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Evaristo
(ca. 97-105). Conosciuto anche con il nome di Aristo.
Poco si sa di Evaristo. Secondo il Liber
Pontificalis proveniva da una famiglia di
origine ellenica, ma suo padre era un ebreo di
Betlemme. Venne eletto durante il regno
dell'Imperatore Romano Domiziano, il periodo della
seconda persecuzione generale. Il Liber
Pontificalis sostiene anche che egli divise Roma
in sette diaconias. Gettò le basi del
Collegio dei Cardinali. Iniziò la pratica della
benedizione solenne dopo il matrimonio civile.
Viene tradizionalmente considerato un martire, ma
non ci sono prove storiche di ciò. Sant'Evaristo
si celebra il 26 ottobre. |
Fonte:
Santi e beati
E’
nato a Betlemme. Come capo della Chiesa di Roma, ha
ordinato sette diaconi, incaricandoli tra l’altro di
ascoltare e trascrivere le sue prediche al popolo: erano
i suoi “stenografi”. Ma di quelle prediche non
conosciamo neppure una parola. Le scarse informazioni
giunte a noi su papa Evaristo sono contenute nel Liber
pontificalis, che è una raccolta cronologica di
biografie di papi del VI secolo. Di Evaristo dice
soltanto che ha ordinato quei diaconi e consacrato
diciassette preti e quindici vescovi. Siamo dunque di
fronte a un “papa senza voce”. Non conosciamo di lui
neppure una parola, mentre del suo predecessore Clemente
I ci è giunto un documento importantissimo: la lettera
famosa agli agitati cristiani di Corinto, con
l’affermazione solenne dell’autorità che al vescovo
di Roma compete. Ma questa autorità di Clemente
comincia a risultare fastidiosa per i vertici
dell’impero. E nell’anno 97, sotto l’imperatore
Nerva, egli viene arrestato e condotto poi in esilio nel
Chersoneso Taurico (Crimea). Ha quindi dovuto lasciare
ad altri il governo della Chiesa, e la sua scelta è
caduta su Evaristo. Il quale dev’essere perciò una
figura di punta nella comunità cristiana di Roma; un
uomo nel quale papa Clemente deve avere la massima
fiducia. Questo è ben più che probabile, secondo
logica: però, come si è già detto, nessun documento
ci parla di Evaristo e ci dice chi era e che cosa faceva
prima della chiamata a quella responsabilità. E poi,
oltre a quelle nomine di vescovi, preti e diaconi, della
sua opera come papa non si sa nulla. Una tradizione
assai antica afferma che Evaristo sarebbe morto martire
sotto l’imperatore Traiano, e che poi avrebbero
seppellito il suo corpo vicino alla tomba
dell’apostolo Pietro. Ma di questo non esistono
conferme attendibili. Ci si è pure domandati se
Evaristo debba essere considerato vero papa (ossia non
“vice”, “luogotenente”) dall’anno 97, quando
Clemente va in esilio; oppure solo dal 101, anno in cui
Clemente muore martire in Crimea, secondo Eusebio di
Cesarea (IV secolo) nella sua Storia Ecclesiastica. Per
Eusebio è chiaro: Clemente, dopo nove anni di
pontificato (88-97) "trasmise il sacro ministero a
Evaristo". Nessuna delega, insomma. Investitura
piena. E anche ai tempi nostri l’Annuario pontificio
indica Evaristo come papa a pieno titolo già nel 97.