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Fonte:
Wikipedia
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Clemente
VIII,
nato Ippolito Aldobrandini (Fano, 24
febbraio 1536
- Roma, 3
marzo 1605),
fu Papa
dal 1592
alla sua morte.
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Ippolito
Aldobrandini nacque a Fano il 24 febbraio 1536 (alcuni
sostengono nel 1535).
Compì i suoi studi nelle città di Padova, Perugia
e Bologna
dove si laureò in giurisprudenza.
Essendo un ottimo giurista fu nominato avvocato
concistoriale e uditore di Rota. Nel 1585
fu nominato cardinale
e l'anno dopo fu inviato come legato
in Polonia.
Il 30
gennaio 1592
il cardinale Aldobrandini fu eletto pontefice dopo un conclave
durato circa un mese, con i voti dei cardinali oppositori
alla Spagna,
e venne consacrato il 2
febbraio. Egli si impegnò subito nel tentativo di
attuare una riforma del cattolicesimo
in tutti i paesi. L'evento più importante del suo regno
fu la riconciliazione con la Francia,
dopo lunghe trattative in cui mediarono importanti
delegati della Repubblica di Venezia ed il cardinale D'Ossat.
Il 15
agosto 1592
con la bolla
Pro commissa nobis istituì la Congregazione
del Buon Governo, per controllare più da vicino le
amministrazioni dei comuni pontifici. Il 25
luglio 1595
avvenne il riconoscimento ufficiale come re di Enrico
IV di Francia, che due anni prima aveva abbracciato il
cattolicesimo; tale evento contrastò il predominio del protestantesimo
in Francia. L'Europa
deve molto a questo Papa per la Pace
di Vervins, che il 2
maggio 1598
pose fine alla lunga contesa tra Francia
e Spagna,
riportando i confini dei due stati a quelli stabiliti nel
trattato di Cateau-Cambrésis
del 1559.
Clemente inoltre pose a compimento l'annessione di Ferrara
agli Stati
Pontifici, successivamente all'estinzione della
famiglia d'Este;
questa fu l'ultima importante aggiunta ai domini temporali
dei Papi. Aver arso vivo Giordano
Bruno il 17
febbraio 1600,
è una macchia su un pontificato altrimenti esemplare;
l'altra ventina di eretici bruciati durante il regno di
Clemente VIII furono infatti tutti preventivamente uccisi
per impiccagione o decapitazione.
Clemente
fu un abile governante ed un saggio statista. Lo scopo
generale delle sue politiche fu quello di liberare il Papato
dalla sua non dovuta dipendenza dalla Spagna. Le
conferenze per determinare le questioni sulla grazia
e il libero
arbitrio, che venivano dibattute tra Gesuiti
e Domenicani,
ebbero inizio sotto il suo pontificato, ma egli si astenne
saggiamente dal prendere una decisione in merito. Morì
nel marzo 1605,
lasciando un buon ricordo per la sua prudenza, munificenza
e capacità negli affari. Il suo pontificato fu
caratterizzato inoltre dal numero e dalla bellezza delle medaglie
che furono coniate.
Gli
appassionati del caffè
sostengono che la diffusione e la popolarità della
bevanda, agli inizi del XVII
secolo, si deve all'influenza di Clemente. Pur con le
pressioni dei suoi consiglieri che volevano che
dichiarasse il caffè una bevanda del diavolo,
a causa della sua popolarità tra i musulmani
del Medio
Oriente, egli dichiarò che, "Questa bevanda del
diavolo è così buona... che dovremmo cercare di
ingannarlo e battezzarlo." Non è chiaro se la
storiella sia vera o meno. È documentato, peraltro, che
il suo medico personale Andrea
Cesalpino, il quale era anche botanico,
fu il primo occidentale a descrivere nelle sue opere la
pianta del caffè.
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