Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio Vaticana,
3 maggio 2006
BENEDETTO
XVI, IERI POMERIGGIO AL SANTUARIO ROMANO DEL DIVINO AMORE,
HA PREGATO PER LE SOFFERENZE DEGLI UOMINI AFFIDANDOLE A
MARIA: LA RECITA
DEL ROSARIO
CON CENTINAIA DI FEDELI E UN PENSIERO AI CADUTI DI
NASSIRIYA E ALLE VITTIME DELLA SCIAGURA DI ISCHIA
In
visita al santuario romano del Divino Amore, ieri
pomeriggio, Benedetto XVI
ha pregato Maria, Regina della Pace, perché il
mondo sia liberato dalle guerre e dal terrorismo. Nel
primo giorno del mese dedicato alla Madonna, il Papa ha
presieduto la recita del Rosario affidando poi alla
materna intercessione della Vergine i militari che la
settimana scorsa hanno perso la vita a Nassiriya e la
famiglia di Ischia colpita dalla frana di domenica. Il
servizio di Tiziana Campisi:
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A
Maria Benedetto XVI ha affidato le necessità degli
uomini, le speranze, le vicende liete e quelle dolorose.
Per questo, nel suo discorso al termine della recita del
Rosario, ha ricordato anche la sciagura della famiglia di
Ischia e i militari rimasti uccisi in Iraq giovedì
scorso. Il Pontefice ha voluto rinnovare l’esperienza di
Giovanni Paolo II, che proprio 27 anni fa, visitò per la
prima volta da Papa l’antico Santuario del Divino Amore
la cui storia è legata ad un miracolo accaduto, nel 1740,
ad un viandante diretto a San Pietro. Dopo la meditazione
dei misteri gaudiosi, attraverso i quali - ha detto il
Papa - è possibile contemplare la fede docile di Maria,
che si fida senza riserve di Dio mettendosi totalmente
nelle sue mani, Benedetto XVI ha spiegato cosa significa
venerare la Vergine come Madonna del Divino Amore. Un
titolo che consente di comprendere meglio il legame di
Maria con lo Spirito Santo. L’Amore eterno del Padre e
del Figlio l’ha anzitutto preservata dal peccato, l’ha
accompagnata durante la sua vita. Maria è frutto e segno
dell’amore che Dio ha per noi, ha detto Benedetto XVI,
della sua tenerezza e misericordia:
“Per
questo, insieme ai nostri fratelli nella fede di ogni
tempo e di ogni luogo, ci rivolgiamo a Lei nelle nostre
necessità e speranze, nelle vicende liete e dolorose
della vita. Il mio pensiero va in questo momento, con
profonda partecipazione, alla famiglia dell’isola di
Ischia, colpita dalla sciagura avvenuta ieri”.
Ha
chiesto preghiere ai fedeli il Papa; per i sofferenti, i
bambini, per la Chiesa e per l’Italia, ma sottolineando
la necessità della conversione. Come i romani promisero
alla Madonna del Divino Amore di correggere la propria
condotta morale, quando nel 1944 la pregarono di
preservare l’Urbe dagli orrori della guerra, così
Benedetto XVI ha esortato a conformarsi di più a Cristo:
“Anche
oggi c’è bisogno di conversione a Dio, a Dio Amore,
perché il mondo sia liberato dalle guerre e dal
terrorismo. Ce lo ricordano
purtroppo le vittime, come i militari caduti giovedì
scorso a Nassiriya, in Iraq, che affidiamo alla materna
intercessione di Maria, Regina della pace”.
Infine
l’invito già formulato nell’enciclica
Deus caritas est:
“…
viviamo l’amore e così facciamo entrare la luce di Dio
nel mondo”.
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