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MESSAGGIO
DI CORDOGLIO PER LA MORTE DI SOLDATI ITALIANI |
Radio Vaticana,
28 aprile 2006
IL
DOLORE DEL PAPA PER I MORTI DI IERI A NASSIRIYA. ED OGGI
IN IRAQ C’E’ L’ENNESIMO BOLLETTINO DI SANGUE: ALMENO
60 I MORTI
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Il servizio di Fausta Speranza -
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Mentre riferiamo del telegramma con cui il Papa ha
espresso il suo profondo dolore per l’uccisione a
Nassiriya di 4 militari, tre italiani e un rumeno,
dobbiamo riferire di altre decine di persone, 49 insorti,
15 soldati governativi e due civili, che hanno perso la
vita anche oggi in Iraq, nella zona
di Baquba (80 km. a nord-est di Baghdad). Nel
telegramma stesso, inviato a nome del Papa dal cardinale
segretario di Stato, Angelo Sodano, a mons. Angelo
Bagnasco, Ordinario militare per l’Italia, si esprime la
ferma riprovazione per il nuovo atto sottolineando che si
aggiunge alle altre “efferate azioni perpetrate in
Iraq”. Nel ricordare che i militari uccisi
a Nassiriya erano impegnati nel “generoso
adempimento della missione di pace”, il Papa
definisce l’eccidio un “ulteriore ostacolo
sulla via della concordia e della ripresa di quel
tormentato Paese”. “Profonda vicinanza spirituale ai
familiari delle vittime” viene assicurata da Benedetto
XVI per un “così grave lutto che colpisce le forze
armate e rumene e le intere rispettive comunità”. E il
pensiero del Papa va “alle giovani vite stroncate”, ma
anche ai feriti, e ai civili e militari impegnati
“nell’arduo compito al servizio della popolazione così
provata”.
E dalla Chiesa in Iraq vengono parole di dolore per
quello che è stato l’ennesimo fatto di sangue.
Ascoltiamo da Baghdad il Patriarca di Babilonia dei Caldei,
Sua Beatitudine Emmanuel Delly:
R.
– Ci dispiace, dispiace a tutti in Iraq, non soltanto a
me ma a tutti, cristiani e musulmani che questa povera
gente, venuta qua per dare la sicurezza della pace, sia
stata uccisa, da chi non sappiamo. La situazione in Iraq
è molto tragica. E’ un caos. Ci sono tanti assassinii,
tanti morti ogni giorno non soltanto fra gli italiani, ma
anche fra i francesi, coreani e in numero ancora maggiore
tra gli iracheni, a centinaia. Ogni giorno sono 30, 20, 25
morti assassinati. E’ una situazione tragica. Dalla
mattina fino alla sera sentiamo che vengono assassinati
tanti iracheni. Prima di ieri, 14 giovani sono stati
assassinati e gettati per strada. L’unica cosa che vi
chiedo, come capo della Chiesa cattolica in Iraq, è di
pregare e far pregare il Signore affinché ci dia la pace,
la tranquillità per poter vivere in pace.
D.
– Di quanto esprime la gente, che ci può dire?
R.
– Cristiani, musulmani
o anche esponenti di altre espressioni religiose,
tutti levano la loro voce al Signore chiedendo la pace e
la tranquillità, di far vivere la gente di questo povero
e martoriato Paese in pace come era prima. Ecco la voce
della gente.
Le salme dei tre militari italiani – il capitano
dell’esercito Nicola Ciardelli, 33 anni, il maresciallo
capo dei carabinieri Franco Lattanzio, 38 anni, e il
maresciallo capo dei carabinieri Carlo De Trizio, 37 anni
– torneranno
a Roma domani. Questa mattina nella Basilica di Santa
Maria Maggiore è stata celebrata una Messa in suffragio
dei caduti officiata dall’arcivescovo Angelo Bagnasco. I
funerali dovrebbero svolgersi martedì 2 maggio a Roma. In
Italia il cordoglio è unanime, così come in Romania. Il
militare romeno ucciso
aveva 28 anni, era sposato e avrebbe terminato la
sua missione ai primi di giugno. Faceva parte del
contingente inviato da Bucarest per partecipare alle forze
di coalizione, che è
di 860 unità.
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