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CHIESA E SPORT; SPORT E IMPEGNO CRISTIANO
 

SERVIZI TRASMESSI DA RADIO VATICANA SUL SEMINARIO "IL MONDO DELLO SPORT OGGI: UN CAMPO DI IMPEGNO CRISTIANO"

Ascolta il servizio di Amedeo Lomonaco

Interviste con mons. Mazza, mons. Florczyk e mons. Rylko

Ascolta l'intervista con mons. Clemens 

 

11 novembre 2005

LO SPORT SIA UNA SCUOLA DI UMANITA’ E DI VIRTU’. LO HA DETTO IL PRESIDENTE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER I LAICI, MONS. STANISLAW RYLKO, APRENDO IL SEMINARIO “IL MONDO DELLO SPORT OGGI: CAMPO DI IMPEGNO CRISTIANO”  

Un’analisi del mondo dello sport nella società contemporanea e il rapporto tra sport ed evangelizzazione. E’ questo l’ambito tematico del seminario internazionale “Il mondo dello sport oggi: un campo di impegno cristiano” promosso dal Pontificio Consiglio per i laici. Con questo seminario che si concluderà domani inizia la sua attività la sezione Chiesa e sport del dicastero per i laici, istituita nel 2004 per volontà di Giovanni Paolo II. Il servizio di Amedeo Lomonaco:  

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La Chiesa "esperta in umanità" e "buona samaritana dell’umanità" può dare un contributo alla soluzione dei gravi e urgenti problemi che affliggono oggi il mondo dello sport. Lo ha detto il presidente del Pontificio Consiglio per i laici, mons. Stanislaw Rylko, sottolineando come lo sport nell’era della globalizzazione sia in grado di superare barriere geografiche, sociali ed economiche, ma anche di creare "un’industria del tempo libero" che produce sogni di potenza e di successo. Per molte persone – ha aggiunto mons. Rylko – lo sport è diventato uno stile di vita e per non pochi uomini e donne è un vero e proprio surrogato dell’esperienza religiosa. Nella società secolarizzata – ha spiegato il presule – gli spettacoli sportivi hanno assunto il carattere di rituali collettivi. Stadi e palestre diventano così templi del nuovo culto. A questo processo si accompagna, poi, un cambiamento del rapporto dell’uomo con il proprio corpo. Dalla cura del corpo – ha detto mons. Rylko – si è passati al culto del corpo. Altre ombre che colpiscono lo sport sono le interferenze economiche e politiche e il fenomeno del doping. Il ritratto del mondo dello sport tracciato da mons. Rylko si è concluso analizzando sfide e opportunità. Ci sono schiere di persone per le quali lo sport è una vera scuola di umanità. Queste persone – ha detto il presule – sono una potente risorsa per rinnovare il mondo dello sport.  

Dal Palazzo di San Callisto, per la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco.

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Per la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco, 11 novembre 2005

 

12 novembre 2005

IL RAPPORTO TRA SPORT E CHIESA AL CENTRO DEL SEMINARIO “IL MONDO DELLO SPORT OGGI: UN CAMPO DI IMPEGNO CRISTIANO”, PROMOSSO DAL PONTIFICIO CONSIGLIO PER I LAICI

- Interviste con mons. Carlo Mazza, mons. Marian Florczyk, mons. Rylko -  

Lo sport alla luce del magistero della Chiesa e lo sport come frontiera della nuova evangelizzazione. Sono i temi affrontati, stamani, nell’ambito del seminario internazionale “Il mondo dello sport oggi: un campo di impegno cristiano”, organizzato dal pontificio Consiglio per i laici. Il servizio di Amedeo Lomonaco:  

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Il contributo del magistero della Chiesa sullo sport inizia agli albori del ‘900 con Pio X. Al centro degli interventi dei Papi sullo sport, che sono oltre 200, c’è sempre l’uomo. Ascoltiamo il responsabile dell’Ufficio per lo sport e tempo libero della CEI, mons. Carlo Mazza:  

R. – Alla Chiesa sta a cuore l’uomo perché l’uomo è il segno più alto del dito di Dio, della creazione. Attraverso lo sport, che riguarda la persona umana e in particolare il corpo dell’uomo, si esprime la potenza, la bellezza, la gloria del Signore.  

Ricordando il pensiero di Giovanni Paolo II sullo sport, mons. Carlo Mazza ha poi contrapposto alla figura dell’atleta ‘super star’, diffusa nella società contemporanea, un altro modello di atleta: Gesù.  

R. – E’ ancora commovente ricordare la preghiera di Giovanni Paolo II il 28 ottobre del 2000, allo stadio Olimpico. Al termine della sua omelia il Papa prega per l’atleta e lo paragona all’atleta di Dio, Gesù. Quindi, offre il modello di Gesù a tutti gli sportivi, a tutti gli atleti.  

Del rapporto particolare che Giovanni Paolo II ha avuto con il mondo dello sport ci parla anche il vescovo ausiliare di Kyelce, in Polonia, mons. Marian Florczyk:  

R. – Conosceva il valore dello sport per il corpo ma anche per lo spirito. Attraverso lo sport, l’uomo può crescere come persona. Per questo, Giovanni Paolo II praticava lo sport. Come Santo Padre, parlava dello sport e voleva essere sempre vicino alla gente che pratica lo sport.  

Il seminario ha approfondito, in particolare, le potenzialità e le minacce dello sport. Sentiamo, in proposito, il presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, mons. Stanislao Rylko:  

R. – Lo sport ha delle grandi potenzialità: può far riscoprire il senso del sacrificio, il senso dell’impegno, della lealtà. Ma allo stesso tempo, lo sport contemporaneo presenta anche vari rischi, quali l’ingerenza dell’economia e la ricerca della vittoria ad ogni costo. E’ comunque importante dire che ci sono anche delle grandi risorse per promuovere una crescita integrale della persona umana attraverso lo sport.  

Il presule ha anche detto che per molte persone lo sport è diventato un surrogato dell’esperienza religiosa. Stadi e palestre – ha aggiunto – sembrano templi del nuovo culto. E’ quindi urgente rinnovare il mondo dello sport. Ascoltiamo ancora mons. Rylko:  

R. – Vogliamo guardare lo sport come campo di impegno per noi cristiani, cercando di capire insieme che cosa si possa realmente fare per ricondurlo alle radici dei grandi ideali che lo hanno animato lungo la storia.  

Ed in questo solco si inserisce questo convegno, “Il mondo dello sport oggi un campo di impegno cristiano”, che ha dato inizio all’attività della sezione “Chiesa e sport” del dicastero per i laici.

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Per la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco, 12 novembre 2005

 

13 novembre 2005

OCCORRE RINNOVARE IL MONDO DELLO SPORT. QUESTO L’APPELLO LANCIATO AL TERMINE DEL SEMINARIO INTERNAZIONALE SULLE REALTA’ SPORTIVE, PROMOSSO DAL PONTIFICIO CONSIGLIO PER I LAICI

- Intervista con mons. Josef Clemens -  

Con l’intervento finale del segretario del pontificio consiglio per i Laici, mons. Josef Clemens, si è chiuso, ieri, il seminario internazionale “Il mondo dello sport oggi: campo di impegno cristiano”. Per un bilancio su questa iniziativa il commento di mons. Clemens, intervistato da Amedeo Lomonaco:  

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R. – La prima cosa che abbiamo imparato in questi due giorni è la vastità del problema. La Chiesa si impegna di più, anche in forma istituzionale. Io ho capito che era proprio l’ora di istituire questa nostra nuova sezione “Chiesa e sport” nel Pontificio Consiglio per i Laici, punto di riferimento per questo grande mondo dello sport. Mi ha molto impressionato che la Chiesa sia già presente nell’ambito sportivo in molti Paesi: con cappellani, ma anche a livello accademico e a livello universitario. Sono contento che finalmente anche con la Santa Sede siamo presenti in questo grande mondo.  

D. – Di questo grande mondo sono stati indicati limiti e potenzialità. E’ un mondo che ha bisogno di essere però educato attraverso una sorta di “scuola dell’umanità”, che poi possa promuovere effettivamente la crescita della persona. Come ottenere questo risultato, partendo dalla visione cristiana?  

R. – Il primo passo, secondo me, è la riflessione e già ci siamo impegnati in molti campi. Ma è l’ora di riflettere ancora di più, perché abbiamo visto i mille problemi: lo sport  e la commercializzazione, il problema del doping, il problema della violenza e anche il ruolo dei media. Qui, la voce della Chiesa, e la voce dei cattolici impegnati in questo campo, è molto importante. Penso allora che siamo nella fase di riflessione e che vogliamo costruire, per così dire, una rete di responsabilità a diversi livelli.     

D. – Come rendere un campo sportivo un campo di impegno cristiano?  

R. – La testimonianza dello sportivo, che è impegnato e si dedica a questo hobby, deve riflettersi sulla sua possibilità di essere un buon cristiano, un buon testimone della fede.

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Per la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco, 13 novembre 2005

 

 

 

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