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CONCERTO PER I
60 ANNI DI SACERDOZIO (9 AGOSTO 2011) |
Radio
Vaticana, 10 agosto 2011
Una
musica che nasce dalla fede: così il Papa al concerto per
i 60 anni di sacerdozio
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Concerto per il Papa ieri pomeriggio nel cortile del
Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. L’evento ha
voluto celebrare i 60 anni di sacerdozio di Benedetto XVI
e di suo fratello, mons. Georg Ratzinger. Protagoniste le
musiche di Bach e Vivaldi eseguite dalla violinista
tedesca Arabella Steinbacher, solista, sotto la direzione
di Albrecht Mayer. Al termine del concerto il Papa ha
espresso il suo ringraziamento ai presenti. Infine, il bis
dei musicisti, che hanno offerto al Pontefice anche un
brano di Mozart fuori programma. Il servizio di Linda
Giannattasio:
E’ stata la musica di Bach e Vivaldi la protagonista
assoluta del concerto che ieri sera ha voluto celebrare a
Castel Gandolfo i 60 anni di sacerdozio di Benedetto XVI e
di suo fratello, mons. Georg Ratzinger. Ad offrire la loro
interpretazione al Pontefice, la violinista Arabella
Steinbacher e l’oboista Albrecht Mayer, sul podio
dell’Ensemble New Seasons, composto da sei musicisti di
diverse orchestre di livello mondiale. Artisti che
Benedetto XVI ha ringraziato per il loro “dono”: una
“splendida esecuzione”, che, ha detto, viene “dal
cuore”. Quindi di nuovo la musica, al centro delle
parole del Papa:
“Die beiden Stücke von Vivaldi…”
I due brani di Vivaldi che sono risuonati stasera –
ha spiegato il Pontefice - fanno parte dei cosiddetti
“concerti ripieni”, scritti per orchestra d’archi e
basso continuo, buona parte dei quali avevano uno scopo
didattico. La loro uniformità architettonica però non è
mai monotona – ha poi aggiunto il Pontefice,
sottolineando come i concerti del compositore italiano
siano “esempio di luminosità e di bellezza che
trasmette serenità e gioia”. Una caratteristica - ha
detto - che trae origine anche dalla sua fede:
“So offenbart das Hören seiner Werke geistlicher
Musik…”
“L’ascolto della sua produzione di musica sacra
rivela il suo animo profondamente religioso”. Questo
tratto – ha proseguito – lo accosta a Bach”, di cui
il Papa richiamato il Soli Deo gloria, una frase che
appare come “un ritornello nei manoscritti di Bach” e
che evidenzia la sua “concezione religiosa
dell’arte”. Un nuovo riferimento, dunque alla profonda
devozione quale elemento essenziale del carattere del
compositore tedesco e alla “solida fede” che – ha
detto - “sostenne e illuminò tutta la sua vita”.
“Das Hören seiner Musik erinnert gleichsam…”
L’ascolto della sua musica – ha concluso - richiama
lo scorrere di un ruscello o una grande costruzione
architettonica in cui tutto è armoniosamente compaginato,
quasi a tentare di riprodurre la perfetta armonia che Dio
ha impresso nella creazione”.
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