che
quando Biagio da Cesena si lamentò con il Papa, il
pontefice rispose che la sua giurisdizione non si
applicava all'inferno, e così il ritratto rimase.
In
coincidenza con la morte di Michelangelo, venne emessa una
legge per coprite i genitali ("Pictura in Cappella
Ap.ca coopriantur"). Così Daniele da Volterra, un
apprendista di Michelangelo che dopo questo lavoro venne
soprannominato "Braghettone", coprì i genitali
delle figure con delle specie di perizomi, lasciando
inalterato il complesso dei corpi. Quando l'opera venne
restaurata nel 1993, i restauratori scelsero di non
rimuovere i perizomi di Daniele; comunque, una copia
fedele e senza censure dell'originale, di Marcello
Venusti, è oggi a Napoli al Museo di Capodimonte.
La
cappella è stata recentemente restaurata (dal 1981 al
1994).
Gli
affreschi
Elenco
dei vari affreschi della Cappella Sistina: