Si
è spenta Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari. Il Papa:
una vita spesa per la fratellanza tra i popoli e segnata
dall'amore per Gesù abbandonato. I funerali, il 18 marzo,
presieduti dal cardinale Bertone, nella Basilica di San
Paolo fuori le Mura
Chiara
Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, si è
spenta nella notte, intorno alle 2.00, nella sua
abitazione a Rocca di Papa, "in un clima sereno, di
preghiera e di intensa commozione" riferisce una
nota. Aveva 88 anni. Malata da tempo, aveva chiesto negli
ultimi giorni di lasciare il Policlinico Gemelli per
tornare a casa. Il Papa in un telegramma inviato questa
mattina ha espresso il suo profondo cordoglio. Il servizio
di Sergio Centofanti.
“Ho appreso con profonda emozione” la notizia della
morte di Chiara Lubich “sopraggiunta al termine di una
lunga e feconda vita segnata instancabilmente dal suo
amore per Gesù abbandonato”. Inizia così il telegramma
del Papa. “In quest’ora di doloroso distacco –
prosegue Benedetto XVI – sono spiritualmente vicino con
affetto ai familiari e all’intera Opera di
Maria-Movimento dei Focolari che da lei ha avuto origine,
come pure a quanti hanno apprezzato il suo impegno
costante per la comunione nella Chiesa, per il dialogo
ecumenico e la fratellanza tra tutti i popoli”. Il
Pontefice ringrazia il Signore “per la testimonianza
della sua esistenza spesa nell’ascolto dei bisogni
dell’uomo contemporaneo in piena fedeltà alla Chiesa e
al Papa” ed esprime l’auspicio “che quanti l’hanno
conosciuta e incontrata, ammirando le meraviglie che Dio
ha compiuto attraverso il suo ardore missionario, ne
seguano le orme mantenendone vivo il carisma”.
Numerosissimi i messaggi di cordoglio che continuano a
giungere dal mondo intero, da parte di leader religiosi,
politici, civili e da tanta gente comune. I funerali si
svolgeranno martedì prossimo 18 marzo alle 15.00 nella
Basilica di San Paolo fuori le Mura e saranno presieduti
dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone. Dalle
16.00 di oggi sarà aperta la camera ardente nel Centro
internazionale del Movimento a Rocca di Papa: resterà
aperta fino a domani sera. Nella cappella del Centro la
sepoltura. Tra i tanti focolarini che si sono stretti
attorno a Chiara nelle ultime ore, il teologo
belga Michel Vandeleene, biografo della Lubich.
R. - Chiara ci ha lasciato stanotte. L’ultimo mese
era stata ricoverata all’ospedale Gemelli di Roma e lì
aveva potuto fare ancora tanta corrispondenza e prendere
decisioni importanti per il Movimento. Aveva anche
ricevuto una lettera del Santo Padre che rileggeva spesso
e che le dava conforto. Il Patriarca Bartolomeo era venuto
a salutarla e a benedirla in ospedale. Alcuni giorni fa
aveva espresso ripetutamente il desiderio di tornare a
casa e l’altro ieri notte era stata portata a casa sua
perchè la sua fine sembrava ormai imminente. Ieri
mattina, dopo aver sentito la Santa Messa e ricevuto
l’Eucaristia, ha voluto vedere una ad una le sue prime
compagne e i suoi primi compagni, gli altri focolarini, i
suoi stretti collaboratori: era cosciente e ha potuto
sentirli, incontrarli. Ieri sera poi si è aggravata
ancora, centinaia di persone sono giunte a casa sua e lì
è successa una cosa veramente meravigliosa e commovente
perchè, al seguito delle prime compagne, anche tutte
queste persone sono potute entrare una ad una nella sua
stanza per ore per vederla, darle un bacio sulla mano,
dirle magari ancora una sola parola: grazie. La commozione
è grande ma più grande è la fede nell’amore, in Dio
amore che guida ogni cosa, in Dio amore che lei ha fatto
conoscere a tanti e ci viene da cantare un
“Magnificat” per le grandi cose che il Signore ha
operato in lei, e di rinnovare il nostro impegno a vivere
il Vangelo come lei ci ha insegnato.
Ma chi era Chiara Lubich? Ricostruiamo il percorso
esistenziale di questa grande testimone della fede nel
servizio di Adriana Masotti:
Una grande donna con un cuore immenso; una mistica a
servizio della pace e del dialogo; una grande testimone di
fede: così alcuni titoli con cui le agenzie italiane
stamattina hanno comunicato la scomparsa di Chiara Lubich.
Tutta la sua vita si intreccia in modo inscindibile alla
storia del Movimento dei Focolari da lei fondato. Ma non
era certo intenzione di Chiara, nel lontano 1943 a Trento,
quando aveva 23 anni, fondare un Movimento o qualunque
altra cosa: piuttosto in lei c’era forte il desiderio di
rispondere con la propria vita a quel Dio-Amore scoperto
tra le macerie della II Guerra Mondiale.
Niente programmi pensati a tavolino, dunque, solo la
lettura del Vangelo portato con sé nei rifugi antiaerei,
una lettura illuminata da una luce particolare: quella
dell’unità. “Che tutti siano uno, come io e te,
Padre, siamo una cosa sola” . Per questa preghiera,
Chiara e alcune sue coetanee si sentono chiamate un giorno
in modo del tutto particolare. Da qui, poi, la
sottolineatura di tutte le frasi che parlano dell’amore
che porta all’unità. Ad una ad una, le parole
evangeliche messe in pratica si rivelano rivoluzionarie.
Portano ad esempio a mettere in comune beni materiali e
spirituali. Nasce la certezza che nel Vangelo è la
soluzione di ogni problema individuale e sociale. Sentiamo
la stessa Chiara Lubich:
“E’ proprio la dottrina dell’unità, la dottrina
del testamento di Gesù, è la dottrina del sogno di Gesù,
di far di tutto il mondo una cosa sola, di fare una
fraternità universale. Partendo, naturalmente, dai
cristiani, ma poi Gesù è morto per tutti, e noi dobbiamo
arrivare a tutti se vogliamo veramente amare Gesù!”.
Ben presto, al primo gruppo di ragazze si uniscono
tanti altri che piano piano formano un piccolo popolo che
raggiunge una dimensione mondiale. Attualmente si contano
oltre 2 milioni di aderenti. L’approvazione della Chiesa
cattolica alla nuova realtà ecclesiale arriva nel 1962
con il nome ufficiale di “Opera di Maria”. Nel ’64,
la Lubich è ricevuta per la prima volta da Paolo VI. Da
quel momento, si moltiplicano, con Paolo VI e poi con
Giovanni Paolo II, udienze private e pubbliche.
All’Opera di Maria aderiscono anche non cattolici,
cristiani di diverse confessioni, appartenenti alle altre
religioni e persone non credenti. Chiara Lubich partecipa,
in Vaticano, a vari Sinodi dei Vescovi. Stabilisce intensi
rapporti personali con diverse personalità religiose: in
particolare nel mondo ortodosso, con il Patriarca
ecumenico di Costantinopoli, Atenagora I, e poi con i suoi
successori; nella Comunione anglicana e nel mondo
evangelico-luterano. Via via, nascono iniziative di
dialogo per promuovere l’unità tra le realtà
ecclesiali cattoliche, tra i cristiani, tra le religioni e
nei diversi mondi del sociale: politica, economia, sanità,
cultura, arte, comunicazione sociale. Ancora Chiara:
“Perché la presenza di Gesù in mezzo a chi è unito
nel suo nome illumina dando sapienza. Questa sapienza,
poi, naturalmente va in tutti gli ambiti della vita umana.
Cambia tutto: è il Corpo mistico di Cristo che diventa
corpo sociale, corpo politico ...”.
Dal 1996 a Chiara Lubich vengono assegnati 15 dottorati
“honoris causa” e si moltiplicano i riconoscimenti,
come il premio “Educazione alla pace” dell’UNESCO,
il Premio Templeton per il progresso della religione, il
premio “Diritti umani” del Consiglio d’Europa, nel
’98. 17 città, tra cui Roma, le assegnano la
cittadinanza onoraria. Nel 1997 Chiara è al Palazzo di
Vetro dell’ONU, l’anno successivo al Parlamento
europeo. Chiara Lubich e Madre Teresa di Calcutta, due
fondatrici e grandi figure femminili della Chiesa del
Concilio: così Chiara ricordava la loro amicizia:
“Sempre, sempre ripeteva, quando ci incontravamo, una
frase. Eravamo veramente due che avevano avuto una
funzione nella Chiesa – naturalmente, lei è santa, è
tutta un’altra cosa in questo senso. Però, come
missione, come compito, eravamo tutte e due incaricate di
qualcosa da parte di Dio. Perciò, ci capivamo molto bene.
Lei mi scriveva spesso e il suo concetto era sempre
questo: ‘Chiara, fatti santa, perché Dio è santo;
fatti santa perché Lui ti ha scelto, ti vuole sua, perché
Lui è santo”.
Una vita intensa, quella di Chiara, che si è conclusa
questa notte con l’incontro più importante, quello con
lo Sposo a cui Chiara ha saputo donare tutta la sua
esistenza.
Chiara Lubich partecipò nel maggio del 1998 allo storico
incontro dei movimenti e delle nuove comunità ecclesiali
che rilanciò la collaborazione dei carismi per
l’evangelizzazione. Era presente anche Salvatore
Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito.
Al microfono di Sergio Centofanti, Martinez parla
dell’eredità di Chiara Lubich:
R. – Un’eredità di amore che si rinnova in ogni
angolo del mondo all’insegna di una maternità
spirituale, di cui in qualche modo tutti noi laici siamo
grati. Ha intuito in tempi non sospetti, ancor prima che
si intravedesse la luce grande del Concilio ecumenico
Vaticano II, una stagione di nuova evangelizzazione
carismatica, improntata al testamento grande dell’amore
e dell’unità. In fondo, il Vangelo si riconduce tutto a
questo sguardo d’amore sulla storia e non si può che
rimanere ammirati e grati al Signore per la testimonianza
di questa donna, che non si è arresa dinanzi a nessuna
delle sfide che la secolarizzazione, le contrapposizioni
culturali, ideologiche e religiose talvolta ponevano. Un
atto di onore allo Spirito Santo quello che oggi, da ogni
parte del mondo, si eleva al ricordo di questa sorella
nella fede.
Ascoltiamo infine, al microfono di Roberto Piermarini,
la testimonianza di Kiko Argüello, iniziatore del
Cammino Neocatecumenale, che ha condiviso con Chiara
Lubich le tante iniziative delle nuove realtà ecclesiali:
R. – C’è dentro il cuore davvero una grande
tenerezza, perchè penso che sia stata accolta con tanta
gioia in cielo. Che il suo carisma di unità, di amore, di
comunione sia una grande luce per la Chiesa, per tanti
vescovi, per tanti sacerdoti. Abbiamo sempre trovato in
lei un grande amore di comunione. Dio ci ha unito molto
fortemente. Adesso preghiamo la Santa Vergine Maria, perché
l’accolga, interceda e la mandi a suo Figlio, perché
tutti i suoi peccati siano perdonati e possa entrare nel
cielo piena di gioia. Penso anche che adesso i focolarini
riceveranno un appoggio più grande dal cielo.
Radio
Vaticana, 14 marzo 2008
MESSAGGIO DEL SANTO
PADRE
TELEGRAMMA DEL SANTO PADRE
REVERENDO DON ORESTE BASSO
COPRESIDENTE MOVIMENTO DEI FOCOLARI
ROCCA DI PAPA
HO APPRESO CON PROFONDA EMOZIONE LA NOTIZIA DELLA PIA
MORTE DELLA SIGNORINA CHIARA LUBICH SOPRAGGIUNTA AL
TERMINE DI UNA LUNGA E FECONDA VITA SEGNATA
INSTANCABILMENTE DAL SUO AMORE PER GESU’ ABBANDONATO(.)
IN QUEST’ORA DI DOLOROSO DISTACCO SONO SPIRITUALMENTE
VICINO CON AFFETTO AI FAMILIARI E ALL’INTERA OPERA DI
MARIA - MOVIMENTO DEI FOCOLARI CHE DA LEI HA AVUTO ORIGINE
COME PURE A QUANTI HANNO APPREZZATO IL SUO IMPEGNO
COSTANTE PER LA COMUNIONE NELLA CHIESA PER IL DIALOGO
ECUMENICO E LA FRATELLANZA TRA TUTTI I POPOLI (.)
RINGRAZIO IL SIGNORE PER LA TESTIMONIANZA DELLA SUA
ESISTENZA SPESA NELL’ASCOLTO DEI BISOGNI DELL’UOMO
CONTEMPORANEO IN PIENA FEDELTA’ ALLA CHIESA E AL PAPA E
MENTRE NE AFFIDO L’ANIMA ALLA DIVINA BONTA’
AFFINCHE’ LA ACCOLGA NEL SENO DEL PADRE AUSPICO CHE
QUANTI L’HANNO CONOSCIUTA E INCONTRATA AMMIRANDO LE
MERAVIGLIE CHE DIO HA COMPIUTO ATTRAVERSO IL SUO ARDORE
MISSIONARIO NE SEGUANO LE ORME MANTENENDONE VIVO IL
CARISMA (.) CON TALI VOTI INVOCO LA MATERNA INTERCESSIONE
DI MARIA E VOLENTIERI IMPARTO A TUTTI LA BENEDIZIONE
APOSTOLICA
BENEDICTUS PP. XVI
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