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Radio Vaticana 3 aprile 2009

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

Siamo fedeli al Vangelo se solleciti verso i poveri: così il Papa ai soci del Circolo San Pietro

Benedetto XVI ha ricevuto in udienza una delegazione del Circolo San Pietro. Il Papa ha espresso gratitudine per il contributo offerto alla comunità cristiana di Roma, specialmente verso poveri e indigenti. Con le vostre iniziative di solidarietà umana ed evangelica - ha detto il Santo Padre - “rendete presente la premura del Successore di Pietro verso chi si trova in condizioni di particolare necessità” soprattutto in un tempo, quello attuale, segnato dalla crisi economica mondiale. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

Rivolgendosi ai soci del Circolo San Pietro, Benedetto XVI ricorda le parole di Papa Leone Magno secondo cui la Croce di Cristo è “sorgente di tutte le benedizioni” e “causa di tutte le grazie”:

“Dalla Croce scaturisce anche la gioia e la pace del cuore, che rende testimoni di quella speranza di cui si avverte un grande bisogno in questo tempo di crisi economica diffusa e generalizzata”.

L’autenticità della fedeltà al Vangelo - afferma il Papa – si verifica anche in base alla sollecitudine che “ci sforziamo di manifestare verso il prossimo, specialmente verso i più deboli ed emarginati”. Il servizio caritativo, che può dispiegarsi in una molteplicità di forme, diventa una privilegiata forma di evangelizzazione, alla luce dell’insegnamento di Gesù:

“Perché allora il nostro servizio non sia soltanto azione filantropica, pur utile e meritevole, è necessario alimentarlo con costante preghiera e fiducia in Dio. Occorre armonizzare il nostro sguardo con lo sguardo di Cristo, il nostro cuore con il suo cuore”.

Tra qualche giorno - ricorda poi il Papa - avremo la possibilità nella Settimana Santa di “rivivere intensamente la manifestazione dell’Amore divino”:
 
“Il Triduo Pasquale sia per ciascuno di voi, cari fratelli, occasione propizia per rinsaldare e purificare la vostra fede; per aprirvi alla contemplazione della Croce che è mistero di amore infinito a cui attingere forza per fare della vostra esistenza un dono ai fratelli”.

Come ogni anno i soci hanno consegnato al Papa l’Obolo di San Pietro, raccolto nelle parrocchie romane per offrire un aiuto concreto al Santo Padre perché possa rispondere alle tantissime richieste che gli pervengono:

“Grazie per questo segno di comunione ecclesiale e di concreta partecipazione allo sforzo economico che la Sede Apostolica dispiega per andare incontro alle crescenti urgenze della Chiesa, specialmente nei Paesi più poveri della terra”.

Il Circolo San Pietro, fondato a Roma nel 1869, offre una silenziosa ed eloquente testimonianza evangelica. Il motto del sodalizio “Preghiera, Azione, Sacrificio” ricorda le direttrici delle molteplici iniziative caritatevoli che si articolano in diverse e preziose attività. Tra queste ci sono le cucine economiche che distribuiscono oltre 70 mila pasti all’anno e gli asili notturni per persone senza fissa dimora.

DISCORSO DEL SANTO PADRE

Cari Soci del Circolo San Pietro!

Con vero piacere vi incontro e porgo a ciascuno di voi il mio cordiale saluto, che estendo volentieri ai vostri familiari e a quanti operano con voi nelle diverse attività promosse dal vostro benemerito sodalizio. Saluto, in particolare, il Presidente Generale, il Duca Leopoldo Torlonia, che ringrazio per le parole con le quali ha interpretato i comuni sentimenti, e il vostro Assistente spirituale, Mons. Franco Camaldo. L’occasione mi è propizia per rinnovarvi il mio vivo apprezzamento per il servizio che rendete al Papa, e per il contributo che offrite alla comunità cristiana di Roma, specialmente venendo incontro ai bisogni di tanti nostri fratelli poveri e indigenti. Vi ringrazio perché con queste vostre iniziative di solidarietà umana ed evangelica voi rendete presente, in un certo modo, la premura del Successore di Pietro verso chi si trova in condizioni di particolare necessità.

Noi sappiamo che l’autenticità della nostra fedeltà al Vangelo si verifica anche in base all’attenzione e alla sollecitudine concreta che ci sforziamo di manifestare verso il prossimo, specialmente verso i più deboli ed emarginati. Così, il servizio caritativo, che può dispiegarsi in una molteplicità di forme, diventa una privilegiata forma di evangelizzazione, alla luce dell’insegnamento di Gesù, il quale riterrà come fatto a se stesso quanto avremo fatto ai nostri fratelli, specialmente a chi tra loro è "piccolo" e trascurato (cfr Matteo 25,40). Perché allora il nostro servizio non sia soltanto azione filantropica, pur utile e meritevole, è necessario alimentarlo con costante preghiera e fiducia in Dio. Occorre armonizzare il nostro sguardo con lo sguardo di Cristo, il nostro cuore con il suo cuore. In tal modo, il sostegno amorevole offerto agli altri si traduce in partecipazione e consapevole condivisione delle loro speranze e sofferenze, rendendo visibile, e direi quasi tangibile, da una parte la misericordia infinita di Dio verso ogni essere umano, e dall’altra la nostra fede in Lui. Gesù, il suo Figlio Unigenito, morendo in croce, ci ha rivelato l’amore misericordioso del Padre che è sorgente della vera fraternità tra tutti gli uomini, e ci ha indicato l’unica via possibile per diventare credibili testimoni di questo Amore.

Tra qualche giorno, nella Settimana Santa, avremo la possibilità di rivivere intensamente la somma manifestazione dell’Amore divino. Potremo immergerci, ancora una volta, nei misteri della dolorosa passione e della gloriosa risurrezione del Signore nostro Gesù Cristo. Il Triduo Pasquale sia per ciascuno di voi, cari fratelli, occasione propizia per rinsaldare e purificare la vostra fede; per aprirvi alla contemplazione della Croce che è mistero di amore infinito a cui attingere forza per fare della vostra esistenza un dono ai fratelli. La Croce di Cristo – scrive il Papa san Leone Magno – è "sorgente di tutte le benedizioni, è causa di tutte le grazie" (cfr. Disc. 8 sulla passione del Signore, 6 – 8). Dalla Croce scaturisce anche la gioia e la pace del cuore, che rende testimoni di quella speranza di cui si avverte un grande bisogno in questo tempo di crisi economica diffusa e generalizzata. E di tale speranza saranno segni eloquenti le varie iniziative di carità del vostro benemerito Circolo San Pietro, come pure e soprattutto le vostre stesse esistenze, se vi lascerete guidare dallo Spirito di Cristo.

Cari amici, come ogni anno, siete venuti quest’oggi a consegnarmi l’obolo di San Pietro, che avete raccolto nelle parrocchie di Roma. Grazie per questo segno di comunione ecclesiale e di concreta partecipazione allo sforzo economico che la Sede Apostolica dispiega per andare incontro alle crescenti urgenze della Chiesa, specialmente nei Paesi più poveri della terra. Desidero, ancora una volta, manifestare il mio vivo apprezzamento per tale vostro servizio, animato da convinta fedeltà e adesione al Successore di Pietro. Il Signore vi renda merito e ricolmi di benedizioni il vostro Circolo; aiuti ciascuno di voi a realizzare pienamente la propria vocazione cristiana in famiglia, nel lavoro e all’interno della vostra Associazione. La Vergine Santa accompagni e sostenga con la sua materna protezione i vostri propositi e i vostri progetti di bene. Da parte mia, vi assicuro la mia preghiera per voi qui presenti, per tutti i soci e i volontari, come pure per quanti vi affiancano nelle varie vostre attività, e per coloro che incontrate nel vostro quotidiano apostolato. Con tali sentimenti, vi imparto con affetto una speciale Benedizione Apostolica, che estendo volentieri alle vostre famiglie e alle persone a voi care.

 

 

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