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UDIENZA
AI VESCOVI DELL'ECUADOR (16 OTTOBRE 2008)
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Radio
Vaticana 16 ottobre 2008
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La
Chiesa può intervenire con giudizi morali anche
su questioni politiche che interessano la dignità
della persona: così il Papa ai vescovi
dell’Ecuador
Reclamare
l’attenzione della società sui valori che
rendono la vita umana più giusta e solidale: il
compito assegnato da Benedetto XVI ai vescovi
dell’Ecuador in visita ad Limina, ricevuti
stamane nella Sala del Concistoro in vaticano.
Servizio di Roberta Gisotti:
Vi chiedo un grande sforzo da compiere non
senza sacrifici, ha detto il Papa ai presuli
ecuadoregni. Sebbene l’attività delle Chiesa
non possa confondersi con gli affari politici –
ha chiarito Benedetto XVI - può offrire
all’insieme della comunità umana il proprio
contributo attraverso la riflessione e i giudizi
morali, anche su questioni politiche che
interessano in modo particolare la dignità della
persona.
Tra queste, il Santo Padre ha posto in evidenza
per l’importanza che rivestono per il futuro del
popolo ecuadoregno: “la promozione e la stabilità
della famiglia, fondata sul vincolo dell’amore
tra un uomo ed una donna, la difesa della vita
umana dal primo momento del concepimento fino al
suo termine naturale, e così pure la
responsabilità dei genitori nell’educazione
morale dei figli, attraverso la quale si
trasmettono alle nuove generazioni i grandi valori
umani e cristiani che hanno forgiato l’identità
degli ecuadoregni". Ha raccomandato poi il
Papa che si presti attenzione speciale
all’azione caritativa verso tutte le persone in
stato di necessità: “anziani, bambini emigrati,
e così anche donne abbandonate e maltrattate”.
Per realizzare tutto ciò la Chiesa dell’Ecuador
ha osservato il Papa ha bisogno di “un laicato
maturo e impegnato che con una solida formazione
dottrinale e una profonda vita interiore, viva la
propria vocazione specifica: quella di illuminare
con la luce di Cristo la realtà umana, sociale,
culturale e politica”.
Tra le questioni pastorali Benedetto XVI ha
incoraggiato l’impegno missionario, che poggia
in particolare sui sacerdoti e sui religiosi e
l’impegno vocazionale che deve coinvolgere
gruppi, movimenti e persone che operano nelle
diocesi, a fronte della scarsità del clero in
molte zone del Paese.
Ricordiamo che l’Ecuador è tra i Paesi più
poveri dell’America Latina, interessato negli
ultimi anni da turbolenze socio-politiche, che
hanno infine portato all’elezione nel novembre
2006 dell’attuale presidente e capo del Governo,
Rafael Correa. Circa 13 milioni e mezzo i suoi
abitanti, per oltre il 90 per cento cattolici.
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DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
AI VESCOVI DELL'ECUADOR
IN VISITA "AD LIMINA APOSTOLORUM"
Giovedì, 16
ottobre 2008
Cari
fratelli nell'episcopato,
1. Con
grande gioia vi ricevo nella vostra visita ad limina,
che ho atteso con tanto piacere e che mi offre
l'opportunità di mettere in pratica il mandato che il
Signore ha affidato all'apostolo Pietro di confermare i
fratelli nella fede (cfr. Lc 22, 32). Prima di
tutto, permettetemi di esprimervi le mie più sentite
condoglianze per la morte del cardinale Antonio José González
Zumárraga, arcivescovo emerito di Quito, che con tanta
abnegazione e fedeltà ha servito la Chiesa fino alla fine
dei suoi giorni. Prego il Signore per il suo eterno riposo
e affinché accresca la feconda opera realizzata da un
pastore così esemplare.
Ringrazio
monsignor Antonio Arregui Yarza, arcivescovo di Guayaquil
e presidente della Conferenza episcopale, per le cordiali
parole che mi ha rivolto, con le quali ha espresso i
vostri sentimenti di affetto e di comunione, e anche i
principali aneliti che animano la vostra missione di
successori degli apostoli. Anch'io, mosso dalla
sollecitudine di pastore della Chiesa universale, mi sento
molto unito alle vostre preoccupazioni e vi incoraggio a
proseguire con speranza la generosa opera al servizio
delle comunità diocesane che vi sono state affidate.
2.
Constato con soddisfazione che una delle iniziative
pastorali che considerate più urgenti per la Chiesa in
Ecuador è la realizzazione della "grande
missione" annunciata dall'Episcopato Latinoamericano
ad Aparecida (cfr. Documento conclusivo, n. 362), e
che è stata confermata nel terzo congresso americano
missionario, svoltosi a Quito lo scorso agosto. La
chiamata che il Signore Gesù rivolse agli apostoli,
inviandoli a predicare il suo messaggio di salvezza e a
fare di tutte le nazioni suoi discepoli (cfr. Mt
28, 16-20), deve essere per tutta la comunità ecclesiale
un motivo costante di meditazione e la ragion d'essere di
ogni azione pastorale. Anche oggi, come in tutte le epoche
e in tutti i luoghi, gli uomini hanno bisogno di un
incontro personale con Cristo, in cui possano sperimentare
la bellezza della sua vita e la verità del suo messaggio.
Per far
fronte alle numerose sfide della vostra missione, in un
contesto culturale e sociale che sembra aver dimenticato
le radici spirituali più profonde della sua identità, vi
invito ad aprirvi con docilità all'azione dello Spirito
Santo, affinché, sotto l'impulso della sua forza divina,
si rinnovi l'ardore missionario degli inizi della
predicazione evangelica, e anche del primo annuncio del
Vangelo nella vostra terra. Risulta pertanto necessario
compiere un generoso sforzo di diffusione della Parola di
Dio, di modo che nessuno resti senza questo
imprescindibile nutrimento spirituale, fonte di vita e di
luce. La lettura e la meditazione della Sacra Scrittura,
in privato e in comunità, porterà all'intensificazione
della vita cristiana, e anche a un rinnovato impulso
apostolico in tutti i fedeli.
3.
D'altro canto, siete pienamente consapevoli che questo
sforzo missionario si basa in modo particolare sui
sacerdoti. Come padri e fratelli, pieni di amore e di
riconoscenza verso i vostri presbiteri, dovete
accompagnarli con la preghiera, l'affetto e la vicinanza,
garantendo loro, inoltre, un'adeguata formazione
permanente che li aiuti a mantenere viva la loro vita
sacerdotale. Continuate anche a incoraggiare i religiosi
nella loro testimonianza di vita consacrata, che tanti
frutti di santità e di evangelizzazione ha recato in
quelle terre, ed esortateli affinché, fedeli al loro
carisma e in piena comunione con i pastori, proseguano nel
loro generoso servizio alla Chiesa.
Allo
stesso tempo, dinanzi allo scarso numero di sacerdoti in
molte zone del vostro paese, vi state impegnando con
decisione a coinvolgere tutti i gruppi, i movimenti e le
persone delle vostre diocesi in un'ampia e generosa
pastorale vocazionale, seminando nei giovani la passione
per la figura di Gesù e i grandi ideali del Vangelo.
Questo sforzo deve essere accompagnato dalla massima cura
nella selezione e nella preparazione intellettuale, umana
e spirituale dei seminaristi. In tal modo, fedeli agli
insegnamenti del magistero e con la chiara consapevolezza
di essere ministri di Cristo il Buon Pastore, potranno
accettare con gioia e responsabilità le esigenze del
futuro ministero.
4. In
questa importante fase della storia, la Chiesa in Ecuador
ha bisogno di un laicato maturo e impegnato che, con una
salda formazione dottrinale e una profonda vita interiore,
viva la sua vocazione specifica: illuminare con la luce di
Cristo tutta la realtà umana, sociale, culturale e
politica (cfr. Lumen
gentium, n. 31).
A tale
proposito, desidero ringraziarvi per lo sforzo che state
compiendo, non senza grandi sacrifici, per attirare
l'attenzione della società su quei valori che rendono la
vita umana più giusta e solidale. Sebbene l'attività
della Chiesa non si possa confondere con l'operato
politico (cfr. Deus
Caritas est, n. 28), essa deve offrire all'insieme
della comunità umana il proprio contributo attraverso la
riflessione e i giudizi morali, anche su quelle questioni
politiche che toccano in modo particolare la dignità
della persona (cfr. Gaudium
et spes, n. 76). Fra di esse bisogna menzionare,
anche per la loro importanza per il futuro del vostro
paese, la promozione e la stabilità della famiglia,
fondata sul vincolo dell'amore fra un uomo e una donna, la
difesa della vita umana dal primo momento del suo
concepimento alla sua fine naturale, e anche la
responsabilità dei genitori nell'educazione morale dei
figli, nella quale si trasmettono alle nuove generazioni i
grandi valori umani e cristiani che hanno forgiato
l'identità dei vostri popoli.
Vi esorto
anche vivamente a prestare un'attenzione particolare
all'azione caritativa delle vostre Chiese, nella quale si
renda presente l'amore misericordioso di Cristo,
soprattutto verso le persone che sono nel bisogno, gli
anziani, i bambini, gli emigranti e anche le donne
abbandonate o maltrattate.
5. Cari
fratelli, la recente canonizzazione
di santa Narcisa
di Gesù Martillo Morán, mette in risalto la fecondità
spirituale delle vostre comunità. Che l'esempio e
l'intercessione di questa giovane santa ecuatoriana
conferisca una rinnovata vitalità e un maggiore zelo
apostolico a tutte le vostre Chiese particolari, affinché,
piene di fede e di speranza, si lancino nell'appassionante
compito di seminare il Vangelo nel cuore di tutti gli
uomini e le donne di questa terra benedetta!
Al
termine di questo incontro fraterno, vi ribadisco il mio
incoraggiamento nel vostro compito pastorale e vi chiedo
di trasmettere il saluto e la vicinanza del Papa ai vostri
sacerdoti, ai diaconi e ai seminaristi, ai missionari, ai
religiosi e alle religiose, e a tutti i fedeli laici. Con
questi ferventi auspici, e invocando la protezione della
Vergine Maria, vi imparto con affetto la Benedizione
Apostolica.
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