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DISCORSO
ALLA DELEGAZIONE ANTI DEFAMATION LEAGUE (12 OTTOBRE 2006) |
DIO
BENEDICA OGNI SFORZO CONTRO OGNI ABUSO DELLA RELIGIONE: COSÌ
BENEDETTO XVI, RICEVENDO LA DELEGAZIONE DELLA
ANTI-DEFAMATION LEAGUE
“Che
Dio benedica ogni sforzo per eliminare ogni abuso della
religione quale alibi per l’odio e la violenza”: è
l’invocazione di Benedetto XVI, rivolto alla delegazione
della Anti-Defamation League,
ricevuta oggi in Vaticano. Il servizio di Roberta Gisotti.
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Fondata
negli Stati Uniti nel 1913, l’Anti-Defamation
League è un’asso-ciazione
che combatte l’antisemitismo, tutti i tipi di
intolleranza, e lotta per la tutela dei diritti civili
attraverso una rete di 30 uffici nazionali nel mondo. Già
molte volte ricevuta da Giovanni Paolo II, è stata
accolta stamani da Benedetto XVI, che ha auspicato “relazioni
non solo di tolleranza ma di autentico rispetto”,
basate su una migliore conoscenza e scoperta reciproca,
necessaria a sostenere i leader religiosi, politici,
accademici ed economici che oggi nel nostro mondo sono
seriamente interpellati per “far progredire il dialogo
tra popoli e culture”.
“Ebrei,
Cristiani, Musulmani condividono
infatti molte opinioni comuni e ci sono numerose
aree di impegno umanitario e sociale nelle quali - ha
sollecitato il Papa - possiamo e dobbiamo cooperare”.
Del
resto – ha osservato il Santo Padre – “
la Dichiarazione
del Concilio Vaticano II Nostra
Aetate, ricorda che le
radici ebraiche del Cristianesimo ci impongono di superare
i conflitti del passato e di creare nuovi legami di
amicizia e collaborazione”.
E
afferma “in particolare che
la Chiesa
deplora tutte le forme di odio o
persecuzione dirette contro gli Ebrei e tutte le
manifestazioni di antisemitismo in ogni tempo e da
qualunque fonte provengano”. A quarant’anni
dalla Dichiarazione molti passi avanti sono stati fatti,
ha concluso Benedetto XVI, auspicando il progredire di un
dialogo franco, base per solidi e fruttuosi rapporti.
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DISCORSO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
ALLA DELEGAZIONE DELL’"ANTI-DEFAMATION LEAGUE"
Sala
dei Papi
Giovedì, 12 ottobre 2006
Cari
amici,
sono
lieto di accogliere in Vaticano la delegazione della
Anti-Defamation League. In numerose occasioni avete fatto
visita al mio predecessore Papa Giovanni Paolo II e io
continuo con gioia a incontrare i gruppi che rappresentano
il popolo ebraico.
Nel mondo
di oggi, i responsabili della religione, della politica,
del mondo accademico e dell'economia vengono seriamente
sfidati a migliorare il livello di dialogo fra popoli e
fra culture. Per fare questo in maniera efficace sono
necessari un approfondimento della nostra comprensione
reciproca e una dedizione comune all'edificazione di una
società caratterizzata da sempre maggiori giustizia e
pace. Dobbiamo conoscerci meglio e, rafforzati da questa
scoperta reciproca, instaurare rapporti non solo di
tolleranza, ma anche di autentico rispetto. Infatti,
ebrei, cristiani e musulmani hanno molte convinzioni
comuni ed esistono numerose aree di impegno umanitario e
sociale nelle quali possiamo e dobbiamo cooperare.
La
Dichiarazione del Concilio Vaticano II Nostra Aetate ci
ricorda che le radici ebraiche del cristianesimo ci
obbligano a superare i conflitti del passato e a creare
nuovi vincoli di amicizia e di collaborazione. Afferma in
particolare che la Chiesa deplora tutte le forme di odio o
persecuzione contro gli Ebrei e ogni manifestazione di
antisemitismo in qualsiasi tempo e da qualsiasi fonte essa
provenga (Cfr n. 4). I quaranta anni trascorsi dalla
Dichiarazione hanno prodotto molti risultati positivi e
sono stati anche testimoni di alcuni primi passi, forse
ancora troppo esitanti, verso un dialogo più aperto sui
temi religiosi. È proprio a tale livello di scambio e
dialogo sinceri che troveremo la base e la motivazione per
un rapporto solido e fecondo.
Che
L'Eterno, nostro Padre nei Cieli, benedica ogni sforzo
volto a eliminare dal mondo qualsiasi errato uso della
religione quale pretesto per l'odio e per la violenza. Che
Egli benedica tutti voi, le vostre famiglie e le vostre
comunità.
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Copyright 2006 - Libreria Editrice Vaticana
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