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CONGEDO
ALLA COMUNITA' DI CASTEL GANDOLFO (29 SETTEMBRE 2008)
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Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio
Vaticana 29 settembre 2008
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Invochiamo
con fiducia l'aiuto e la protezione degli Angeli:
così il Papa nel saluto di congedo alle comunità
civili e religiose di Castel Gandolfo. Domani il
rientro in Vaticano
Il
Papa ha incontrato questa mattina le comunità
religiose e civili di Castel Gandolfo per il
tradizionale saluto di congedo al termine del
periodo trascorso nella sua residenza estiva nella
cittadina laziale. Nel pomeriggio il saluto ai
dipendenti delle Ville Pontificie. Domani il
rientro in Vaticano. L’incontro, che si è
svolto nella festa dei Santi Arcangeli Michele,
Gabriele e Raffaele, ha dato l’occasione al
Pontefice di invitare i fedeli a invocare con
fiducia l’aiuto degli Angeli. Il servizio di Sergio
Centofanti.
Il Papa ringrazia di cuore le comunità
religiose e civili nonché la popolazione di
Castel Gandolfo per l’accoglienza ricevuta in
questi mesi estivi. Benedetto XVI si era
trasferito nella cittadina laziale il 2 luglio
scorso – come ha detto ieri all’Angelus - per
avere la possibilità di riposare e lavorare
meglio nei mesi più caldi. Il suo grazie è
andato anche alle varie forze di sicurezza e agli
avieri del 31° stormo dell’Aeronautica Militare
per gli spostamenti in elicottero e in aereo.
Cogliendo poi lo spunto dell’odierna Festa dei
Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, ha
ricordato che ognuno di loro svolge “una
peculiare missione nella storia della salvezza”:
“Cari fratelli e sorelle, invochiamo con
fiducia il loro aiuto, come pure la protezione
degli Angeli custodi, la cui festa celebreremo fra
qualche giorno, il 2 ottobre. L’invisibile
presenza di questi Spiriti beati ci è di grande
aiuto e conforto: essi camminano al nostro fianco
e ci proteggono in ogni circostanza, ci difendono
dai pericoli e ad essi possiamo ricorrere in ogni
momento”.
“Molti santi – ha proseguito il Papa -
intrattenevano con gli Angeli un rapporto di vera
amicizia, e numerosi sono gli episodi che
testimoniano la loro assistenza in particolari
occasioni”:
“Gli
Angeli vengono inviati da Dio ‘a servire coloro
che erediteranno la salvezza’, come ricorda la
Lettera agli Ebrei (1,14), e pertanto ci sono di
valido ausilio nel pellegrinaggio terreno verso la
Patria celeste”.
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DISCORSO DEL SANTO PADRE
Cari
fratelli e sorelle,
anche
quest’anno, è giunto il momento di congedarmi da voi,
al termine del periodo estivo. Prima di far ritorno in
Vaticano, sento il vivo bisogno di rinnovarvi la mia
sincera gratitudine per quanto avete fatto per me e per i
miei collaboratori. Saluto e ringrazio in primo luogo il
Vescovo di Albano Laziale, Mons. Marcello Semeraro, il
parroco di Castel Gandolfo e la comunità parrocchiale,
insieme alle comunità religiose che qui vivono ed
operano. In varie circostanze mi capita di incontrarvi, e
vorrei quest’oggi ripetervi che il Papa vi è grato per
il vostro sostegno materiale e spirituale.
Saluto
poi il Signor Sindaco e i componenti
dell’Amministrazione Comunale, che mi manifestano sempre
la loro vicinanza. So con quanta premura voi, cari amici,
vi adoperate durante il mio soggiorno. Come in altre
circostanze vi ho detto, apprezzo molto la vostra
ospitalità e il vostro sforzo per assicurare ogni
assistenza a me, come anche agli ospiti e ai pellegrini
che vengono a farmi visita, specialmente la domenica per
il consueto appuntamento dell’Angelus. Vi prego
di trasmettere i sentimenti della mia riconoscenza
all’intera popolazione di Castel Gandolfo.
Mi dirigo
adesso con pari affetto ai responsabili e agli addetti ai
molteplici Servizi del Governatorato. Di ciascuno di voi,
cari fratelli e sorelle, ho avuto modo di apprezzare la
competenza e la dedizione, e di tutto vi sono
riconoscente. Il Signore vi assista e renda fruttuoso il
vostro quotidiano impegno.
La grande
famiglia, che si forma attorno al Papa a Castel Gandolfo,
comprende pure voi, cari funzionari e agenti delle diverse
Forze dell’Ordine italiane, che ringrazio per la
diuturna dedizione che mostrate. L’odierna ricorrenza
liturgica dei santi Arcangeli Michele, Raffaele e Gabriele
mi offre inoltre l’opportunità di salutare con
particolare affetto voi, cari dirigenti e membri del Corpo
della Gendarmeria Vaticana, che operate sempre in stretta
collaborazione con il Corpo della Guardia Svizzera
Pontificia, al quale rivolgo il mio riconoscente saluto.
Voi tutti siete come i fedeli custodi del Papa.
Non posso
poi dimenticare gli ufficiali e gli avieri del 31° stormo
dell’Aeronautica Militare. Li ringrazio per il
qualificato servizio che rendono a me e ai miei
collaboratori negli spostamenti in elicottero e in aereo.
A ciascuno di voi, cari amici, giunga l’espressione
sincera della mia gratitudine.
Dicevo
poco fa che quest’oggi la liturgia ci invita a ricordare
i santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. Ognuno di
loro, come leggiamo nella Bibbia, ha svolto una peculiare
missione nella storia della salvezza. Cari fratelli e
sorelle, invochiamo con fiducia il loro aiuto, come pure
la protezione degli Angeli custodi, la cui festa
celebreremo fra qualche giorno, il 2 ottobre.
L’invisibile presenza di questi Spiriti beati ci è di
grande aiuto e conforto: essi camminano al nostro fianco e
ci proteggono in ogni circostanza, ci difendono dai
pericoli e ad essi possiamo ricorrere in ogni momento.
Molti santi intrattenevano con gli Angeli un rapporto di
vera amicizia, e numerosi sono gli episodi che
testimoniano la loro assistenza in particolari occasioni.
Gli Angeli vengono inviati da Dio "a servire coloro
che erediteranno la salvezza", come ricorda la
Lettera agli Ebrei (1,14), e pertanto ci sono di valido
ausilio nel pellegrinaggio terreno verso la Patria
celeste.
Grazie
ancora a tutti anche per la vostra presenza a quest’incontro;
grazie a coloro che si sono fatti interpreti dei vostri
sentimenti. Vi affido alla materna protezione di Maria,
Regina degli Angeli, e di cuore vi imparto la Benedizione
Apostolica, che estendo alle vostre famiglie e alle
persone a voi care.
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