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IL PAPA ALLA
DELEGAZIONE DELLA CHIESA SIRO MALABARESE (17 OTTOBRE 2011) |
Radio
Vaticana, 17 ottobre 2011
Il
Papa incoraggia la Chiesa siro-malabarese in India a
mantenere i legami con altri riti e religioni per il bene
di tutti
◊
Elogi ed incoraggiamenti il Papa ha rivolto
all’arcivescovo maggiore dei Siro-Malabaresi, Sua
Beatitudine George Alencherry, ai membri del Sinodo
permanente della Chiesa che ha sede nello Stato indiano
del Kerala. L’incontro è avvenuto stamani, nella Sala
Clementina in Vaticano. Il servizio di Roberta Gisotti:
Circa 3 milioni e mezzo i fedeli della Chiesa Siro
Malabarese, uno dei tre riti insieme a quelli latino e
siro-malankarese, seguiti dai cattolici indiani, le cui
origini si fanno risalire alla predicazione nel Paese
asiatico dell’Apostolo Tommaso nel primo secolo dopo
Cristo. Una visita quella dell’arcivescovo maggiore dei
Siro-Malabaresi, George Alencherry che arriva a breve
dalla sua elezione, “segno eloquente” - ha osservato
il Papa - della “comunione gerarchica” espressa nella
recente lettera inviata al Santo Padre per chiedere
conferma della sua nomina. Richiamando l’eredità del
suo predecessore, il cardinale Varkey Vithayathil,
Benedetto XVI ha ricordato anche l’esempio dei due
patroni della Chiesa Siro Malabarese Santa Alphonsa
Muttathupadathu, da lui canonizzata nel 2008 e il Beato
Kuriakose Elias Chavara, beatificato da Giovanni Paolo II
25 anni fa.
Ha elogiato il Papa la Chiesa siro-malabarese che oggi
“continua a godere del rispetto della comunità locale
per il suo lavoro nell’educazione e nelle istituzioni
caritatevoli a servizio dell’intera comunità”.
“I know that life for Christians has been
complicated..."
Io so – ha sottolineato Benedetto XVI – che la vita
per i cristiani è stata complicata dalla diffidenza
settaria e anche dalla violenza”. Da qui l’urgenza
“di continuare a lavorare con le persone di buona volontà
di tutte le religioni presenti nell’area, per mantenere
la pace e l’armonia nella regione, per il bene della
Chiesa e di tutti i cittadini”. Rilevando poi “i segni
incoraggianti di vocazioni” il Papa ha sollecitato a
tenere a mente le sfide emergenti per la formazione del
clero e dei religiosi:
“I commend you for your efforts to maintain...”
Quindi gli elogi per gli sforzi profusi per mantenere
salde le strutture familiari, la qualità
dell’educazione cattolica e della catechesi ad ogni
livello, e il lavoro pastorale con la gioventù e per
promuovere vocazioni tra i giovani, uomini e donne. E per
l’impegno verso i fedeli siro-malabaresi che sono fuori
dall’India.
“I ask you to do so always mindful...”
In ultimo, la raccomandazione di avere ben presente
“la necessità fondamentale di cooperare con i vescovi
cattolici e i pastori di altri riti”.
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
AD UNA DELEGAZIONE DELLA CHIESA SIRO-MALABARESE
Sala del
Clementina
Lunedì, 17 ottobre 2011
Beatitudine,
sono
lieto di salutare lei e i membri del Sinodo Permanente
della Chiesa siro-malabarese che siete giunti fino a Roma
esprimendo così la comunione con il Successore di Pietro
e ringrazio per le cordiali parole a suo e a loro nome.
Giungendo qui, offre un segno eloquente della comunione
gerarchica che ha formalmente espresso nella lettera
recente che mi ha indirizzato richiedendomi la conferma
della sua elezione.
Il suo
predecessore, il compianto cardinale Varkey Vithayathil,
ha lasciato un’eredità su cui lei e i suoi fratelli
Vescovi vorrete di certo edificare. In questo contesto,
desidero ricordare l’esempio dei due santi patroni della
Chiesa siro-malabarese, Sant’Alfonsa
Muttathupadathu e il beato Kuriakose Elias Chavara, beatificati
dal beato Giovanni
Paolo II durante la sua visita
in Kerala venticinque anni fa. In seguito, nel
2008, ho avuto la grazia di canonizzare sant’Alfonsa.
La Chiesa siro-malabarese in Kerala continua a godere del
rispetto della comunità locale per la sua opera
nell’educazione e per le sue istituzioni sociali e
caritative al servizio di tutta la comunità. So che la
vita per i cristiani è stata complicata da una sfiducia
di natura settaria e perfino dalla violenza, ma voglio
esortarvi a continuare a operare con persone di buona
volontà di tutte le religioni nell’area per mantenere
la pace e l’ armonia della regione, per il bene della
Chiesa e di tutti i cittadini.
Nella
Chiesa stessa, ci sono segni incoraggianti di vocazioni al
sacerdozio e alla vita religiosa che vi aiuteranno a
mantenere il vostro impegno pastorale. Da tenere a mente
sono le sfide pastorali permanenti nella formazione del
clero e dei religiosi, nella vita familiare cristiana e
nella sollecitudine pastorale dei fedeli. Vi lodo per gli
sforzi volti a mantenere la saldezza delle vostre
strutture familiari, la qualità dell’educazione
cattolica e della catechesi a ogni livello, e la vostra
opera pastorale fra i giovani. Vi incoraggio anche a
continuare la vostra buona opera nella promozione delle
vocazioni fra i giovani, uomini e donne.
In fedeltà
al Vangelo e alla grazia effusa su di noi da Cristo nostro
Signore, voi e i vostri fedeli avete prosperato nel vostro
Paese e all’estero in unione con la Chiesa universale.
Promuovendo la vostra tradizione liturgica autentica, i
vostri fedeli sono stati nutriti con la Parola e con il
sacramento secondo quanto trasmessovi dai vostri padri
nella fede. Sono anche consapevole delle iniziative
pastorali a favore dei cattolici siro-malabaresi sparsi in
tutto il mondo. Come
ho fatto nel corso della vostra visita ad limina ad
aprile, permettetemi di nuovo di incoraggiarvi in
questo compito importante, in particolare a proposito del
vostro impegno pastorale verso i cattolici siro-malabaresi
che vivono all’estero, vi chiedo di farlo pensando
sempre al bisogno essenziale di cooperazione con i Vescovi
cattolici e i pastori di altri riti.
Beatitudine,
cari fratelli vescovi, con queste brevi riflessioni vi
affido all’intercessione di san Tommaso, il grande
apostolo dell’India, di sant’Alfonsa e del beato
Kuriakose. Vi assicuro del mio affetto e delle mie
preghiere e imparto volentieri a voi, al vostro clero, ai
religiosi e a tutti coloro che sono affidati alla vostra
sollecitudine, la mia benedizione apostolica quale pegno
di grazia e di pace nel Signore Gesù Cristo.
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