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DISCORSO AI DOCENTI E AGLI STUDENTI DEGLI ATENEI PONTIFICI (23 OTTOBRE 2006)

Fonte, Radio Vaticana, 24 ottobre 2006

“SOLO SE PROVENGONO DAL SILENZIO DELLA CONTEMPLAZIONE LE NOSTRE PAROLE POSSONO AVERE VALORE E NON RICADERE NELL’INFLAZIONE DEI DISCORSI DEL MONDO CHE RICERCANO IL CONSENSO DELL’OPINIONE COMUNE”: COSÌ IL PAPA IERI POMERIGGIO NEL SALUTO A DOCENTI E STUDENTI DEGLI ATENEI PONTIFICI PER L’INIZIO DELL’ANNO ACCADEMICO  

L’importanza della vita spirituale e la necessità di curare maturazione umana e formazione ascetico-religiosa insieme alla crescita culturale. E’ quanto ha voluto ribadire il Papa incontrando ieri docenti e allievi delle Università Pontificie al termine della Messa per l’apertura del nuovo anno accademico. La cerimonia è stata presieduta dal cardinale Zenon Grocholewski, prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, che ai presenti ha detto: “mettete il vostro studio a servizio della Comunità e per la Gloria di Dio”. Il servizio di Gabriella Ceraso:  

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Una comunità accademica varia, per nazionalità e cultura dei suoi 15 mila componenti, ma non per questo dispersiva, bensì unita da comuni criteri di formazione e, soprattutto, dalla fedeltà al Magistero. Così il Papa ha definito rettori, docenti e alunni di università e atenei pontifici, che hanno atteso il suo indirizzo per il nuovo anno, ieri, al termine della Messa nella Basilica Vaticana nell’appuntamento tradizionale voluto da Giovanni Paolo II e ripreso per la prima volta, quest’anno, da Benedetto XVI. Per diventare autentici discepoli di Gesù, accanto alla crescita culturale - ha detto il Papa - sono prioritari la vita spirituale, la cura della formazione ascetica e della maturazione umana:  

“L’approfondimento delle verità cristiane e lo studio della teologia o di altra disciplina religiosa presuppongono un’educazione al silenzio e alla contemplazione, perché occorre diventare capaci di ascoltare con il cuore Dio che parla”.  

Purificazione nel pensiero, dunque, per ascoltare Dio che parla:  

“Solo se provengono dal silenzio della contemplazione le nostre parole possono avere qualche valore ed utilità e non ricadere nell’inflazione dei discorsi del mondo che ricercano il consenso dell’opinione comune. Chi studia in un Istituto ecclesiastico deve pertanto disporsi all’obbedienza e alla verità e quindi coltivare una speciale ascesi del pensiero e della parola”.   

“Tale ascesi si basa sulla familiarità amorosa con la Parola di Dio”, ha detto il Papa, che per questo ha sollecitato i presenti:  

“Domandate a Lui:Maestro, insegnaci a pregare ed anche insegnaci a pensare, a scrivere e a parlare’. Perché queste cose sono, tra loro, strettamente connesse”.  

“Il vostro apostolato – ha concluso il Papa – sarà domani ricco, soprattutto se alimentate il vostro personale rapporto con Lui, tendendo alla santità e avendo come unico scopo della vostra esistenza la realizzazione del Regno di Dio”.  

In precedenza, durante l’Omelia, il cardinale Grocholewski aveva ribadito al Papa l’intenzione dei presenti di essere strumento mediante il quale Dio possa parlare ed aveva raccomandato ai giovani di non perdere di vista Dio, fonte dei nostri talenti, che ci rendono ricchi se non  li accumuliamo per noi, ma li indirizziamo al servizio della comunità.

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