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DISCORSO
AGLI STUDENTI DI UN COLLEGIO DELLA CHIESA
ORTODOSSA (27/02/2006) |
Radio Vaticana,
27 febbraio 2006
LA
CARITA
’
CON LA FEDE SAPRA’ PREVALERE SULLE DISCORDIE DEL MONDO:
COSI’ BENEDETTO
XVI, A STUDENTI E DOCENTI DEL COLLEGIO TEOLOGICO DELL’APOSTOLIKI
DIACONIA DELLA CHIESA ORTODOSSA DI GRECIA. NEL SALUTO ALL’
ARCIVESCOVO CRISTODOULOS, IL PAPA PREFIGURA UN
INCONTRO NEI MODI E TEMPI CHE IL SIGNORE VORRA’
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Servizio di Roberta Gisotti -
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“Fede,
speranza e carità nella vita cristiana vanno insieme”:
lo ha ribadito Benedetto XVI rivolto agli archimandriti,
ai sacerdoti, ai seminaristi e a tutti i partecipanti alla
visita di studio a Roma del Collegio greco ortodosso,
accompagnati dal vescovo di Fanarion,
Agathanghelos. Il Papa ha
auspicato che si possa “trovare concretamente una via
per superare” le divisioni “attraverso una conversione
personale e comunitaria” e così anche “l’esercizio
dell’ascolto dell’altro e la preghiera” per l’unità.
Se
all’inizio del secondo millennio, hanno prevalso le
‘forze del male’ tra i
cristiani d’Oriente e d’Occidente, il Papa ha
evidenziato i “molti segni consolatori” registrati
negli ultimi 40 anni nei rapporti tra Chiesa cattolica e
Chiesa ortodossa di Grecia, coronati dall’incontro tra
Giovanni Paolo II e l’arcivescovo di Atene e di tutta la
Grecia, Christodoulos, nel
maggio 2001, cui hanno fatto seguito – ha ricordato il
Santo Padre – “vari atti di collaborazione” e
“iniziative
utili” per conoscersi più da vicino e favorire
la formazione dei giovani, come scambi di visite, borse di
studio e cooperazioni editoriali.
E, tra queste, Benedetto XVI ha citato i progetti
di formazione che il Collegio Apsotoliki
Diakonia sta sviluppando
con il Comitato cattolico per la collaborazione culturale
con le Chiese ortodosse, nell’ambito del Pontificio
Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani.
“Sono certo – ha dichiarato Benedetto XVI – che la
carità reciproca saprà alimentare la nostra inventiva e
ci farà percorrere strade nuove”. Infine un saluto
particolare all’arcivescovo Christodoulos:
“Il Signore – ha osservato Benedetto XVI – ci
indicherà i modi e i tempi per rinnovare il nostro
incontro nell’atmosfera gioiosa di un ritrovarsi tra
fratelli”.
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DISCORSO
DEL PAPA
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FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -
Eccellenza,
Reverendissimi Archimandriti,
Sacerdoti, seminaristi e partecipanti tutti
alla «visita di studio» a Roma,
nell’accogliervi
con gioia e con gratitudine in occasione dell’iniziativa
di questa visita a Roma, desidero richiamare
un’esortazione che Sant’Ignazio, il grande Vescovo di
Antiochia, rivolgeva agli Efesini: «Abbiate cura di
riunirvi più di frequente per rendere grazie a Dio e
celebrare le sue lodi. Poiché, se vi riunirete spesso, le
forze del male saranno sconfitte e la sua opera di morte
distrutta dalla concordia della vostra fede».
Per noi
cristiani, d’Oriente e d’Occidente, all’inizio del
secondo millennio le forze del male hanno agito
anche nelle divisioni che ancora perdurano tra di noi.
Negli ultimi quarant’anni, tuttavia, molti segni
consolatori e pieni di speranza ci hanno fatto scorgere
una nuova aurora, quella del giorno in cui comprenderemo
pienamente che essere radicati e fondati nella carità di
Cristo significa trovare concretamente una via per
superare le nostre divisioni attraverso una conversione
personale e comunitaria, l’esercizio dell’ascolto
dell’altro e la preghiera in comune per la nostra unità.
Tra i
segni consolanti di questo percorso, impegnativo e
irrinunciabile, mi piace ricordare il recente e positivo
evolversi delle relazioni tra la Chiesa di Roma e la
Chiesa ortodossa di Grecia. Dopo il memorabile incontro
all’Areopago di Atene tra il mio amato predecessore, il
Papa Giovanni Paolo II, e Sua Beatitudine Christodoulos,
Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, sono seguiti
vari atti di collaborazione e sono state realizzate
iniziative utili a conoscerci più da vicino ed a favorire
la formazione delle generazioni più giovani. Lo scambio
di visite, di borse di studio e la cooperazione in campo
editoriale si sono rivelati modi efficaci per promuovere
il dialogo ed approfondire la carità, che è la
perfezione della vita – come afferma ancora Sant’Ignazio
– e che unita al principio, la fede, saprà prevalere
sulle discordie di questo mondo.
Ringrazio
di cuore l’Apostoliki Diakonia per questa visita
a Roma, per i progetti di formazione che essa sta
sviluppando con il Comitato Cattolico per la
Collaborazione Culturale con le Chiese ortodosse
nell’ambito del Pontificio Consiglio per la Promozione
dell’Unità dei Cristiani. Sono certo che la carità
reciproca saprà alimentare la nostra inventiva e ci farà
percorrere strade nuove. Dobbiamo affrontare le sfide che
minacciano la fede, coltivare l’humus spirituale
che ha nutrito per secoli l’Europa, riaffermare i valori
cristiani, promuovere la pace e l’incontro anche nelle
condizioni più difficili, approfondire quegli elementi
della fede e della vita ecclesiale che possono condurci al
traguardo della piena comunione nella verità e nella
carità, soprattutto ora che il dialogo teologico
ufficiale tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa
nel suo insieme riprende il suo cammino con rinnovato
vigore.
Fede,
speranza e carità nella vita cristiana vanno insieme.
Quanto più vera ed efficace sarebbe la nostra
testimonianza nel mondo d’oggi, se comprendessimo che il
cammino verso l’unità esige da tutti noi una fede più
viva, una speranza più salda e una carità che sia
veramente l’ispirazione più profonda che nutre i nostri
reciproci rapporti! La speranza, tuttavia, si esercita
nella pazienza, nell’umiltà e nella fiducia in Colui
che ci guida. Il traguardo dell’unità tra i discepoli
di Cristo, per quanto possa apparire non immediato, non ci
impedisce di vivere tra noi già ora nella carità, a
tutti i livelli. Non vi è luogo né tempo in cui
l’amore, modellato su quello del nostro Maestro, Cristo,
sia superfluo; esso non potrà non abbreviare la via per
la piena comunione.
Vi affido
il compito di recare l’espressione dei miei sentimenti
di sincera carità fraterna a Sua Beatitudine
Christodoulos. Egli è stato accanto a noi, qui a Roma,
per dare l’estremo saluto a Papa Giovanni Paolo II. Il
Signore ci indicherà i modi ed i tempi per rinnovare il
nostro incontro nell’atmosfera gioiosa di un ritrovarsi
tra fratelli.
Possa la
vostra visita avere tutto il successo sperato. Vi
accompagna la mia Benedizione.
©
Copyright 2005 - Libreria Editrice Vaticana
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