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VIAGGIO
APOSTOLICO A CIPRO (4-6 GIUGNO 2010) |
Il
Papa consegna l'Instrumentum laboris: accorato appello per
il Medio Oriente. Solo Cristo abbatte ogni barriera
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Un appello per uno
sforzo internazionale urgente per risolvere le tensioni
nel Medioriente: lo ha rivolto Benedetto XVI al termine
della Messa celebrata stamani presso il Palazzo dello
Sport di Nicosia dove erano presenti circa 10 mila
persone. Una trentina i vescovi e tutti i patriarchi del
Medioriente hanno partecipato alla Messa a cui non ha
potuto esserci mons. Padovese, ucciso giovedì scorso in
Turchia e ricordato dal Papa. Benedetto XVI ha citato
anche il sacerdote polacco Popieluszko, martire sotto il
regime comunista polacco e da oggi beato. Il servizio
della nostra inviata, Adriana Masotti:
(canto)
E’ colmo il Palazzo dello sport di Nicosia e
estremamente variegato per le tante etnie, nazionalità e
appartenenze ecclesiali: ci sono anche fedeli venuti dal
Libano, dalla Giordania e tanti immigrati soprattutto
filippini e dello Sri Lanka e africani a cui,
nell’omelia, Benedetto XVI invia un saluto particolare.
Il Papa celebra alla presenza di tutti i patriarchi e di
numerosi vescovi del Medio Oriente. E’ presente anche
l’arcivescovo ortodosso Chrysostomos II che ha scambiato
l’abbraccio con Benedetto XVI. La liturgia è quella
della Solennità del Corpo e Sangue di Cristo. E il Papa
spiega che la realtà del Corpus Christi ci fa meglio
comprendere il mistero della comunione che lega tutti
coloro che appartengono alla Chiesa. Tutti quelli che si
nutrono del corpo e sangue di Cristo nell’Eucaristia
sono riuniti dallo Spirito Santo in un solo corpo per
formare l’unico popolo santo di Dio. E’ ciò che
Sant’Agostino spiega facendo l’esempio del pane che si
prepara a partire da numerosi grani. E prima che questi
grani diventino pane devono essere macinati. Così dice il
Papa è necessario avvenga anche per i cristiani:
"Chacun de nous qui appartenons à l’Eglise a
besoin de sortir du monde...
“Ciascuno di noi che apparteniamo alla Chiesa ha
bisogno di uscire dal mondo chiuso della propria
individualità ed accettare la compagnia di coloro che
condividono il pane con lui. ... Abbattere le barriere tra
noi e i nostri vicini è prima premessa per entrare nella
vita divina alla quale siamo chiamati”.
Abbiamo bisogno di essere liberati
da tutto quello che ci blocca e ci isola: timore e
sfiducia gli uni verso gli altri, avidità ed egoismo,
mancanza di volontà di accettare il rischio della
vulnerabilità alla quale ci esponiamo quando ci apriamo
all’amore. Noi che ci nutriamo
dell’Eucaristia, continua il Papa, siamo il suo corpo
adesso sulla terra e cita santa Teresa d’Avila, che
diceva: noi siamo gli occhi con i quali lui guarda chi è
nel bisogno, siamo le mani che egli stende per benedire e
per guarire, siamo i piedi dei quali si serve per andare a
fare il bene, e siamo le labbra con le quali il suo
Vangelo viene proclamato. Noi, perciò, non facciamo
memoria di un eroe morto prolungando ciò che egli ha
fatto: Cristo è vivente in noi!
"En nous nourissant de Lui dans l’Eucharistie
et en accueillant l’Esprit Saint ...
“Nutrendoci di Lui nell’Eucarestia e accogliendo
lo Spirito Santo nei nostri cuori, diventiamo veramente il
corpo di Cristo che abbiamo ricevuto, siamo veramente in
comunione con lui e gli uni con gli altri, e diveniamo
autenticamente suoi strumenti, rendendo testimonianza a
lui davanti al mondo”.
Benedetto XVI traccia le caratteristiche della prima
comunità cristiana: “La moltitudine di
coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e
un’anima sola”. Ma il loro amore non era limitato
verso agli amici credenti, essi si sentivano messaggeri
della buona notizia inviati fino ai confini della terra.
Oggi siamo chiamati, come loro, ad essere uniti ed ad
essere suoi testimoni dinnanzi al mondo.
"We are called to overcome our differences, to
bring peace and reconciliation…
“Siamo chiamati a superare le nostre differenze, a
portare pace e riconciliazione dove ci sono conflitti, ad
offrire al mondo un messaggio di speranza. Siamo chiamati
ad estendere la nostra attenzione ai bisognosi, dividendo
generosamente i nostri beni terreni con coloro che sono
meno fortunati di noi. E siamo chiamati a proclamare
incessantemente la morte e risurrezione del Signore, finché
egli venga”.
Al termine della Messa il momento della
consegna da parte del Papa ai patriarchi e ai vescovi del
documento preparatorio al prossimo Sinodo per il
Medioriente, l’“Instrumentum laboris”. Benedetto XVI
ha voluto subito ricordare all’inizio del suo discorso
il contributo che il vescovo Luigi Padovese, presidente
della Conferenza episcopale turca, ha dato alla
preparazione del documento.
News of his unforeseen and tragic death on Thursday
surprised and shocked…
“La notizia della sua morte improvvisa e
tragica, avvenuta giovedì, ha sorpreso e colpito tutti
noi. Affido la sua anima alla misericordia di Dio
onnipotente, ricordando quanto egli si impegnò,
specialmente come Vescovo, per la mutua comprensione in
ambito interreligioso e culturale e per il dialogo tra le
Chiese. La sua morte è un lucido richiamo alla vocazione
che tutti i cristiani condividono ad essere, in ogni
circostanza, testimoni coraggiosi di tutto ciò che è
buono, nobile e giusto”.
Il Medio Oriente ha un posto speciale nel cuore di
tutti i cristiani, ha proseguito il Papa, perché lì ha
avuto inizio la storia della salvezza e anche ora che il
messaggio del Vangelo si è diffuso in tutto il mondo, i
cristiani da ogni luogo continuano a guardare al Medio
Oriente con speciale riverenza. L’Assemblea dei vescovi
desidera incrementare l’unità tra le Chiese e
incoraggiare i cristiani di quelle terre nella
testimonianza della fede, che avviene spesso in situazioni
difficili:
"L’Assemblée Spéciale est une opportunité
pour les Chrétiens du reste du monde …
“L’Assemblea Speciale è un’occasione
per i cristiani del resto del mondo di offrire un sostegno
spirituale e una solidarietà per i loro fratelli e
sorelle del Medio Oriente. E’ un’occasione per porre
in risalto il valore importante della presenza e della
testimonianza cristiane nei Paesi della Bibbia, non solo
per la comunità cristiana a livello mondiale, ma
ugualmente per i vostri vicini e concittadini”.
E ricorda il contributo offerto dai cristiani
alle loro società ad esempio attraverso l’educazione, e
l’assistenza a poveri e malati:
"Vous désirez vivre en paix et en harmonie
avec vos voisins juifs et musulmans. …
“Voi desiderate vivere in pace ed in
armonia con i vostri vicini ebrei e mussulmani. Spesso
agite con artigiani della pace nel difficile processo di
riconciliazione. Voi meritate la riconoscenza per il ruolo
inestimabile che rivestite. E’ mia ferma speranza che i
vostri diritti siano sempre più rispettati, compreso il
diritto alla libertà di culto e la libertà religiosa, e
che non soffriate giammai di discriminazioni di alcun
tipo”.
E ancora Benedetto XVI si augura che i lavori sinodali
richiamino l’attenzione della comunità internazionale
sulla condizione di quei cristiani in Medio Oriente, che
soffrono a causa della loro fede:
"On this grave matter, I reiterate my personal
appeal …
“In merito a questa grave questione, ripeto il mio
appello personale per uno sforzo internazionale urgente e
concertato al fine di risolvere le tensioni che continuano
nel Medio Oriente, specie in Terra Santa, prima che tali
conflitti conducano a uno spargimento maggiore di
sangue”.
Nelle parole pronunciate prima della preghiera mariana
dell’Angelus, Benedetto XVI ha ricordato che proprio
attraverso il pronto sì di Maria all’invito a divenire
la Madre di Dio, la speranza della storia è divenuta una
realtà, l’Unico che Israele aveva da lungo atteso venne
dentro la nostra storia. Una speranza che per lei deve
essere stata difficile mantenere, piangente, ai piedi
della Croce. In quel momento avrebbe ripensato alle parole
dell'Angelo e nella desolazione del Sabato Santo la
certezza della speranza la sostenne fino alla gioia della
mattina di Pasqua. Anche noi, suoi figli, ha concluso il
Papa, viviamo nella stessa fiduciosa speranza che la
Parola fatta carne nel seno di Maria, mai ci abbandonerà.
Alla fine il Papa ha pronunciato alcune parole in polacco
a proposito dell’odierna beatificazione di Jerzy Popiełuszko,
sacerdote e martire:
"Serdeczne pozdrowienie kieruję do Kościoła
w Polsce ...
“Rivolgo un cordiale saluto alla Chiesa in
Polonia, che oggi gioisce dell’elevazione agli altari
del padre Jerzy Popiełuszko. Il suo zelante servizio
e il martirio sono particolare segno della vittoria del
bene sul male. Il suo esempio e la sua intercessione
accrescano lo zelo dei sacerdoti e infiammino d’amore i
fedeli laici”.
(Canto)
CONSEGNA
DELL’INSTRUMENTUM LABORIS
DELL’ASSEMBLEA SPECIALE PER IL MEDIO ORIENTE
DEL SINODO DEI VESCOVI
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Palazzo
dello Sport Elefteria - Nicosia
Domenica, 6 giugno 2010
Cari
fratelli e sorelle in Cristo,
ringrazio
l’Arcivescovo Eterović per le gentili parole, e
rinnovo il mio augurio a voi tutti, qui giunti in
occasione dell’avvio della prossima Assemblea
Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi.
Ringrazio per tutto il lavoro che è già stato fatto in
previsione dell’Assemblea Sinodale, e vi prometto il
sostegno della mia preghiera mentre entrate nella fase
finale della preparazione.
Prima di
iniziare, ritengo doveroso fare memoria del defunto
Vescovo Luigi Padovese, che, come Presidente della
Conferenza Episcopale Turca, ha contribuito alla
preparazione dell’Instrumentum
Laboris, che oggi vi consegno. La notizia della
sua morte improvvisa e tragica, avvenuta giovedì, ha
sorpreso e colpito tutti noi. Affido la sua anima alla
misericordia di Dio onnipotente, ricordando quanto egli si
impegnò, specialmente come Vescovo, per la mutua
comprensione in ambito interreligioso e culturale e per il
dialogo tra le Chiese. La sua morte è un lucido richiamo
alla vocazione che tutti i cristiani condividono ad
essere, in ogni circostanza, testimoni coraggiosi di tutto
ciò che è buono, nobile e giusto.
Il motto
scelto per l’Assemblea ci parla di comunione e
testimonianza, e ci ricorda come i membri della primitiva
comunità cristiana avevano “un cuore solo e un’anima
sola” (cfr At 4,32). Al centro dell’unità
della Chiesa c’è l’Eucaristia, dono inestimabile di
Cristo al suo popolo e punto focale della celebrazione
liturgica odierna in questa Solennità del Corpo e Sangue
del Signore. Pertanto, non è senza significato che la
data scelta per la consegna dell’Instrumentum
laboris dell’Assemblea Speciale cada proprio
oggi.
Il Medio
Oriente ha un posto speciale nel cuore di tutti i
cristiani, dal momento che fu proprio lì che Dio si è
fatto conoscere ai nostri padri nella fede. Dal tempo in
cui Abramo uscì da Ur dei Caldei obbedendo alla chiamata
del Signore, sino alla morte e risurrezione di Gesù,
l’opera salvifica di Dio fu compiuta mediante individui
e popoli nelle vostre patrie. Da allora, il messaggio del
Vangelo si è diffuso in tutto il mondo, ma i cristiani da
ogni luogo continuano a guardare al Medio Oriente con
speciale riverenza, a causa dei profeti e dei patriarchi,
degli apostoli e dei martiri, ai quali dobbiamo così
tanto, agli uomini e alle donne che hanno ascoltato la
parola di Dio, hanno dato testimonianza ad essa, e
l’hanno consegnata a noi appartenenti alla grande
famiglia della Chiesa.
L’Assemblea
Speciale del Sinodo dei vescovi, convocata su vostra
richiesta, tenterà di approfondire i legami di comunione
fra i membri delle vostre Chiese locali, come pure la
comunione di queste medesime Chiese tra di loro e con la
Chiesa universale. Questa Assemblea desidera inoltre
incoraggiarvi nella testimonianza della vostra fede in
Cristo, che voi rendete nei Paesi dove questa fede è nata
ed è cresciuta. E’ inoltre noto che alcuni fra voi
soffrono grandi prove dovute alla situazione attuale della
regione. L’Assemblea Speciale è un’occasione per i
cristiani del resto del mondo di offrire un sostegno
spirituale e una solidarietà per i loro fratelli e
sorelle del Medio Oriente. E’ un’occasione per porre
in risalto il valore importante della presenza e della
testimonianza cristiane nei Paesi della Bibbia, non solo
per la comunità cristiana a livello mondiale, ma
ugualmente per i vostri vicini e concittadini. Voi
contribuite in innumerevoli modi al bene comune, per
esempio attraverso l’educazione, la cura dei malati e
l’assistenza sociale, e voi operate per la costruzione
della società. Voi desiderate vivere in pace ed in
armonia con i vostri vicini ebrei e mussulmani. Spesso
agite con artigiani della pace nel difficile processo di
riconciliazione. Voi meritate la riconoscenza per il ruolo
inestimabile che rivestite. E’ mia ferma speranza che i
vostri diritti siano sempre più rispettati, compreso il
diritto alla libertà di culto e la libertà religiosa, e
che non soffriate giammai di discriminazioni di alcun
tipo.
Prego che
i lavori dell’Assemblea Speciale aiutino a volgere
l’attenzione della comunità internazionale sulla
condizione di quei cristiani in Medio Oriente, che
soffrono a causa della loro fede, affinché si possano
trovare soluzioni giuste e durature ai conflitti che
causano così tante sofferenze. In merito a questa grave
questione, ripeto il mio appello personale per uno sforzo
internazionale urgente e concertato al fine di risolvere
le tensioni che continuano nel Medio Oriente, specie in
Terra Santa, prima che tali conflitti conducano a uno
spargimento maggiore di sangue.
Con tali
pensieri, presento a voi il testo dell’Instrumentum
laboris dell’Assemblea
Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi.
Dio benedica abbondantemente il vostro lavoro! Dio
benedica tutti i popoli del Medio Oriente!
©
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