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UDIENZA
ALLA FEDERAZIONE ITALIANA ESERCIZI SPIRITUALI |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 9 febbraio 2008
Gli esercizi
spirituali sono un'esperienza che favorisce l'incontro
personale e comunitario con Dio: così, il Papa alla
Federazione italiana esercizi spirituali
“Non
manchino nelle Case di esercizi, responsabili ed operatori
ben formati, guide, animatori ed animatrici disponibili e
preparati, dotati di quelle qualità dottrinali e
spirituali che ne facciano dei veri maestri di spirito,
esperti e appassionati della Parola di Dio e fedeli al
Magistero della Chiesa”. E’ quanto ha detto Benedetto
XVI incontrando, stamani, i partecipanti dell’assemblea
nazionale della Federazione italiana esercizi spirituali (FIES).
Il Papa ha anche affermato che, mentre in Italia si
diffondono molteplici iniziative di spiritualità, sembra
invece diminuire “il numero di coloro che partecipano a
veri corsi di esercizi spirituali”. Il servizio di Amedeo
Lomonaco:
“In un’epoca in cui sempre più forte è
l’influenza della secolarizzazione e si avverte un
diffuso bisogno di incontrare Dio”, la Federazione
italiana esercizi spirituali - afferma il Papa - intende
incrementare la spiritualità come fondamento e anima di
tutta la pastorale. Il Santo Padre sottolinea anche come
gli esercizi siano un’esperienza dello spirito
caratterizzati “da quel clima di silenzio completo e
profondo che favorisce l’incontro personale e
comunitario con Dio”. Riprendendo la definizione data
dalla FIES, Benedetto XVI, si sofferma quindi sul senso
degli esercizi spirituali:
“Una forte esperienza di Dio, suscitata
dall’ascolto della sua Parola, compresa e accolta nel
proprio vissuto personale, sotto l’azione dello Spirito
Santo, la quale, in un clima di silenzio, di preghiera e
con la mediazione di una guida spirituale, dona capacità
di discernimento in ordine alla purificazione del cuore,
alla conversione della vita, alla sequela di Cristo, per
il compimento della propria missione nella Chiesa e nel
mondo”.
Il Papa illustra anche i frutti della preghiera,
indicata nell’Enciclica Spe salvi al primo posto tra
“i luoghi di apprendimento e di esercizio della
speranza”. In Deus caritas est il Papa ne sottolinea
inoltre l’importanza “di fronte all’attivismo e
all’incombente secolarismo di molti cristiani impegnati
nel lavoro caritativo”. Benedetto XVI auspica, poi, che
“non venga meno la possibilità di offrire spazi di
intenso ascolto” della Parola di Dio nel silenzio e
nella preghiera:
“Un buon corso di esercizi spirituali contribuisce
a rinnovare in chi vi prende parte la gioia e il gusto
della liturgia, in particolare della dignitosa
celebrazione delle Ore e soprattutto dell’Eucaristia;
aiuta a riscoprire l’importanza del Sacramento della
penitenza, approdo del cammino di conversione e dono di
riconciliazione, come pure il valore e il significato
dell’adorazione eucaristica. Durante gli esercizi è
possibile recuperare con frutto anche il senso pieno ed
autentico del Santo Rosario e della pia pratica della Via
Crucis”.
Il fine della Federazione italiana esercizi spirituali,
ha detto ancora, è di “far conoscere e promuovere in
tutti i modi possibili gli esercizi spirituali, intesi
come un’esperienza forte di Dio in un clima di ascolto
della Parola in ordine ad una conversione e donazione
sempre più totale a Cristo e alla Chiesa”.
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