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DISCORSO
AL TERMINE DEL CONCERTO IN AULA PAOLO VI |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio
Vaticana, 28 ottobre 2007
Attraverso
periodi di vuoto e di isolamento Dio vuole renderci
attenti e capaci di ‘sentire’ la sua presenza
silenziosa: così ieri il Papa al termine del concerto
nell’Aula Paolo VI ricordando l’esperienza di
Beethoven
“La
vera gioia è radicata in quella libertà che solo Dio può
donare”: è quanto ha affermato ieri pomeriggio
Benedetto XVI al termine del concerto eseguito in suo
onore, nell’Aula Paolo VI, dall’Orchestra Sinfonica e
dal Coro della Radio della Baviera. Ricordando
l’esperienza di Beethoven che pur sordo riuscì a
comporre la Nona Sinfonia, il Papa ha sottolineato che
Dio, “a volte … attraverso periodi di vuoto e di
isolamento interni, vuole renderci attenti e capaci di
‘sentire’ la sua presenza silenziosa”. Il servizio
di Tiziana Campisi:
E’ un “travolgente sentimento di gioia” quello
che Beethoven ha “trasformato … in musica” nella
Nona Sinfonia, “non … qualcosa di leggero e di
superficiale”, ma “un sentimento conquistato con
fatica”. Benedetto XVI ha definito così le note del
compositore tedesco vissuto fra il XVIII e XIX secolo, che
“dopo anni di auto-isolamento e di vita ritirata, ha
combattuto duramente le difficoltà “che gli procuravano
depressione e profonda amarezza” e che “minacciavano
di soffocare la sua creatività artistica”. Ma è stato
proprio l’handicap dell’udito, ha spiegato il Papa, a
donare al musicista una sensibilità nuova:
“La solitudine silenziosa, però, aveva insegnato
a Beethoven un modo nuovo di ascolto che si spingeva ben
oltre la semplice capacità di sperimentare
nell’immaginazione il suono delle note che si leggono o
si scrivono”.
E’ la “percettività che riceve in dono chi da Dio
ottiene la grazia di una liberazione esterna ed
interna”, ha detto ancora il Santo Padre ricordando poi
l’interpretazione che della stessa sinfonia il Coro e
l’Orchestra della Radio Bavarese hanno eseguito in
occasione della caduta del muro di Berlino, nel 1989,
quando il testo della “Ode alla gioia” è stato
cambiato in “Libertà, bella scintilla di Dio”. Cosa
che ha espresso “più del semplice sentimento del
momento storico”, ha proseguito in tedesco Benedetto XVI:
“Die wahre Freude wurzelt in der Freiheit…
La vera gioia è radicata in quella libertà che
solo Dio può donare. Egli – a volte proprio attraverso
periodi di vuoto e di isolamento interni vuole renderci
attenti e capaci di ‘sentire’ la sua presenza
silenziosa non solo ‘sopra la volta stellata’, ma
anche nell’intimo del nostro animo. È lì che arde la
scintilla dell’amore divino che può liberarci a ciò
che siamo veramente”.
A precedere l’esecuzione dell’Orchestra Sinfonica e
del Coro della Radio della Baviera il saluto al Papa del
cardinale Friedrich Wetter. Il porporato ha spiegato che
il concerto è stato voluto per ringraziare Benedetto XVI
per la visita in Baviera nel settembre dello scorso anno e
per rinnovare a lui gli auguri per gli 80 anni festeggiati
il 16 aprile scorso. “La musica accende in noi la
scintilla del desiderio di luce, di Cristo” ed eleva
“i cuori verso il Creatore”, ha detto il cardinale
Wetter, essa “viene dal cuore e va al cuore”.
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