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CONCERTO
NEL 70.MO DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE (8 OTTOBRE 2009) |
Radio
Vaticana, 9 ottobre 2009
Il
Papa al concerto nel 70.mo della Seconda Guerra Mondiale:
mai più stermini e muri, i giovani difendano la pace e la
libertà da ogni forma di odio
◊
I giovani non dimentichino che la libertà e la pace ai
quali il mondo anela sono frutto di una civiltà basata
sul rispetto e non sull’odio che eventi come la Seconda
Guerra Mondiale, lo sterminio della Shoah e la costruzione
del Muro di Berlino seminarono nel corso del Novecento.
Con questi pensieri Benedetto XVI ha ringraziato
l’Orchestra interregionale sinfonica (Iro), che ieri
pomeriggio all’Auditorium Conciliazione ha eseguito
musiche di Mahler e Mendelsshon nel concerto intitolato
“70 anni dall’inizio della II Guerra Mondiale: Giovani
contro la guerra”. Un evento realizzato su iniziativa
del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità
dei Cristiani e della Commissione della Santa Sede per i
Rapporti Religiosi con l’Ebraismo. Il servizio di Alessandro
De Carolis:
(musica)
Le note di due grandi compositori per far volare alto
il sentimento della pace oltre l’odio della guerra,
l’orrore di uno sterminio, l’indegnità di un muro.
Hanno contribuito a questo le sinfonie di Gustav Mahler e
Felix Mendelsshon, entrambi ebrei, entrambi vittime di
odiose discriminazioni antisemite che, nel caso di Mahler,
morto nel 1911, sollecitarono il fascismo a definire
quella del maestro “arte degenerata”. Al cospetto del
presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano,
e dei vari organismi che hanno contribuito alla
realizzazione del concerto - tra cui anche l’Ambasciata
di Germania presso la Santa Sede, l’Europäisches
KulturForum Mainau e l’International Jewish Committee
for Interreligious Consultations - Benedetto XVI ha subito
speso parole di apprezzamento l’idea alla base
dell'evento:
“Utilizzando l’universale linguaggio della
musica, questa iniziativa vuole incoraggiare i giovani a
costruire insieme il futuro del mondo, ispirandosi ai
valori della pace e della fratellanza tra gli uomini”.
Creata nel 1992 allo scopo di intensificare i rapporti
culturali in Europa e di stimolare nei giovani la
consapevolezza delle radici culturali comuni,
l’Orchestra interregionale diretta da Joachem
Hochstenbach e composta di giovani del land tedesco del
Baden-Württemberg e delle regioni con esso gemellate (Coimbra,
Emilia-Romagna e Lombardia, Fiandre, Kanagawa, Catalogna,
Łódź) ha evocato con i suoi brani - ha detto il
Pontefice - “la tragedia della seconda guerra mondiale,
dolorosa pagina di storia intrisa di violenza e di
disumanità, che ha causato la morte di milioni di
persone, lasciando i vincitori divisi e l’Europa da
ricostruire”. Nonostante l’invito alla ragionevolezza
che lanciò in estremo Pio XII:
“La guerra, voluta dal nazionalsocialismo, ha
colpito tante popolazioni innocenti dell’Europa e di
altri Continenti, mentre, con il dramma della shoah, ha
ferito soprattutto il popolo ebreo, oggetto di uno
sterminio programmato (…) Nessuno purtroppo riuscì a
fermare quell’immane catastrofe: prevalse inesorabile la
logica dell’egoismo e della violenza. Ricordare quei
tristi eventi sia monito, soprattutto per le nuove
generazioni, a non cedere mai più alla tentazione della
guerra”.
A novembre, l’Europa e il mondo celebreranno anche i
20 anni della caduta del Muro di Berlino che del secondo
conflitto mondiale fu una diretta conseguenza. Se il
movimento ecumenico, “che ha trovato nella seconda
guerra mondiale un catalizzatore” può contribuire a
costruire una nuova civiltà di rispetto e tolleranza,
“operando - ha auspicato Benedetto XVI - insieme agli
ebrei e a tutti i credenti”, il Muro di Berlino resta
“simbolo eloquente della fine dei regimi totalitari
comunisti dell’Est europeo” e rammenta - ha affermato
il Papa, citando Giovanni Paolo II - che:
“L’Europa, il mondo intero hanno sete di libertà
e di pace! Occorre costruire insieme la vera civiltà, che
non sia basata sulla forza, ma sia ‘frutto della
vittoria su noi stessi, sulle potenze dell’ingiustizia,
dell’egoismo e dell’odio, che possono giungere sino a
sfigurare l’uomo’ (…) Ci
benedica Iddio e conceda all’umanità il dono della sua
pace”. (applausi)
(musica)
CONCERTO
"GIOVANI CONTRO LA GUERRA"
DELL’INTERREGIONALES JUGENDSINFONIEORCHESTER
(IRO)
NEL 70° ANNIVERSARIO DELL'INIZIO
DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Auditorium di
Via della Conciliazione
Giovedì, 8 ottobre 2009
Signor
Presidente della Repubblica Italiana,
Signori Cardinali, Venerati Padri Sinodali,
Signori Ambasciatori, Gentili Signori e Signore!
Ho
accolto con piacere l’invito ad assistere al concerto:
“Youth against war concert - 70 anni
dall’inizio della II Guerra Mondiale: Giovani contro la
guerra”, promosso congiuntamente dal Pontificio
Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani,
dalla Commissione
per i Rapporti Religiosi con l’Ebraismo,
dall’Ambasciata di Germania presso la Santa Sede e
dall’Europäisches KulturForum Mainau con il
patrocinio dell’International Jewish Committee for
Interreligious Consultations. A tutti i promotori e
gli organizzatori va il mio saluto e un sentito
ringraziamento; in particolare ringrazio il Cardinale
Walter Kasper per essersi fatto interprete dei comuni
sentimenti. Un deferente pensiero rivolgo al Presidente
della Repubblica Italiana e alla sua gentile Consorte,
grato per la loro presenza. Utilizzando l’universale
linguaggio della musica, questa iniziativa vuole
incoraggiare i giovani a costruire insieme il futuro del
mondo, ispirandosi ai valori della pace e della
fratellanza tra gli uomini. Saluto i Signori Cardinali, i
Padri Sinodali, i distinti Membri del Corpo Diplomatico
presso la Santa Sede, gli sponsor e tutti i
presenti.
Ganz
herzlich danke ich den jungen Musikern aus 15 Ländern,
die sich im Inter-Regionalen Jugend-Sinfonieorchester
zusammengefunden haben, mit ihren Dirigent Jochem
Hochstenbach für die hervorragende Darbietung. In
gleicher Weise gilt mein Dank der Solistin Frau Michelle
Breedt für den ausdrucksstarken Gesang und Herrn
Professor Klaus Maria Brandauer für die lebendige
Interpretation der literarischen Texte. Und ich schließe
in diesen Dank alle ein, die diesen Abend möglich gemacht
haben: Das Internationale Jüdische Komitee für
Interreligiöse Gespräche (IJCIC) als Schirmherr dieses
Konzerts wie auch den Päpstlichen Rat zur Förderung der
Einheit der Christen, die deutsche Botschaft beim Heiligen
Stuhl und das Europäische Kulturforum Mainau als dessen
Veranstalter.
Cari
amici! Questa sera torna alla nostra memoria la tragedia
della seconda guerra mondiale, dolorosa pagina di storia
intrisa di violenza e di disumanità, che ha causato la
morte di milioni di persone, lasciando i vincitori divisi
e l’Europa da ricostruire. La guerra, voluta dal
nazionalsocialismo, ha colpito tante popolazioni innocenti
dell’Europa e di altri Continenti, mentre, con il dramma
della shoah, ha ferito soprattutto il popolo ebreo,
oggetto di uno sterminio programmato. Eppure non mancarono
gli inviti alla ragionevolezza e alla pace elevatisi da
molte parti. Qui a Roma risuonò accorata la voce del mio
venerato Predecessore Pio
XII. Nel radiomessaggio
del 24 agosto del 1939 – proprio nella imminenza
dello scoppio della guerra – proclamò con decisione:
“nulla è perduto con la pace. Tutto può esserlo con la
guerra”. (cfr AAS, XXXI, 1939, p. 334). Nessuno
purtroppo riuscì a fermare quell’immane catastrofe:
prevalse inesorabile la logica dell’egoismo e della
violenza. Ricordare quei tristi eventi sia monito,
soprattutto per le nuove generazioni, a non cedere mai più
alla tentazione della guerra.
Come il
Cardinale Kasper ha ricordato, quest’anno commemoriamo
un altro significativo anniversario: i venti anni dalla
caduta del muro di Berlino, simbolo eloquente della fine
dei regimi totalitari comunisti dell’Est europeo. “La
caduta del muro, - ebbe a scrivere Giovanni Paolo II -
come il crollo di pericolosi simulacri e di una ideologia
oppressiva, hanno dimostrato che le libertà fondamentali,
che danno significato alla vita umana, non possono essere
represse e soffocate a lungo” (cfr Insegnamenti,
XIII,1, 1990, p. 1389). L’Europa, il mondo intero hanno
sete di libertà e di pace! Occorre costruire insieme la
vera civiltà, che non sia basata sulla forza, ma sia
“frutto della vittoria su noi stessi, sulle potenze
dell’ingiustizia, dell’egoismo e dell’odio, che
possono giungere sino a sfigurare l’uomo” (cfr ibid.,
XII,2,1989, p. 379). Il movimento ecumenico, che ha
trovato nella seconda guerra mondiale un catalizzatore –
lo ha opportunamente sottolineato il Cardinale Kasper -,
può contribuire a costruirla, operando insieme agli ebrei
e a tutti i credenti. Ci benedica Iddio e conceda
all’umanità il dono della sua pace. Cari amici, grazie
ancora per la vostra presenza.
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Copyright 2009 - Libreria Editrice Vaticana
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