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DISCORSO
AI PARTECIPANTI ALL'INCONTRO PROMOSSO DAI
DEMOCRATICI |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 21 settembre 2007
Pace,
giustizia, vita, famiglia, al centro del discorso del Papa
ai politici di ispirazione cristiana. Forte appello alla
libertà di culto e alla lotta contro il terrorismo nel
rispetto dello stato di diritto. L'invito ai politici
cristiani: siate coerenti
I
cristiani siano il “sale” dell'agire politico in tutto
il mondo, con i loro valori e ideali promossi in difesa
della vita e della famiglia e, in modo ampio, dei diritti
fondamentali di ogni persona. E’ la “consegna” che
Benedetto XVI ha lasciato ai membri dell’Internazionale
Democratica di Centro e Democratico Cristiana, ricevuti in
udienza nella tarda mattinata di oggi, a Castel Gandolfo.
Il Papa ha sollecitato a una strenua lotta contro il
terrorismo e il fondamentalismo religioso che alimenta, da
combattere - ha detto - con l’apertura alla solidarietà
e alla libertà di culto. Il servizio di Alessandro De
Carolis:
Se la politica, nella sua accezione più alta, è
l’impegno a cogliere il bene tanto del singolo quanto
della cosa pubblica, le derive attuali che scambiano il
bene con il “profitto” o la fede in Dio in uno
strumento di guerra vanno combattute con “determinazione
ed efficacia” da chi crede negli ideali sociali mutuati
dal Vangelo. E questo vale tanto per l’Europa quanto per
l’America Latina, continenti nei quali la tradizione
cristiana è antica quasi quanto la storia dei loro
popoli. Quella di Benedetto XVI è stata un’ampia e
dettagliata esortazione rivolta a chi, ha osservato
all’inizio, ha impostato il suo lavoro politico sui
valori della “centralità della persona” e sul
“rispetto dei diritti umani:
“Quando, in effetti, i diritti umani sono violati,
è la stessa dignità della persona ad essere ferita; se
la giustizia vacilla, la pace è in pericolo. D’altra
parte, la giustizia, dal canto suo, può dirsi veramente
umana, solo se la visione etica e morale sulla quale si
fonda è centrata sulla persona e sulla sua inalienabile
dignità”.
L'organizzazione politica alla quale il Papa ha
affidato il proprio pensiero, l’Internazionale
Democratica di Centro (IDC), conta un centinaio di
iscritti - che hanno rappresentanze, sotto altre sigle sia
nel Parlamento europeo sia nell’Organizzazione cristiano
democratica d'America (ODCA) - e ha come scopo la
promozione del cristianesimo democratico e delle politiche
centriste. Nel suo indirizzo di saluto a benedetto XVI,
l’attuale presidente dell’IDC, il leader dell'UDC
italiana, Pier Ferdinando Casini, ha ribadito l’impegno
dell’organismo a “contrastare le politiche che
minacciano l’uomo”. E il Papa ha individuato gli
ambiti nei quali tale impegno deve agire con forza per
impedire il rafforzamento di “ideologie che possono
oscurare o confondere le coscienze e veicolare una
illusoria visione della verità e del bene”:
“Esiste, ad esempio, in campo economico una
tendenza che identifica il bene con il profitto e in tal
modo dissolve la forza dell’ethos dall’interno,
finendo per minacciare il profitto stesso. Alcuni
ritengono che la ragione umana sia incapace di cogliere la
verità e, pertanto, di perseguire il bene corrispondente
alla dignità della persona. C’è poi chi valuta
legittima l’eliminazione della vita umana nella sua fase
prenatale o in quella terminale".
Preoccupante, ha proseguito il Pontefice, è inoltre la
crisi in cui versa la famiglia, cellula fondamentale della
società fondata sul matrimonio indissolubile di un uomo e
di una donna. “L’esperienza - ha osservato - dimostra
che quando la verità dell’uomo è oltraggiata, quando
la famiglia è minata nelle sue fondamenta, la pace stessa
è minacciata, il diritto rischia di essere compromesso e,
come logica conseguenza, si va incontro a ingiustizie e
violenze”.
Ma anche la mancanza di libertà religiosa mina la
pace. Questo diritto, che Benedetto XVI ha definito
“fondamentale, insopprimibile, inalienabile ed
inviolabile, radicato nella dignità di ogni essere umano
e riconosciuto da vari documenti internazionali”,
comprende “anche il diritto di cambiare religione”:
“L’apertura alla trascendenza costituisce una
garanzia indispensabile per la dignità umana perché ci
sono aneliti ed esigenze del cuore di ogni persona che
solo in Dio trovano comprensione e risposta. Non si può
pertanto escludere Dio dall’orizzonte dell’uomo e
della storia! Ecco perché va accolto il desiderio comune
a tutte le tradizioni autenticamente religiose di mostrare
pubblicamente la propria identità, senza essere costretti
a nasconderla o mimetizzarla”.
E rispettare la religione, ha incalzato il Papa,
“contribuisce, inoltre, a smentire il ripetuto
rimprovero di aver dimenticato Dio, con cui alcune reti
terroristiche cercano pretestuosamente di giustificare le
loro minacce alla sicurezza delle società occidentali”.
"Il terrorismo rappresenta un fenomeno
gravissimo, che spesso arriva a strumentalizzare Dio e
disprezza in maniera ingiustificabile la vita umana. La
società ha certo il diritto di difendersi, ma questo
diritto, come ogni altro, va sempre esercitato nel pieno
rispetto delle regole morali e giuridiche anche per quanto
concerne la scelta degli obiettivi e dei mezzi. Nei
sistemi democratici l'uso della forza non giustifica mai
la rinuncia ai principi dello Stato di diritto. (…) Il
terrorismo va combattuto con determinazione ed efficacia,
nella consapevolezza che, se il male è un mistero
pervasivo, la solidarietà degli uomini nel bene è un
mistero ancor più diffusivo”.
Benedetto XVI ha congedato il folto gruppo giunto in
udienza - circa 200 persone - ripetendo una sua ferma
convinzione: che la “coerenza dei cristiani sia
“indispensabile anche nella vita politica, perché il
‘sale’ dell’impegno apostolico non perda il suo
‘sapore’ e la ‘luce’ degli ideali evangelici non
venga oscurata nella loro azione quotidiana”.
DISCORSO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Signor
Presidente,
onorevoli
Parlamentari,
distinti
Signore e Signori!
Sono
lieto di accogliervi durante i lavori del Comitato
Esecutivo dell’Internazionale Democratica di Centro e
Democratico Cristiana e desidero, anzitutto, rivolgere un
cordiale saluto alle numerose Delegazioni presenti, che
provengono da tante nazioni del mondo. Un particolare
saluto dirigo al Presidente, On. Pier Ferdinando Casini, e
lo ringrazio per le cortesi parole che mi ha rivolto a
nome dei presenti. La vostra visita mi dà l’opportunità
di offrire alla vostra attenzione alcune considerazioni su
valori e ideali che sono stati forgiati o approfonditi in
maniera decisiva dalla tradizione cristiana in Europa e
nel mondo intero.
So che
voi, pur nella varietà delle vostre provenienze,
condividete non pochi dei suoi principi, come ad esempio
la centralità della persona ed il rispetto dei diritti
umani, l’impegno per la pace e la promozione della
giustizia per tutti. Voi fate pertanto riferimento a
principi fondamentali, che sono tra loro correlati, come
dimostra l’esperienza della storia. Quando, in effetti,
i diritti umani sono violati, è la stessa dignità della
persona ad essere ferita; se la giustizia vacilla, la pace
è in pericolo. D’altra parte, la giustizia, dal canto
suo, può dirsi veramente umana, solo se la visione etica
e morale sulla quale si fonda è centrata sulla persona e
sulla sua inalienabile dignità.
Onorevoli
Signori e Signore, la vostra attività, che si ispira a
tali principi, oggi è resa ancor più difficile dal clima
di profondi mutamenti che vivono le nostre comunità. Per
questo vorrei ancor più incoraggiarvi a proseguire nello
sforzo di servire il bene comune, adoperandovi a far sì
che non si diffondano, né si rafforzino ideologie che
possono oscurare o confondere le coscienze e veicolare una
illusoria visione della verità e del bene. Esiste, ad
esempio, in campo economico una tendenza che identifica il
bene con il profitto e in tal modo dissolve la forza
dell’ethos dall’interno, finendo per minacciare
il profitto stesso. Alcuni ritengono che la ragione umana
sia incapace di cogliere la verità e, pertanto, di
perseguire il bene corrispondente alla dignità della
persona. C’è poi chi valuta legittima l’eliminazione
della vita umana nella sua fase prenatale o in quella
terminale. Preoccupante è inoltre la crisi in cui versa
la famiglia, cellula fondamentale della società fondata
sul matrimonio indissolubile di un uomo e di una donna.
L’esperienza dimostra che quando la verità dell’uomo
è oltraggiata, quando la famiglia è minata nelle sue
fondamenta, la pace stessa è minacciata, il diritto
rischia di essere compromesso e, come logica conseguenza,
si va incontro a ingiustizie e violenze.
C’è un
altro ambito che a voi sta a cuore ed è quello della
difesa della libertà religiosa, diritto fondamentale
insopprimibile, inalienabile ed inviolabile, radicato
nella dignità di ogni essere umano e riconosciuto da vari
documenti internazionali, fra i quali, anzitutto, la
Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
L’esercizio di tale libertà comprende anche il diritto
di cambiare religione, che va garantito non soltanto
giuridicamente, bensì pure nella pratica quotidiana. La
libertà religiosa risponde, infatti, all’intrinseca
apertura della creatura umana a Dio, Verità piena e Bene
sommo e la sua valorizzazione costituisce un’espressione
fondamentale di rispetto della ragione umana e della sua
capacità di verità. L’apertura alla trascendenza
costituisce una garanzia indispensabile per la dignità
umana perché ci sono aneliti ed esigenze del cuore di
ogni persona che solo in Dio trovano comprensione e
risposta. Non si può pertanto escludere Dio
dall’orizzonte dell’uomo e della storia! Ecco perché
va accolto il desiderio comune a tutte le tradizioni
autenticamente religiose di mostrare pubblicamente la
propria identità, senza essere costretti a nasconderla o
mimetizzarla.
Il
rispetto della religione contribuisce, inoltre, a smentire
il ripetuto rimprovero di aver dimenticato Dio, con cui
alcune reti terroristiche cercano pretestuosamente di
giustificare le loro minacce alla sicurezza delle società
occidentali. Il terrorismo rappresenta un fenomeno
gravissimo, che spesso arriva a strumentalizzare Dio e
disprezza in maniera ingiustificabile la vita umana. La
società ha certo il diritto di difendersi, ma questo
diritto, come ogni altro, va sempre esercitato nel pieno
rispetto delle regole morali e giuridiche anche per quanto
concerne la scelta degli obiettivi e dei mezzi. Nei
sistemi democratici l'uso della forza non giustifica mai
la rinuncia ai principi dello stato di diritto. Si può,
infatti, proteggere la democrazia minacciandone le
fondamenta? Occorre dunque tutelare strenuamente la
sicurezza della società e dei suoi membri, salvaguardando
tuttavia i diritti inalienabili di ogni persona. Il
terrorismo va combattuto con determinazione ed efficacia,
nella consapevolezza che, se il male è un mistero
pervasivo, la solidarietà degli uomini nel bene è un
mistero ancor più diffusivo.
La
dottrina sociale della Chiesa Cattolica offre, al
riguardo, elementi di riflessione utili per promuovere la
sicurezza e la giustizia, sia a livello nazionale che
internazionale, a partire dalla ragione, dal diritto
naturale ed anche dal Vangelo, a partire cioè da quanto
è conforme alla natura di ogni essere umano ed anche la
trascende. La Chiesa sa che non è suo compito far
essa stessa valere politicamente questa sua dottrina: del
resto suo obbiettivo è servire la formazione della
coscienza nella politica e contribuire affinché cresca la
percezione delle vere esigenze della giustizia e, insieme,
la disponibilità ad agire in base ad esse, anche quando
ciò contrastasse con situazioni di interesse personale
(cfr Deus caritas est, 28). In questa sua
missione, la Chiesa è mossa dall’amore per Dio e per
l’uomo e dal desiderio di collaborare con tutte le
persone di buona volontà per costruire un mondo dove
vengano salvaguardati la dignità e i diritti inalienabili
di tutte le persone. A quanti condividono la fede in
Cristo, la Chiesa chiede di testimoniarla oggi, con ancor
più grande coraggio e generosità. La coerenza dei
cristiani è infatti indispensabile anche nella vita
politica, perché il "sale" dell’impegno
apostolico non perda il suo "sapore" e la
"luce" degli ideali evangelici non venga
oscurata nella loro azione quotidiana.
Onorevoli
Signori e Signore, grazie ancora una volta per questa
vostra gradita visita. Mentre formulo fervidi voti per il
vostro lavoro, assicuro un ricordo nella preghiera perché
Iddio benedica voi, le vostre famiglie e vi ottenga
saggezza, coerenza e vigore morale per servire la grande e
nobile causa dell’uomo e del bene comune.
©
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