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CONGEDO DA CASTEL GANDOLFO (29 SETTEMBRE 2010)

Radio Vaticana 29 settembre 2010

Il Papa si congeda da Castel Gandolfo ricordando San Girolamo: "ignorare le Scritture è ignorare Cristo"


Accogliamo e viviamo ogni giorno, con semplicità e gioia, la Parola di Dio: è l’invito lanciato dal Papa, ieri pomeriggio, in occasione del congedo dal personale delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo. Benedetto XVI lascerà oggi pomeriggio la sua residenza estiva nella cittadina laziale per il rientro definitivo in Vaticano. Il servizio di Sergio Centofanti

Il Papa esprime la sua viva riconoscenza al personale delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo per il servizio svolto durante il suo soggiorno estivo. In particolare ha rivolto il suo ringraziamento al direttore, il dott. Saverio Petrillo. Nel suo saluto ha ricordato l’odierna memoria liturgica di San Girolamo, dottore della Chiesa del IV secolo, che pose “al centro della propria vita la Bibbia”, che tradusse in latino, la celebre Vulgata. L’esortazione del Papa è a mettersi, come San Girolamo, “in docile ascolto della Parola di Dio”, una “Parola che illumina, orienta, difende, consola, soccorre”:

“Questo eminente dottore della Chiesa ammoniva che «ignorare le Scritture è ignorare Cristo». Perciò, è fondamentale che ogni cristiano viva in contatto e in dialogo personale con la Parola di Dio, donataci nella Sacra Scrittura, leggendola non come parola del passato, ma come Parola viva, che si rivolge oggi a noi e ci interpella”.

“Ogni cristiano – ha proseguito il Papa - è chiamato ad accogliere e a vivere ogni giorno, con semplicità e gioia, la Parola di verità che il Signore ci ha comunicato”:

“Ciascuno possa conoscere e assimilare sempre più profondamente la Parola di Dio, stimolo e sorgente della vita cristiana per tutte le situazioni e per ogni persona. La Vergine Santa è modello di questo ascolto obbediente: imparate da Lei!”.

Il Papa aveva dedicato a San Girolamo l’udienza generale del 7 novembre del 2007 ricordando le due dimensioni del nostro rapporto con la Parola di Dio: dimensione personale, in quanto messaggio per ciascuno di noi, e comunitaria “per non cadere nell’individualismo”. Benedetto XVI aveva quindi spiegato come leggere la Bibbia:

"Dobbiamo leggerla in comunione con la Chiesa viva …Non dobbiamo mai dimenticare che la Parola di Dio trascende i tempi. Le opinioni umane vengono e vanno. Quanto è oggi modernissimo, domani sarà vecchissimo. La Parola di Dio, invece, è Parola di vita eterna, porta in sé l'eternità, ciò che vale per sempre. Portando in noi la Parola di Dio, portiamo dunque in noi l'eterno, la vita eterna". (Udienza generale del 7 novembre 2007)

SALUTO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
AI DIPENDENTI DELLE VILLE PONTIFICIE
DI CASTEL GANDOLFO

Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo
Mercoledì, 29 settembre 2010
 

Cari fratelli e sorelle!

Prima di accomiatarmi da Castel Gandolfo, a conclusione del soggiorno estivo, mi è gradito accogliervi per questa visita di congedo, che mi offre l’opportunità di esprimere a ciascuno di voi la mia viva riconoscenza per il lavoro che qui svolgete e di congratularmi in particolar modo per l'animo che ispira questo vostro servizio.

Ringrazio il Direttore, Dottor Saverio Petrillo, per le gentili parole rivoltemi e per i sentimenti che, a nome di tutti, mi ha manifestato. Sono lieto di rinnovare, in questa occasione, l’espressione del mio apprezzamento per la competenza e l’accuratezza che Lei, caro Direttore, unitamente a tutto il Personale, dedica alla cura del Palazzo e delle Ville Pontificie. Il Signore ricompensi ciascuno con abbondanti doni celesti e custodisca voi e le vostre famiglie. Grazie a tutti perché, anche questa estate, mi avete accompagnato con la preghiera e con il vostro diuturno lavoro. Mi siete stati sempre vicini e di questo vi sono riconoscente.

Continuate, cari amici, ad offrire la quotidiana testimonianza della vostra fede, soprattutto ponendovi in docile ascolto della Parola di Dio. Oggi, nella liturgia, celebriamo tre eccelsi Messaggeri di questa Parola che illumina, orienta, difende, consola, soccorre: i santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, inviati da Dio, con missioni specifiche, in momenti particolari della storia della salvezza. Ogni cristiano è chiamato ad accogliere e a vivere ogni giorno, con semplicità e gioia, la Parola di verità che il Signore ci ha comunicato. Nel corso dei secoli la Chiesa ha conosciuto splendide figure di fedeli discepoli di Cristo che si sono nutriti assiduamente e con amore della Sacra Scrittura, ponendo in essa profonda fiducia. Domani faremo memoria di san Girolamo, un Padre della Chiesa che ha posto al centro della propria vita la Bibbia: l’ha tradotta nella lingua latina, l’ha commentata nelle sue opere. Questo eminente dottore della Chiesa ammoniva che «ignorare le Scritture è ignorare Cristo» (Commento ad Isaia, prol.). Perciò, è fondamentale che ogni cristiano viva in contatto e in dialogo personale con la Parola di Dio, donataci nella Sacra Scrittura, leggendola non come parola del passato, ma come Parola viva, che si rivolge oggi a noi e ci interpella.

Carissimi, vi assicuro un costante ricordo nella preghiera, affinché ciascuno possa conoscere e assimilare sempre più profondamente la Parola di Dio, stimolo e sorgente della vita cristiana per tutte le situazioni e per ogni persona. La Vergine Santa è modello di questo ascolto obbediente: imparate da Lei! Il Signore vi conceda giorni lieti e santi; lo Spirito Santo arricchisca dei suoi doni le vostre famiglie.

Ed ora, in segno della mia amicizia, imparto di cuore a ciascuno di voi qui presenti ed alle persone a voi care una particolare Benedizione Apostolica.

 

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