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CONCERTO
A LORENZAGO DI CADORE IN ONORE DEL PAPA (21 LUGLIO
2007) |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 21 luglio 2007
Bisogna
saper ascoltare la voce del cuore e dell'anima: così il
Papa dopo il concerto in Cadore in suo onore
Benedetto
XVI ha preso parte, nella serata di ieri, al concerto in
suo onore, offerto dal vescovo di Belluno-Feltre, Giuseppe
Andrich. All'appuntamento musicale, hanno preso parte
sette formazioni del Cadore. Il Papa ha sottolineato come
il cantare in coro sia un’educazione alla vita e alla
pace. Il servizio di Amedeo Lomonaco:
Il concerto di cori alpini in onore del Papa, dedicato
alla “spiritualità della montagna”, ha esaltato la
grande cultura musicale della terra dolomitica e il
fascino delle melodie popolari. Dopo l’esibizione di
sette cori al Castello di Mirabello, il Papa ha
ringraziato i cantori e, ricordando le parole di Sant’Agostino,
ha detto che “fonte del canto è l’amore”.
“Cantare in coro - ha aggiunto - esige attenzione
all’altro, al compositore, al maestro, alla totalità
che chiamiamo musica e cultura”. La cultura popolare -
ha poi sottolineato il Santo Padre - è un gioiello della
nostra identità europea da coltivare e promuovere.
Benedetto XVI ha anche detto che bisogna saper ascoltare
la voce del cuore e dell’anima:
“L’educazione a cantare in coro non è soltanto
un esercizio dell’udito esteriore e della voce, è anche
un’educazione dell’udito interiore; un esercizio e
un’educazione alla vita, alla pace”.
Poco
prima dell’inizio del concerto, il vescovo di
Belluno-Feltre, Giuseppe Andrich, ha rievocato la
drammatica pagina del primo conflitto mondiale che ha
avuto anche le Dolomiti come teatro di guerra.
L’auspicio - ha detto il presule - è che le montagne
“non siano crinali di divisione”, ma “la spina
dorsale della pace e dell’incontro tra i popoli”. A
queste parole ha fatto poi riferimento il Santo Padre:
“Sua Eccellenza ha anche accennato a un tempo
triste e duro, 90 anni fa, dove questa montagna era una
barriera, un teatro terribile e cruento di guerra.
Ringraziamo il Signore che adesso c’è pace nella nostra
Europa e facciamo di tutto perché la pace cresca in tutti
noi e nel mondo, e sono sicuro che proprio questa bella
musica sia un impegno per la pace e un aiuto a vivere in
pace”.
“Cantare in coro - ha ribadito infine Benedetto XVI -
è un’educazione alla vita, alla pace, un camminare
tutti insieme”.
DISCORSO DEL
SANTO PADRE
Eccellenza,
cari amici,
alla fine
di questa stupenda presentazione della grande cultura
musicale della vostra terra dolomitica posso soltanto di
tutto cuore dirvi grazie. Grazie per questa bella cultura.
Mi è
venuta in mente una parola di sant'Agostino che dice: «cantare
amantis est». Fonte del canto è l'amore. Il canto è
espressione dell'amore. Ho sentito nei vostri canti questo
grande amore per la bella terra dolomitica, per questa
terra donataci dal Signore. E nel grazie, nell'amore per
la terra, è presente e risuona anche l'amore per il
Creatore, l'amore per Dio che ci ha donato questa terra,
questa nostra vita di gioia; una gioia che vediamo ancor
di più nella luce della nostra fede, la quale ci dice che
Dio ci ama.
La
cultura popolare che si presenta in modo così alto è un
gioiello della nostra identità europea, da coltivare e da
promuovere. Ringrazio tutti coloro che lavorano affinché
questa grande cultura europea sia presente oggi e anche in
futuro.
L'educazione
al canto, a cantare in coro, non è solo un esercizio
dell'udito esteriore e della voce; è anche un'educazione
dell'udito interiore, l’udito del cuore, un esercizio e
un'educazione alla vita e alla pace. Cantare insieme, in
coro, e tutti i cori insieme, esige attenzione all'altro,
attenzione al compositore, attenzione al maestro,
attenzione a questa totalità che chiamiamo musica e
cultura, e, in tal modo, cantare in coro è un'educazione
alla vita, un'educazione alla pace, un camminare insieme,
come ha detto Sua Eccellenza accennando al Sinodo
diocesano. Il Vescovo ha anche fatto riferimento ad un
tempo triste e duro, novant'anni fa, quando questa
montagna era una barriera, un teatro terribile e cruento
di guerra. Ringraziamo il Signore perché adesso c'è pace
nella nostra Europa e facciamo di tutto perché la pace
cresca in tutti noi e cresca nel mondo. Sono sicuro che
proprio questa bella musica è un impegno per la pace e un
aiuto a vivere in pace.
Grazie di
cuore a tutti voi, al Vescovo, al presentatore, ai maestri
dei cori. Vorrei esprimere il mio ringraziamento in nome
del Signore, con la mia Benedizione Apostolica.
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