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CONCERTO
PER IL COMPLEANNO DEL PAPA (16 APRILE
2007) |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio Vaticana,
17 aprile 2007
La
bellezza della musica possa elevare gli uomini a Dio
aiutandoli a costruire un mondo di amore e di pace: così
il Papa al Concerto in Vaticano per i suoi 80 anni
Giorno
di preghiera e di meditazione oggi per Benedetto XVI che
domani terrà in Piazza San Pietro un'udienza generale in
qualche modo segnata ancora dai festeggiamenti per l'80°
compleanno appena passato e dalla significativa data del
secondo anniversario del Pontificato che cadrà, il giorno
dopo, giovedì 19 aprile. Ieri nel giorno del suo
compleanno sono giunti auguri da tutto il mondo: autorità
ecclesiali, civili e semplici fedeli e cittadini di tanti
Paesi hanno fatto pervenire al Papa la loro stima e il
loro affetto in tanti modi diversi. Ieri è stato anche il
primo giorno per Italia, Germania e Polonia, del libro di
Benedetto XVI "Gesù di Nazaret":
è stato un boom di vendite. E sempre ieri, nel
pomeriggio, si è svolto nell'Aula Paolo VI in Vaticano il
concerto dell’Orchestra Sinfonica della
Radio-Televisione di Stoccarda, in onore del Papa.
Ascoltiamo in proposito il servizio di Arianna Voto.
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“Ringrazio
Iddio per avermi posto accanto la
musica quasi come una compagna di viaggio, che sempre mi
ha offerto conforto e gioia”
L’omaggio
musicale, che Joseph Ratzinger
riceve nel giorno del suo 80.mo
compleanno dall’Orchestra Sinfonica della Radio
Televisione di Stoccarda, è dono di una vita intera,
accolto sin dall’infanzia nella pratica corale e
all’amato pianoforte, e che il Papa partecipa al folto
pubblico in platea come a quanti collegati dai mass media,
e si direbbe al mondo intero, unito pur nelle differenze
culturali e religiose – dici - dal linguaggio universale
della musica:
“Sono
convinto che la musica – e qui penso in particolare al
grande Mozart e naturalmente a
molti altri compositori – sia veramente il linguaggio
universale della bellezza, capace di unire fra loro gli
uomini di buona volontà su tutta la terra e di portarli
ad alzare lo sguardo verso l’Alto ed ad aprirsi al Bene
e al Bello assoluti, che hanno la loro ultima sorgente in
Dio stesso”.
Introdotto
con maestosa festosità da una fanfara di ottoni disposti
ai lati dell’orchestra – la Canzon
di Giovanni Gabrieli dalle
“Sacre Sinfonie” - il programma ha trovato un momento
lirico nella soave leggerezza di Mozart,
tra gli autori prediletti dal Pontefice: il giovanile III
Concerto in Sol maggiore per violino. Silenzio assoluto
durante la cadenza solista, in cui le note acute e gli
impervi accordi hanno sfidato la vastità dell’Aula
Paolo VI. Qui la musica nasce e si dissolve in un’Aria
lieve e colma di tenerezza, come nell’Adagio centrale.
Giovanissimi
e pieni di talento gli interpreti, la violinista
statunitense Hilary Hahn,
27 anni, e il direttore venezuelano Gustavo Dudamel,
26, quasi a voler testimoniare anch’essi che la musica,
oltre che tecnica ed esperienza, è soprattutto dono,
ricevuto ed elargito con generosità. Ad essi
in particolare è andato il ringraziamento di Benedetto
XVI.
Poi
la Sinfonia “Dal Nuovo Mondo” di Dvorak,
felice sintesi fra tradizione sinfonica ottocentesca e
musica popolare, tra gli stilemi delle scuole nazionali
europee e le novità della musica degli indiani e dei neri
d’America, proprio nel segno dell’universalità della
musica esaltato dal Papa.
“Ecco
il mio auspicio: che la grandezza e la bellezza della
musica possano donare anche a voi, cari amici, nuova e
continua ispirazione per costruire un mondo di amore, di
solidarietà e di pace”.
Infine,
avvicinandosi ai musicisti, il Papa ha ringraziato nella
sua lingua il ministro degli Esteri del Baden
Wuertemberg, Willi
Staechele, e il direttore
della Suedwestrundfunk, che
gli avevano rivolto il saluto iniziale, invocando la
benedizione di Dio sui presenti, tra l’acclamazione
festosa e cori di auguri improvvisati.
(cori
di buon compleanno - applausi)
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CONCERTO
IN ONORE DEL SANTO PADRE
IN OCCASIONE DEL SUO 80° GENETLIACO
DISCORSO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Lunedì,
16 aprile 2007
Signori
Cardinali,
venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
gentili Signore e Signori,
cari amici!
Al
termine di questo stupendo concerto, di cui l’orchestra
sinfonica della Radio-televisione di Stoccarda ci ha fatto
dono elevando i nostri animi, desidero anzitutto salutare
tutti voi con viva cordialità.
Ich danke
Herrn Minister Willi Stächele , und dem Intendanten des Südwestrundfunks,
Herrn Prof. Peter Voß, für die freundlichen Worte, die
sie zu Beginn an mich gerichtet haben. Ich habe Ihr großes
musikalisches Geschenk – diese wunderschöne
Geburtstagsgabe aus dem Südwesten Deutschlands – gerne
und freudig angenommen, zumal Baden-Württemberg mit einer
wichtigen und prägenden Station in meinem Leben verbunden
ist. Der Herr Minister hat ja schon an meine heimatlichen
Wurzeln erinnert. Ich denke in der Tat gerne an die Jahre
in Tübingen zurück, an den intellektuellen und
wissenschaftlichen Austausch an dieser großen Universität
und an die vielen kostbaren menschlichen Begegnungen, die
dort stattgefunden haben und von denen die eine oder
andere in den nachfolgenden Jahren und Jahrzehnten
weitergeführt werden konnte und weiter wirkt. Nun möchte
ich aber vor allem den Künstlern des heutigen Abends
danken, Ihnen, den Musikern des Stuttgarter
Radio-Symphonieorchesters des SWR, die Sie uns allen mit
Ihrem Können ein echtes Erleben der inspirierenden Kraft
großer Musik geschenkt haben. Ich danke dem Dirigenten,
Gustavo Dudamel, und der Solistin, Hilary Hahn, und Ihnen
allen, meine Damen und Herren! Daß die Sprache der Musik
universal ist, sehen wir an den Menschen ganz
unterschiedlicher kultureller und religiöser Herkunft,
die sich von ihr ergreifen und gewissermaßen führen
lassen und die sich zu ihren Interpreten machen.
Quest’universalità
della musica è oggi particolarmente accentuata grazie
agli strumenti elettronici e digitali della comunicazione.
Quante persone nei più diversi Paesi hanno la possibilità
di prendere parte, nelle loro abitazioni, a questa
esecuzione musicale o anche di riviverla in seguito! Sono
convinto che la musica – e qui penso in particolare al
grande Mozart e, stasera, naturalmente alla meravigliosa
musica di Gabrieli e al maestoso «Mondo Nuovo» di Dvořák
– sia veramente il linguaggio universale della bellezza,
capace di unire fra loro gli uomini di buona volontà su
tutta la terra e di portarli ad alzare lo sguardo verso
l’Alto ed ad aprirsi al Bene e al Bello assoluti, che
hanno la loro ultima sorgente in Dio stesso. Nel guardare
indietro alla mia vita, ringrazio Iddio per avermi posto
accanto la musica quasi come una compagna di viaggio, che
sempre mi ha offerto conforto e gioia. Ringrazio anche le
persone che, fin dai primi anni della mia infanzia, mi
hanno avvicinato a questa fonte di ispirazione e di
serenità. Ringrazio coloro che uniscono musica e
preghiera nella lode armoniosa di Dio e delle sue opere:
essi ci aiutano a glorificare il Creatore e Redentore del
mondo, che è opera meravigliosa delle sue mani. Ecco il
mio auspicio: che la grandezza e la bellezza della musica
possano donare anche a voi, cari amici, nuova e continua
ispirazione per costruire un mondo di amore, di solidarietà
e di pace. Per questo invoco su noi, qui convenuti stasera
in Vaticano, e su tutti coloro che sono collegati con noi
mediante la radio e la televisione la costante protezione
di Dio, di quel Dio d’amore che desidera continuamente
accendere nei nostri cuori la fiamma del bene e
alimentarla con la sua Grazia. Egli, il Signore e Datore
della vita nuova e definitiva, la cui vittoria celebriamo
con gioia in questo tempo pasquale, benedica voi tutti!
Vi
ringrazio ancora per la vostra presenza e per gli auguri.
Buon tempo pasquale a tutti! Grazie!
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