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DISCORSO
ALLE CONFRATERNITE (10 NOVEMBRE 2007) |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 10 novembre 2007
Forti
della fede in Cristo e delle vostre tradizioni, continuate
ad essere fucine di santità: l’esortazione di Benedetto
XVI ai 40 mila fedeli delle Confraternite d’Italia,
riunitesi stamani in Piazza San Pietro
Una
corale manifestazione di fede, una festa di popolo:
Benedetto XVI ha ricevuto stamani, in Piazza San Pietro,
l’abbraccio di oltre 40 mila fedeli, membri delle oltre
2000 Confraternite delle regioni e diocesi d’Italia. Il
Papa li ha incoraggiati a proseguire nel loro generoso
impegno in favore dei più bisognosi, mantenendo sempre
saldo il radicamento nel Vangelo. L’indirizzo
d’omaggio al Pontefice è stato rivolto da mons. Armando
Brambilla, vescovo ausiliare di Roma e delegato della
Conferenza episcopale italiana per le Confraternite e i
Sodalizi, che ha illustrato la ricchezza di carismi
presenti nel vasto e variegato mondo delle Confraternite.
Il Papa ha rivolto un saluto particolare al dott.
Francesco Antonetti, presidente della Confederazione che
raccoglie le Confraternite italiane. Il servizio di Alessandro
Gisotti:
Con la ricchezza dei propri simboli, l’originalità
dei propri abiti, testimonianza di una storia secolare e,
al tempo stesso, di una fede viva e feconda, le
Confraternite d’Italia hanno festosamente “invaso”
Piazza San Pietro per esprimere il proprio affetto filiale
a Benedetto XVI. Un entusiasmo ricambiato dal Santo Padre,
che ha subito voluto mettere l’accento sull’importanza
e l’influsso esercitato da queste realtà “nelle
comunità cristiane d’Italia sin dai primi secoli dello
scorso millennio”. Fin dalle origini, ha ricordato il
Papa, le Confraternite si sono “distinte per le loro
tipiche forme di pietà popolare a cui venivano unite
tante iniziative caritatevoli” verso i sofferenti. Opera
ancor più significativa, ha rilevato, considerando che
esse cominciarono a sorgere durante il Medio Evo “quando
ancora non esistevano forme di assistenza pubblica che
garantissero interventi sociali e sanitari per le fasce più
deboli della collettività”. Ancora oggi, ha rilevato,
"pur essendo cresciuto il benessere economico, non
sono tuttavia scomparse le sacche di povertà" e c'è
perciò "tanto da fare nel campo della solidarietà":
"Le Confraternite non sono però semplici
società di mutuo soccorso oppure associazioni
filantropiche, ma un insieme di fratelli che, volendo
vivere il Vangelo nella consapevolezza di essere parte
viva della Chiesa, si propongono di mettere in pratica il
comandamento dell’amore, che spinge ad aprire il cuore
agli altri, particolarmente a chi si trova in difficoltà.
L’amore evangelico – amore per Dio e per i fratelli
– è il segno distintivo e il programma di vita di ogni
discepolo di Cristo come di ogni comunità
ecclesiale".
D’altro canto, ha proseguito riecheggiando la Deus
caritas est, la carità appartiene alla natura stessa
della Chiesa ed è “espressione irrinunciabile della sua
esistenza”. E’ necessario allora “attingere alla
sorgente, che è Dio stesso”, attraverso la preghiera,
l’ascolto della sua Parola e i Sacramenti. Quindi, il
Papa ha voluto ribadire il ruolo delle Confraternite
nell’Italia di oggi:
"Nella stagione di grandi cambiamenti che
stiamo attraversando, la Chiesa in Italia ha bisogno anche
di voi, cari amici, per far giungere l’annuncio del
Vangelo della carità a tutti, percorrendo vie antiche e
nuove. Radicate sul solido fondamento della fede in
Cristo, le vostre benemerite Confraternite, con la
singolare molteplicità di carismi e la vitalità
ecclesiale che le contraddistingue, continuino dunque a
diffondere il messaggio della salvezza tra il popolo,
operando sulle molteplici frontiere della nuova
evangelizzazione!"
Ha così invitato le Confraternite
a coltivare “sempre un amore profondo verso il Signore e
una docile ubbidienza” ai propri pastori per portare a
compimento la loro missione:
"Mantenendo ben saldi i requisiti dell’'evangelicità'
e dell’'ecclesialità', le vostre Confraternite
continueranno ad essere scuole popolari di fede vissuta e
fucine di santità; potranno proseguire ad essere nella
società 'fermento' e 'lievito' evangelico e contribuire a
suscitare quel risveglio spirituale che tutti
auspichiamo".
Il Papa ha poi incoraggiato le Confraternite a curare
la “formazione spirituale” e di “tendere alla santità”,
seguendo gli esempi di autentica perfezione cristiana. Non
pochi dei vostri confratelli, ha detto, “con coraggio e
grande fede, si sono contraddistinti, nel corso dei secoli
come sinceri e generosi operai del Vangelo, talora sino al
sacrificio della vita”. Oggi, ha concluso Benedetto XVI,
“è ancor più necessario coltivare un vero slancio
ascetico e missionario per affrontare le tante sfide
dell’epoca moderna”.
DISCORSO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Cari
fratelli e sorelle!
Sono
lieto di accogliervi e saluto tutti voi, che idealmente
rappresentate il vasto e variegato mondo delle
Confraternite presenti in ogni regione e diocesi
d’Italia. Saluto i Presuli che vi accompagnano ed
in particolare Mons. Armando Brambilla, Vescovo ausiliare
di Roma e Delegato della Conferenza Episcopale Italiana
per le Confraternite e i Sodalizi, ringraziandolo per le
parole che mi ha rivolto a vostro nome. Saluto il dott.
Francesco Antonetti, Presidente della Confederazione che
raccoglie le Confraternite italiane, come pure i membri
dei Consigli Direttivi e i vostri Assistenti
Ecclesiastici. Voi, cari amici, siete convenuti in Piazza
San Pietro con i vostri caratteristici abiti, che
richiamano antiche tradizioni cristiane ben radicate nel
Popolo di Dio. Grazie per la vostra visita, che vuole
essere una corale manifestazione di fede e nel contempo un
gesto che esprime filiale attaccamento al Successore di
Pietro.
Come non
ricordare subito l’importanza e l’influsso che le
Confraternite hanno esercitato nelle comunità cristiane
d’Italia sin dai primi secoli dello scorso millennio? Molte
di esse, suscitate da persone ripiene di zelo, sono presto
diventate aggregazioni di fedeli laici dediti a porre in
luce alcuni tratti della religiosità popolare legati alla
vita di Gesù Cristo, specialmente la sua passione, morte
e risurrezione, alla devozione verso la Vergine Maria ed i
Santi, unendo quasi sempre concrete opere di misericordia
e di solidarietà. Così, fin dalle origini, le vostre
Confraternite si sono distinte per le loro tipiche forme
di pietà popolare, a cui venivano unite tante iniziative
caritatevoli verso i poveri, i malati e i sofferenti,
coinvolgendo in questa gara di generoso aiuto ai bisognosi
numerosi volontari di ogni ceto sociale. Si comprende
meglio questo spirito di fraterna carità se si tiene
conto che esse cominciarono a sorgere durante il Medio
Evo, quando ancora non esistevano forme strutturate di
assistenza pubblica che garantissero interventi sociali e
sanitari per le fasce più deboli delle collettività. Una
tale situazione è andata perdurando nei secoli successivi
sino, potremmo dire, ai nostri giorni quando, pur essendo
cresciuto il benessere economico, non sono tuttavia
scomparse le sacche di povertà e quindi, oggi come in
passato, c’è ancora molto da fare nel campo della
solidarietà.
Le
Confraternite non sono però semplici società di mutuo
soccorso oppure associazioni filantropiche, ma un insieme
di fratelli che, volendo vivere il Vangelo nella
consapevolezza di essere parte viva della Chiesa, si
propongono di mettere in pratica il comandamento
dell’amore, che spinge ad aprire il cuore agli altri,
particolarmente a chi si trova in difficoltà. L’amore
evangelico – amore per Dio e per i fratelli – è il
segno distintivo e il programma di vita di ogni discepolo
di Cristo come di ogni comunità ecclesiale. Nella Sacra
Scrittura è chiaro che all’amore di Dio è strettamente
legato l’amore per il prossimo (cfr Mc 12,29-31).
"La carità – ho scritto nell’Enciclica Deus
caritas est – non è per la Chiesa una specie di
attività di assistenza sociale che si potrebbe anche
lasciare ad altri, ma appartiene alla sua natura, è
espressione irrinunciabile della sua stessa essenza"
(n. 25). Per comunicare ai fratelli la tenerezza
provvidente del Padre celeste è, tuttavia, necessario
attingere alla sorgente, che è Dio stesso, grazie a soste
prolungate di preghiera, al costante ascolto della sua
Parola e ad un’esistenza tutta centrata nel Signore ed
alimentata dai Sacramenti, specialmente dall’Eucaristia.
Nella
stagione di grandi cambiamenti che stiamo attraversando,
la Chiesa in Italia ha bisogno anche di voi, cari amici,
per far giungere l’annuncio del Vangelo della carità a
tutti, percorrendo vie antiche e nuove. Radicate sul
solido fondamento della fede in Cristo, le vostre
benemerite Confraternite, con la singolare molteplicità
di carismi e la vitalità ecclesiale che le
contraddistingue, continuino dunque a diffondere il
messaggio della salvezza tra il popolo, operando sulle
molteplici frontiere della nuova evangelizzazione! Voi
potrete portare a compimento questa vostra importante
missione, se coltiverete sempre un amore profondo verso il
Signore e una docile ubbidienza ai vostri Pastori. A
queste condizioni, mantenendo ben saldi i requisiti
dell’"evangelicità" e dell’"ecclesialità",
le vostre Confraternite continueranno ad essere scuole
popolari di fede vissuta e fucine di santità; potranno
proseguire ad essere nella società "fermento" e
"lievito" evangelico e contribuire a suscitare
quel risveglio spirituale che tutti auspichiamo.
Vasto è
dunque il campo nel quale dovete lavorare, cari amici, ed
io vi incoraggio a moltiplicare le iniziative ed attività
di ogni vostra Confraternita. Vi chiedo soprattutto di
curare la vostra formazione spirituale e di tendere alla
santità, seguendo gli esempi di autentica perfezione
cristiana, che non mancano nella storia delle vostre
Confraternite. Non pochi vostri confratelli, con coraggio
e grande fede, si sono contraddistinti, nel corso dei
secoli, come sinceri e generosi operai del Vangelo, talora
sino al sacrificio della vita. Seguite le loro orme! Oggi
è ancor più necessario coltivare un vero slancio
ascetico e missionario per affrontare le tante sfide
dell’epoca moderna. Vi protegga e vi guidi la Vergine
Santa, e vi assistano dal Cielo i vostri santi Patroni!
Con tali sentimenti, formulo per voi qui presenti e per
ogni Confraternita d’Italia l’auspicio di un fecondo
apostolato e, mentre assicuro il mio ricordo nella
preghiera, con affetto tutti vi benedico.
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