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IL PAPA RICEVE IL PRESIDENTE ITALIANO CIAMPI  (3 MAGGIO 2005)
 

FONTE: Avvenire, 3 maggio 2005

In comune con Giovanni Paolo II aveva l'anno di nascita, il 1920, l'onomastico, San Carlo Borromeo, e la data del 13 maggio. Per il Pontefice era il giorno dell'attentato, per il presidente quello della sua elezione al Quirinale. E proprio Papa Wojtyla, accogliendolo nel 1999 per la prima volta da capo dello Stato italiano, gli disse: «Ma lo sa che potrebbe non essere un caso»? Forse non sono un caso neanche le cose in comune con Benedetto XVI che lo riceverà questa mattina in visita ufficiale, la prima del nuovo Pontificato per un capo di Stato. Certo è che Carlo Azeglio Ciampi parte bene anche con lui.

In Germania, Paese natale del Papa, il presidente della Repubblica ha studiato da giovane, prima dell'inizio della guerra. Poi, quando era a Palazzo Chigi o al ministero del Tesoro, in Germania ha trovato il più forte sostegno alla sua politica di risanamento dei conti pubblici. E, infine, da inquilino del Quirinale, sempre in Germania ha ricevuto ambiti riconoscimenti: la laurea honoris causa a Lipsia, e, soprattutto, il «Premio Carlo Magno» che gli sarà consegnato giovedì ad Aquisgrana e nel cui albo d'oro succede proprio a Giovanni Paolo II, il vincitore dell'edizione 2004. Così due giorni dopo essere stato dal Papa e sei giorni dopo aver pregato sulla tomba di Wojtyla, questa ulteriore significativa coincidenza diventa quasi un viatico augurale.

 Che gli ottimi rapporti - personali e istituzionali - di Ciampi con il Pontefice venuto dall'Est e la sintonia su temi come la famiglia, l'Europa, i diritti umani, ben presto stabilitasi tra loro, si trasferiscano, quasi per una sorta di ideale eredità, anche alle relazioni con il nuovo Pontefice. Le premesse, del resto, ci sono tutte. Al di là della cordialità del primissimo incontro - avvenuto nella Basilica di San Pietro, subito dopo la Messa di inizio Pontificato - a trasmettere un chiaro segnale positivo è la rapidità stessa (solo 15 giorni dopo l'elezione) con cui Benedetto XVI accoglie in Vat icano, in visita ufficiale, il presidente della nazione di cui egli è il Primate. In un certo senso non è estranea a questo passo «l'intermediazione» di Giovanni Paolo II, il quale avrebbe dovuto recarsi - sempre in visita ufficiale - al Quirinale lo scorso 29 aprile (giorno in cui, non a caso, Ciampi, ha reso omaggio, insieme con la signora Franca, alla sua tomba). 

Di quella mancata visita, dunque, l'odierno incontro appare quasi la sostituzione. E anche per questo si può ipotizzare che i rapporti tra il presidente ormai prossimo a iniziare l'ultimo anno del suo settennato e il Pontefice che ha da poco inaugurato la sua missione di successore di Pietro saranno improntati alla continuità. Ciampi si è già espresso in questo senso nel primo messaggio augurale inviato a Papa Ratzinger. Roma, ha ricordato, è la capitale di due Stati «la cui convivenza è modello per il mondo intero». Gli intensi rapporti fra Italia e Santa Sede sono improntati alla reciproca autonomia e alla collaborazione anche in sede Onu per la difesa, ognuno nel proprio ambito, di comuni valori: famiglia, solidarietà, giustizia, libertà. E infine il presidente ha anche sottolineato che «la Nazione italiana riconosce nei valori del cristianesimo una parte integrante del proprio patrimonio culturale, etico e spirituale, di cui è orgogliosa». Tutti temi consueti degli 11 incontri con Wojtyla. 

Mimmo Muolo, Avvenire, 3 maggio 2005

 

Ciampi in visita dal Papa
"Ricordo l'amico Giovanni Paolo II"

FONTE:

Il colloquio, strettamente privato, è durato venti minuti Il 24 giugno, San Giovanni Battista, Ratzinger ricambierà la visita.

CITTA' DEL VATICANO - Carlo Azeglio Ciampi è il primo capo di Stato ricevuto da Benedetto XVI. Un colloquio privato, durato 20 minuti, nello studio di papa Ratzinger. Un colloquio in cui il pensiero è andato a Giovanni Paolo II.

Il presidente della Repubblica è giunto al palazzo apostolico con un corteo di dodici macchine, circondato da dieci corazzieri in motocicletta. Nel cortile di San Damaso, Ciampi è stato accolto dal Prefetto della Casa pontificia monsignor James Hardey e i membri della Casa pontificia. Il capo dello Stato era accompagnato dal ministro degli Esteri Gianfranco Fini, da una delegazione del Quirinale, e dalla moglie Franca che indossava un vestito nero e si copriva il capo con un velo di pizzo nero.

L'agenda dell'incontro con papa Ratzinger era riservata. Il portavoce vaticano Joaquin Navarro-Valls ha scritto in un breve comunicato stampa, che "nel corso dell'incontro sono stati trattati alcuni temi riguardanti la situazione europea" e, genericamente, "i rapporti tra l'Italia e la Santa Sede". Non è escloso che si sia parlato del prossimo referendum sulla procreazione assistita. Di certo un accenno è stato riservato al predecessore di Benedetto XVI. Si incontrarono tredici volte Ciampi e Giovanni Paolo II: la prima quando Ciampi era ancora presidente del Consiglio, nel '93; l'ultima volta il 16 gennaio scorso, nel corso di una cena ufficiale.

Il Papa ha accolto nella sala del Tronetto il presidente Ciampi andandogli incontro con una calorosa stretta di mano, alle 11 in punto. Ciampi e Ratzinger si sono seduti uno di fronte all'altro alla scrivania nella biblioteca privata pontificia in un clima cordiale e di simpatia.


La solennità è stata rotta soltanto da uno schietto commento della signora Franca: "Avete cambiato la tappezzeria. Bravi: qui si sta proprio bene", ha detto riferendosi al colore delle pareti del palazzo pontificio, diverso da quello del '99, quando aveva attraversato quei corridoi per incontrare Wojtyla.

Il rapporto tra il nuovo Papa e il presidente è tutto da costruire, ma su due punti c'è sin d'ora un'intesa di partenza. La comune attenzione all'Europa, ribadita con forza dal nome del nuovo Pontefice che evoca San Benedetto da Norcia, compatrono d'Europa, e l'identica sensibilità ai valori di fondo della società che "non possono essere affidati alle mutevoli correnti del pensiero moderno".

Il colloquio tra Ciampi e Ratzinger è stato privato: dopo i primi minuti, la signora Franca e il seguito, compreso i giornalisti, sono stati fatti accomodare in una sala attigua. "La vostra amicizia è stata un segno per il mondo", sono state le prime parole del Papa a Ciampi riferendosi al rapporto che il presidente della Repubblica intrattenne con Giovanni Paolo II.

L'incontro tra Ciampi e Ratzinger è durato venti minuti circa ed è stato "molto cordiale", come l'ha definito Navarro Valls. Riaperte le porte della biblioteca, davanti agli obiettivi dei fotografi, Ciampi ha donato al Papa un prezioso calice da messa dell'epoca di Pio IX, "così - ha commentato il presidente - ritorna a casa, in Vaticano". Il Pontefice ha molto apprezzato il dono, ricambiando con una pregevole statuetta raffigurante la Madonna. Alla signora Franca è stato donato un rosario, e la signora ha baciato la corona: "Che privilegio! Il primo rosario di un nuovo Papa".

Dopo l'incontro con Benedetto XVI, il presidente ha avuto uno scambio di opinioni con il segretario di stato cardinal Angelo Sodano. Il 24 giugno, festa di San Giovanni Battista, Papa Benedetto XVI ricambierà la visita recandosi al Quirinale.

La Repubblica, 3 maggio 2005

 

 

 

 

 

 

 

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