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Radio Vaticana, 3 febbraio 2006

“IL COMPITO SCIENTIFICO DEVE ESSERE SEMPRE GUIDATO DA UN CRITERIO ETICO”  E TALE CRITERIO NON È ALTRO CHE IL SERVIZIO ALL’ESSERE UMANO LUNGO TUTTE LE TAPPE DELLA SUA ESISTENZA”.  COSÌ  IL PAPA NEL SUO  MESSAGGIO AL II CONGRESSO CUBANO DI BIOETICA CHE SI E’ SVOLTO IN QUESTI GIORNI ALL’AVANA

- A cura di Luis Badilla -  

Grande partecipazione al secondo Congresso nazionale di bioetica promosso dal Centro “Giovanni Paolo II” all’Avana dal 28 al 30 gennaio scorsi. Le 55 relazioni, 6 delle quali curate specificatamente da scienziati e professori provenienti da diversi Paesi, sono state seguite da oltre 400 persone tra docenti, scienziati, uomini di cultura, esperti, ambasciatori e professionisti in diversi campi della conoscenza tecnico-scientifica.  

Benedetto XVI, nel suo breve messaggio inviato al II Congresso cubano di bioetica, li ha esortati ad “approfondire questo delicato campo della medicina, attraverso varie iniziative che promuovano la diffusione di una bioetica aperta alla trascendenza e alla dignità della persona umana”. Si legge, inoltre, nella lettera a firma del cardinale segretario di Stato, Tarciso Bertone, che “il Papa incoraggia tutti a promuovere un’autentica cultura della vita che, riconoscendo il bene che la ricerca può dare alla società, abbia presente che il compito scientifico deve essere sempre guidato da un criterio etico; criterio che non può essere altro che il servizio all’essere umano, lungo tutte le tappe della sua esistenza … con un atteggiamento di accoglienza e di rispetto da parte di tutti e, dunque, anche da parte dei Governi e delle legislazioni”.  

Ai lavori hanno presso parte anche numerosi esponenti di Congregazioni religiose, studenti di medicina ed anche di altre facoltà universitarie. Questa presenza, che ha sorpreso gli stessi organizzatori, evidenzia quanto siano sentite come prioritarie e fondamentali a Cuba le questioni relative alla bioetica.  

Mons. Alfredo Petit, assistente ecclesiastico del Centro, nel suo intervento a conclusione dei lavori, così come nella sua omelia durante la Messa celebrata  nell’ex Convento San Francesco d’Assisi, sede oggi del Centro “Giovanni Paolo II” per lo studio della bioetica, ha sottolineato diverse volte proprio questa priorità. Il presule ha, tra l’altro, trasmesso a tutti i partecipanti un affettuoso incoraggiamento giunto dalla Conferenza episcopale nella consapevolezza che l’approfondimento onesto, il dialogo costante e sincero tra fede e ragione e soprattutto l’uomo, figlio di Dio rappresentano l’orizzonte verso il quale camminare per trovare le risposte di cui la vita ha sempre bisogno  per rinnovare il suo senso autentico.  

 

LETTERA DEL SANTO PADRE

Venerabili Fratri Nostro
XAVERIO S. R. E. CARDINALI LOZANO BARRAGÁN
Pontificii Consilii pro Valetudinis Administris Praesidi

Decem iam continuos annos tumet ipse, Venerabilis Frater Noster, pastoralem curationem geris passim Valetudinis Administrorum atque Administrarum, quo nempe eodem tempore curam testificaris ipsis pro hominibus infirmis sive aegrotantibus, perinde ac Iesus Christus in terris commorans peculiarem omnino commonstravit suam in languentes benevolentiam.

Huius autem cogitationis et observationis aegrotantium per terras participem se semper esse voluit Episcopus Romanus idque saepenumero ritibus ac precibus, salutationibus ac congressionibus manifesto suis confirmavit. Excitat igitur paternum Nostrum animum studiumque pastorale ipsa conscientia: brevi esse futurum ut Seuli in Corea, die nempe undecimo mensis Februarii – B. Mariae Virginis de Lourdes in commemoratione - mundialis dies "pro infirmis" maiore quidem animorum intentione concelebretur, sicut variis in continentibus fieri quotannis adsolet.

Praesentes Nos scilicet et persona quadam Nostra et tota mentis adfectione videri ac sentiri ibidem cupimus, ne quid Nostri amoris aegris ipsis desit neve communitatis totius ecclesialis fraterna communicatio. Nemo ideo magis Nobis censetur idoneus Nostras ad partes inibi agendas, Nostram vocem repetendam, Nostros significandos sensus quam tu ipse, Venerabilis Frater Noster, Pontificum Maximorum hac in re sententiarum interpres. Quapropter hisce te Litteris Nostris fidenter destinamus ac creamus Nostrum Missum Extraordinarium mundialis ad diei Aegrotantium celebrationem die mensis Februarii huius anni undecimo apud Seulum in Corea.

Aderis itaque pro Nobis adstantesque adloqueris veluti vivis nostris sermonibus gestibus - cum illam pastoralem Ecclesiae curam vehementer rursus inculcabis et ad iam laudabilium maxime operum perseverantiam adhortaberis, tum Apostolica Nostra Benedictione universos recreabis et consolaberis. Esto ideo comes in itinere tecum Miserentissimus ipse Redemptor qui tum tempus tum verbum et actum consentaneum semper habebat hominibus infirmis debilibus aegris.

Ex Aedibus Vaticanis, die XII mensis Ianuarii, anno MMVII, Pontificatus Nostri altero

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