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DISCORSO
ALLA COMUNITA' DEL COLLEGIO CAPRANICA
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Fonte,
Radio Vaticana, 19 gennaio 2007
PER
SERVIRE MEGLIO LA CHIESA I SACERDOTI NECESSITANO DI UNA
SERIA FORMAZIONE UMANA, CULTURALE E SPIRITUALE: LO HA
DETTO STAMATTINA IL PAPA ALL’INCONTRO ANNUALE CON LA
COMUNITÀ DELL’ALMO COLLEGIO CAPRANICA
Per
avere buoni sacerdoti è necessaria una seria formazione:
lo ha detto il Papa stamattina al rettore dell’almo
Collegio Capranica, alla Commissione episcopale preposta
al Collegio e agli alunni, nel corso dell’annuale
incontro in prossimità della festa di Sant’Agnese,
patrona del seminario. Il servizio di Tiziana Campisi:
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“La
qualità del clero dipende dalla serietà della sua
formazione”, ha sottolineato Benedetto XVI incontrando
la comunità del Collegio Capranica. Agli alunni del
seminario voluto dal cardinale Domenico Caprinica, il
Santo Padre ha voluto evidenziare l’importante opera
iniziata 550 anni fa - esattamente il 5 gennaio 1457 - dal
porporato, il primo ad aver dato vita a Roma ad un
seminario destinato esclusivamente alla formazione di
futuri sacerdoti, in particolare per i candidati meno
abbienti. E sul programma degli studi che ha
caratterizzato nel corso dei secoli il collegio il Papa ha
aggiunto:
“Troviamo
qui la medesima scelta di fondo che in seguito avranno i
Seminari diocesani, naturalmente con un più compiuto
senso dell’appartenenza alla Chiesa particolare, la
scelta cioè di una seria formazione umana, culturale e
spirituale, aperta alle esigenze proprie dei tempi e dei
luoghi. Cari amici, domandiamo al Signore, per
intercessione di Maria Santissima e di sant’Agnese, che
l’almo Collegio Capranica prosegua in questo suo
cammino, fedele alla sua lunga tradizione e agli
insegnamenti del Concilio Vaticano II”.
Il
Santo Padre ha inoltre ricordato che due Papi hanno
studiato al Capranica, Benedetto XVI e Pio XII. Infine,
agli alunni dell’almo collegio ha augurato di rinnovare
ogni giorno la loro offerta a Dio e alla Chiesa,
invitandoli a conformarsi sempre più a Cristo Buon
Pastore.
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DISCORSO
DEL PAPA ALLA COMUNITA' DEL COLLEGIO CAPRANICA
Signor
Cardinale, Venerati Fratelli,
Monsignor
Rettore, cari Alunni del Collegio Capranica!
Sono
lieto di accogliervi nell’imminenza della festa della
vostra Patrona, sant’Agnese. Vi saluto tutti con
affetto, a partire dal Cardinale Vicario Camillo Ruini e
dall’Arcivescovo Pio Vigo che formano la Commissione
Episcopale preposta al Collegio. Saluto il Rettore,
Monsignor Ermenegildo Manicardi. Do uno speciale benvenuto
a voi, cari Alunni, che fate parte della comunità del più
antico collegio ecclesiastico romano.
Sono
trascorsi infatti 550 anni da quel 5 gennaio 1457, quando
il Cardinale Domenico Capranica, Arcivescovo di Fermo,
fondò il Collegio che da lui prese nome, destinando ad
esso tutti i suoi beni e il suo palazzo presso Santa Maria
in Aquiro, perché potesse accogliere giovani studenti
chiamati al sacerdozio. La nascente istituzione era la
prima nel suo genere a Roma; inizialmente riservata ai
giovani romani e fermani, estese in seguito l’ospitalità
ad alunni di altre regioni italiane e di diverse
nazionalità. Il Cardinale Capranica morì meno di due
anni dopo, ma la sua fondazione aveva ormai iniziato il
suo cammino, che è proseguito fino ad oggi, subendo
soltanto un decennio di chiusura dal 1798 al 1807, durante
la cosiddetta Repubblica Romana. Due Papi furono alunni
del Capranica: per quasi quattro anni il Papa Benedetto XV,
che giustamente voi considerate "Parens alter"
per lo speciale affetto che sempre nutrì per la vostra
casa, e poi, per un periodo più breve, il Servo di Dio
Pio XII. Al vostro Collegio hanno sempre mostrato la loro
benevolenza i miei venerati Predecessori, alcuni dei quali
sono venuti a visitarvi in particolari circostanze.
Anche
l’odierno nostro incontro si svolge, oltre che nel
ricordo di sant’Agnese, nel contesto di un significativo
anniversario della vostra istituzione. In questa
prospettiva storica e spirituale è utile domandarsi quali
motivazioni abbiano spinto il Cardinale Capranica a
fondare questa provvida opera, e quale valore esse
conservino per voi, oggi. Occorre innanzitutto ricordare
che il fondatore aveva avuto esperienza diretta dei
collegi delle Università di Padova e di Bologna, dove era
stato studente, nonché di quelli di Siena, Firenze e
Perugia. Si trattava di istituzioni sorte per ospitare
giovani versati negli studi e non appartenenti a famiglie
facoltose. Mutuando alcuni elementi da tali modelli, ne
ideò uno che fosse esclusivamente destinato alla
formazione dei futuri sacerdoti, con attenzione
preferenziale per i candidati meno abbienti. In questo
modo precorse di oltre un secolo l’istituzione dei
"seminari" attuata dal Concilio di Trento. Ma
non abbiamo ancora messo a fuoco la motivazione di fondo
della provvida iniziativa: essa consiste nella convinzione
che la qualità del clero dipende dalla serietà della sua
formazione. Ora, ai tempi del Cardinale Capranica, mancava
un’accurata selezione degli aspiranti ai sacri Ordini:
talvolta essi venivano esaminati sulla letteratura e sul
canto, ma non sulla teologia, sulla morale e sul diritto
canonico, con immaginabili ripercussioni negative sulla
Comunità ecclesiale. Ecco perché, nelle Costituzioni del
suo Collegio, il Cardinale impose agli studenti di
teologia l’accostamento ai migliori autori, specialmente
a Tommaso d’Aquino; a quelli di diritto la dottrina del
Papa Innocenzo III, e per tutti l’etica aristotelica.
Non accontentandosi poi delle lezioni dello Studium
Urbis, egli assicurò ripetizioni supplementari
fornite da specialisti direttamente all’interno del
Collegio. Questa impostazione degli studi era inserita in
un quadro di formazione integrale, incentrata sulla
dimensione spirituale, che aveva come pilastri i
Sacramenti dell’Eucaristia – quotidiana – e della
Penitenza – almeno mensile – ed era sostenuta dalle
pratiche di pietà prescritte o suggerite dalla Chiesa.
Grande importanza aveva anche l’educazione caritativa,
sia nella vita fraterna ordinaria che nell’assistenza ai
malati; come pure quella che oggi chiamiamo
"esperienza pastorale". Era previsto infatti che
nei giorni festivi gli alunni svolgessero servizio in
Cattedrale o nelle altre chiese del luogo. Un valido
apporto formativo lo dava infine lo stesso stile
comunitario, caratterizzato da forte compartecipazione
nelle decisioni riguardanti la vita del Collegio.
Troviamo
qui la medesima scelta di fondo che in seguito avranno i
Seminari diocesani, naturalmente con un più compiuto
senso dell’appartenenza alla Chiesa particolare, la
scelta cioè di una seria formazione umana, culturale e
spirituale, aperta alle esigenze proprie dei tempi e dei
luoghi. Cari amici, domandiamo al Signore, per
intercessione di Maria Santissima e di sant’Agnese, che
l’almo Collegio Capranica prosegua in questo suo
cammino, fedele alla sua lunga tradizione e agli
insegnamenti del Concilio Vaticano II. A voi, cari Alunni,
auguro di rinnovare ogni giorno dal profondo del cuore la
vostra offerta a Dio e alla santa Chiesa, conformandovi
sempre più a Cristo Buon Pastore, che vi ha chiamati a
seguirLo e a lavorare nella sua vigna. Vi ringrazio per
questa gradita visita e, mentre vi assicuro la mia
preghiera, imparto con affetto a voi tutti e alle persone
a voi care, una speciale Benedizione Apostolica.
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