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Fonte:
Wikipedia
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Clemente
XII, nato Lorenzo Corsini
(Firenze, 7 aprile 1652 - Roma, 6 febbraio
1740), fu Papa dal 1730 alla sua morte.
Aristocratico fiorentino, figlio di
Bartolomeo ed Elisabetta Strozzi, era stato
avvocato e gestore delle finanze sotto i
pontefici precedenti. È famoso per aver
fatto costruire la nuova facciata di San
Giovanni in Laterano ed aver acquistato la
collezione di antichità del Cardinale
Albani, per la Galleria Pontificia. |
In
quanto Corsini, e con una Strozzi come madre, il
nuovo Papa rappresentava una famiglia di altissimo
livello della società fiorentina, rappresentata
da cardinale per ogni generazione nel secolo
precedente.
Corsini
era un avvocato, con una laurea all'Università di
Pisa, che aveva esercitato la professione sotto
l'abile guida dello zio, Cardinale Neri Corsini.
Dopo la morte di questi e del padre, nel 1685,
Lorenzo, all'epoca trentatreenne, sarebbe
diventato il capo della famiglia Corsini. Egli
invece rinunciò al suo diritto di primogenitura
ed acquistò da Papa Innocenzo XI per 30.000
scudi, secondo le consuetudini dell'epoca, una
posizione da prelato, dedicando il suo patrimonio
e il suo piacere all'allargamento della biblioteca
ereditata dallo zio.
Nel
1696 Corsini venne nominato tesoriere-generale e
governatore di Castel Sant'Angelo. La sua fortuna
aumentò durante il pontificato di Papa Clemente
XI, che impiegò il suo talento a corte e lo
ricompensò con il copricapo cardinalizio (17
maggio 1706), mantenendo i suoi servigi come
tesoriere pontificio.
Fece
ulteriore carriera sotto Papa Benedetto XIII, che
lo nominò prefetto del triubunale giudiziario
noto come Segnatura di Giustizia. Divenne
successivamente Cardinale-Sacerdote di San Pietro
in Vincoli e Cardinale-Vescovo di Frascati.
Benché
ormai cieco e costretto nel suo letto, dal quale
dava udienza e conduceva gli affari dello stato,
seppe circondarsi di funzionari capaci, molti dei
quali suoi parenti, ma fece poco per la famiglia,
ad eccezione dell'acquisto di un grosso palazzo
costruito a Trastevere per i Riarii, ed ora noto
come Palazzo Corsini (sede dell'Accademia dei
Lincei). Nel 1754, suo nipote, Cardinale Neri
Corsini, vi fondò la famosa Biblioteca Corsini.
Le
sue prime mosse come Papa furono indirizzate a
ripristinare le finanze dello stato. Clemente
richiese la restituzione di alcune somme da parte
dei ministri che avevano abusato della confidenza
del suo predecessore. Il principale colpevole,
Cardinale Coscia, venne multato pesantemente e
condannato a dieci anni di prigione. Le finanze
pontifice vennero migliorate anche attraverso il
ripristino del lotto, che era stato soppresso
dalla severa moralità di Benedetto XIII. Ben
presto riuscì a versare nelle casse del tesoro
una somma annua che ammontava a quasi mezzo
milione di scudi, che gli permise di intraprendere
il vasto programma di costruzioni per il quale
viene principalmente ricordato, ma che non fu mai
in grado di vedere.
Una
competizione per la maestosa facciata di San
Giovanni in Laterano, forse più signorile che
ecclesiastica, venne vinta dall'architetto
Alessandro Galilei (completata nel 1735), e
Clemente fece erigere in quella antica basilica
una magnifica cappella dedicata ad un suo parente
del XIII secolo, Sant'Andrea Corsini. Fece
restaurare l'Arco di Costantino e costruire il
palazzo governativo della "Consulta",
sul Colle Quirinale. Acquistò dal Cardinale
Albani, per 60.000 scudi, una famosa collezione di
statue, iscrizioni ed altro, e la aggiunse alla
Galleria del Campidoglio. Pavimentò le vie di
Roma e le strade che portavano in città, oltre ad
ampliare il Corso. Diede il via ai lavori per la
Fontana di Trevi, uno dei più noti monumenti di
Roma, con il suo trionfale barocco. Durante il suo
regno venne costruito un porto ad Ancona, con una
strada che dava un facile accesso all'interno.
Fece prosciugare le paludi malariche della Chiana,
vicino al Lago Trasimeno.
Dal
punto di vista politico però, questo non fu un
periodo di successi per l'autorità pontificia tra
i poteri secolari d'Europa. Quando fallì il
tentativo da parte delle forze pontificie di
catturare l'antica e indipendente Repubblica di
San Marino, Clemente disconobbe l'azione
arbitraria del suo legato, Cardinale Alberoni,
ripristinando l'indipendenza dello stato. Egli,
inoltre, ritirò le pretese pontificie sui ducati
di Parma e di Piacenza.
Nelle
questioni ecclesiastiche il suo regno fu poco
propizio. Clemente emanò il primo decreto
pontificio contro la massoneria (1738). Canonizzò
San Vincenzo de Paul e procedette con vigore
contro i Gianseniti francesi. Lavorò per la
riunione della Chiesa Romana con quella Ortodossa,
ricevette il patriarca della Chiesa Copta e
persuase il Patriarca armeno a rimuovere l'anatema
contro il Concilio di Calcedonia e Papa Leone I.
Inviò Giuseppe Simone Assemani ad oriente, con il
duplice scopo di continuare la sua ricerca di
manoscritti e di presiedere come legato sul
concilio nazionale dei Maroniti.
La
sua maestosa tomba si trova a San Giovanni in
Laterano. |