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ALLA
PLENARIA DEL PONT. CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA (8 FEBBRAIO 2010) |
Radio
Vaticana, 8 febbraio 2010
Benedetto
XVI alla Plenaria del dicastero per la Famiglia: i bambini
vogliono essere amati da una madre e da un padre
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La famiglia è l’aiuto più grande che si può offrire
ai bambini: così, Benedetto XVI stamani nel discorso ai
partecipanti alla XIX Plenaria del Pontificio Consiglio
per la Famiglia, ricevuti in Vaticano. Il Papa ha ribadito
la necessità di far crescere i figli in una famiglia
unita e stabile. Nel suo discorso, il Pontefice ha
deprecato con forza gli abusi compiuti su minori da alcuni
figli della Chiesa. La Plenaria è stata aperta in
mattinata da una Messa celebrata dal cardinale segretario
di Stato, Tarcisio Bertone. L’indirizzo di omaggio al
Papa è stato rivolto dal cardinale Ennio Antonelli,
presidente del dicastero. Il servizio di Alessandro
Gisotti:
“Solo ponendo Cristo al centro dell’esistenza
personale e di coppia è possibile vivere l’amore
autentico e donarlo agli altri”: è quanto affermato da
Benedetto XVI, che nel suo appassionato discorso ha
innanzitutto sottolineato la insostituibilità
dell’ambiente famigliare per la crescita e il benessere
dei bambini:
“E’ proprio la famiglia, fondata sul matrimonio
tra un uomo e una donna, l’aiuto più grande che si
possa offrire ai bambini. Essi vogliono essere amati da
una madre e da un padre che si amano, ed hanno bisogno di
abitare, crescere e vivere insieme con ambedue i genitori,
perché le figure materna e paterna sono complementari
nell’educazione dei figli e nella costruzione della loro
personalità e della loro identità. E’ importante,
quindi, che si faccia tutto il possibile per farli
crescere in una famiglia unita e stabile”.
A tal fine, ha proseguito il Pontefice, “occorre
esortare i coniugi a non perdere mai di vista le ragioni
profonde e la sacramentalità del loro patto coniugale e a
rinsaldarlo con l’ascolto della Parola di Dio”. E
ancora, con “la preghiera, il dialogo costante,
l’accoglienza reciproca ed il perdono vicendevole”:
“Un ambiente familiare non sereno, la divisione
della coppia dei genitori, e, in particolare, la
separazione con il divorzio non sono senza conseguenze per
i bambini, mentre sostenere la famiglia e promuovere il
suo vero bene, i suoi diritti, la sua unità e stabilità
è il modo migliore per tutelare i diritti e le autentiche
esigenze dei minori”.
Il Papa ha dedicato gran parte del suo discorso proprio
ai diritti dell’infanzia, tema su cui è incentrata la
Plenaria per il dicastero della famiglia. “La Chiesa –
ha rammentato – lungo i secoli, sull’esempio di
Cristo, ha promosso la tutela della dignità e dei diritti
dei minori e, in molti modi, si è presa cura di essi”.
Al contempo, Benedetto XVI non ha mancato di stigmatizzare
gli abusi compiuti a danno dei minori da alcuni figli
della Chiesa:
“Purtroppo, in diversi casi, alcuni dei suoi
membri, agendo in contrasto con questo impegno, hanno
violato tali diritti: un comportamento che la Chiesa non
manca e non mancherà di deplorare e di condannare. La
tenerezza e l’insegnamento di Gesù, che considerò i
bambini un modello da imitare per entrare nel regno di
Dio, hanno sempre costituito un appello pressante a
nutrire nei loro confronti profondo rispetto e premura”.
“Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono,
è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al
collo e venga gettato nel mare”: Il Papa ha richiamato
le “dure parole” di Gesù contro chi scandalizza i
piccoli, riportate nel Vangelo di Marco. Parole, ha
ribadito, che “impegnano tutti a non abbassare mai il
livello di tale rispetto e amore”. Per questo, ha
affermato, anche la Convenzione sui diritti
dell’infanzia “è stata accolta con favore dalla Santa
Sede, in quanto contiene enunciati positivi circa
l’adozione, le cure sanitarie, l’educazione, la tutela
dei disabili e la protezione dei piccoli contro la
violenza, l’abbandono e lo sfruttamento sessuale e
lavorativo”. Il Papa ha quindi rivolto il suo pensiero
al “Vademecum per la preparazione al matrimonio” in
elaborazione al dicastero, auspicando in particolare un
percorso di catechesi ed esperienze vissute per i
fidanzati. La celebrazione del matrimonio, ha soggiunto,
deve essere percepita dai fedeli e particolarmente da
quanti vi si preparano, come “un dono per tutta la
Chiesa, un dono che contribuisce alla sua crescita
spirituale”:
“E’ bene, inoltre, che i Vescovi promuovano lo
scambio delle esperienze più significative, offrano
stimoli per un serio impegno pastorale in questo
importante settore e mostrino particolare attenzione perché
la vocazione dei coniugi diventi una ricchezza per
l’intera comunità cristiana e, specialmente nel
contesto attuale, una testimonianza missionaria e
profetica”.
Benedetto XVI si è inoltre soffermato sulle iniziative
e gli eventi promossi in questo periodo dal dicastero
vaticano, in vista del VII Incontro Mondiale delle
Famiglie, in programma a Milano nel 2012. In particolare,
ha parlato del progetto “La famiglia soggetto di
evangelizzazione” e del progetto “La famiglia risorsa
per la società”. Iniziative, ha affermato il Papa, che
servono a “far crescere la consapevolezza del
fondamentale valore della famiglia per la vita della
Chiesa e della società”. Dal Pontefice infine un
commosso ricordo del cardinale Trujillo, spentosi
nell'aprile 2008, che per 18 anni ha guidato il dicastero
vaticano "con appassionata dedizione alla causa della
famiglia e della vita nel mondo di oggi".
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
AI PARTECIPANTI ALLA XIX ASSEMBLEA PLENARIA
DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA
Sala Clementina
Lunedì, 8 febbraio 2010
Signori
Cardinali,
Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
cari fratelli e sorelle!
All’inizio
della XIX Assemblea Plenaria del Pontificio
Consiglio per la Famiglia, sono lieto di accogliervi
con il mio cordiale benvenuto! Tale momento istituzionale
vede quest’anno il vostro Dicastero particolarmente
rinnovato non soltanto nel Cardinale Presidente e nel
Vescovo Segretario, ma anche in alcuni Cardinali e Vescovi
del Comitato di Presidenza, in taluni Officiali e coniugi
Membri, come pure in numerosi Consultori. Mentre ringrazio
di cuore quanti hanno concluso il proprio servizio al Pontificio
Consiglio e coloro che tuttora vi prestano la loro
preziosa opera, invoco su tutti copiosi doni dal Signore.
Il mio grato pensiero va, in particolare, al defunto
Cardinale Alfonso López Trujillo, che per ben 18 anni ha
guidato il vostro Dicastero con appassionata dedizione
alla causa della famiglia e della vita nel mondo di oggi.
Desidero, infine, manifestare al Cardinale Ennio Antonelli
le espressioni della mia viva gratitudine per le cordiali
parole che mi ha rivolto a nome di tutti voi, e per aver
voluto illustrare i temi di questa importante Assemblea.
La
presente attività del Dicastero si colloca tra il VI
Incontro Mondiale delle Famiglie, celebratosi a Città
del Messico nel 2009, e il VII, in programma a Milano nel
2012. Mentre rinnovo la mia riconoscenza al Cardinale
Norberto Rivera Carrera per il generoso impegno profuso
dalla sua Arcidiocesi per la preparazione e la
realizzazione dell’Incontro
del 2009, esprimo fin d’ora la mia affettuosa
gratitudine alla Chiesa Ambrosiana e al suo Pastore, il
Cardinale Dionigi Tettamanzi, per la disponibilità a
ospitare il VII Incontro Mondiale delle Famiglie. Oltre
alla cura di tali eventi straordinari, il Pontificio
Consiglio sta portando avanti varie iniziative per far
crescere la consapevolezza del fondamentale valore della
famiglia per la vita della Chiesa e della società. Tra
queste si collocano il progetto “La famiglia soggetto di
evangelizzazione”, con cui si vuole predisporre una
raccolta, a livello mondiale, di valide esperienze nei
diversi ambiti della pastorale familiare, perché servano
di ispirazione ed incoraggiamento per nuove iniziative; e
il progetto “La famiglia risorsa per la società”, con
cui si intende porre in evidenza presso l’opinione
pubblica i benefici che la famiglia reca alla società,
alla sua coesione ed al suo sviluppo.
Un altro
importante impegno del Dicastero è l’elaborazione di un
Vademecum per la preparazione al Matrimonio. Il mio
amato Predecessore, il venerabile Giovanni
Paolo II, nell’Esortazione apostolica Familiaris
consortio affermava che tale preparazione è “più
che mai necessaria ai giorni nostri” e “comporta tre
principali momenti: uno remoto, uno prossimo e uno
immediato” (n. 66). Riferendosi a tali
indicazioni, il Dicastero si propone di delineare
convenientemente la fisionomia delle tre tappe
dell’itinerario per la formazione e la risposta alla
vocazione coniugale. La preparazione remota riguarda i
bambini, gli adolescenti e i giovani. Essa coinvolge la
famiglia, la parrocchia e la scuola, luoghi nei quali si
viene educati a comprendere la vita come vocazione
all’amore, che si specifica, poi, nelle modalità del
matrimonio e della verginità per il Regno dei Cieli, ma
è sempre vocazione all'amore. In questa tappa, inoltre,
dovrà progressivamente emergere il significato della
sessualità come capacità di relazione e positiva energia
da integrare nell’amore autentico. La preparazione
prossima riguarda i fidanzati e dovrebbe configurarsi come
un itinerario di fede e di vita cristiana, che conduca ad
una conoscenza approfondita del mistero di Cristo e della
Chiesa, dei significati di grazia e di responsabilità del
matrimonio (cfr ibid.). La durata e le modalità di
attuazione saranno necessariamente diverse secondo le
situazioni, le possibilità e i bisogni. Ma è auspicabile
che si offra un percorso di catechesi e di esperienze
vissute nella comunità cristiana, che preveda gli
interventi del sacerdote e di vari esperti, come pure la
presenza di animatori, l’accompagnamento di qualche
coppia esemplare di sposi cristiani, il dialogo di coppia
e di gruppo e un clima di amicizia e di preghiera.
Occorre, inoltre, porre particolare cura perché in tale
occasione i fidanzati ravvivino il proprio rapporto
personale con il Signore Gesù, specialmente ascoltando la
Parola di Dio, accostandosi ai Sacramenti e soprattutto
partecipando all’Eucaristia. Solo ponendo Cristo al
centro dell’esistenza personale e di coppia è possibile
vivere l’amore autentico e donarlo agli altri: “Chi
rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché
senza di me non potete far nulla” ci ricorda Gesù (Gv
15,5). La preparazione immediata ha luogo in prossimità
del matrimonio. Oltre all’esame dei fidanzati, previsto
dal Diritto Canonico, essa potrebbe comprendere una
catechesi sul Rito del matrimonio e sul suo significato,
il ritiro spirituale e la cura affinché la celebrazione
del matrimonio sia percepita dai fedeli e particolarmente
da quanti vi si preparano, come un dono per tutta la
Chiesa, un dono che contribuisce alla sua crescita
spirituale. E’ bene, inoltre, che i Vescovi promuovano
lo scambio delle esperienze più significative, offrano
stimoli per un serio impegno pastorale in questo
importante settore e mostrino particolare attenzione perché
la vocazione dei coniugi diventi una ricchezza per
l’intera comunità cristiana e, specialmente nel
contesto attuale, una testimonianza missionaria e
profetica.
La vostra
Assemblea Plenaria ha per tema: “I diritti
dell’Infanzia”, scelto con riferimento al XX
anniversario della Convenzione approvata dall’Assemblea
Generale dell’ONU, nel 1989. La Chiesa, lungo i secoli,
sull’esempio di Cristo, ha promosso la tutela della
dignità e dei diritti dei minori e, in molti modi, si è
presa cura di essi. Purtroppo, in diversi casi, alcuni dei
suoi membri, agendo in contrasto con questo impegno, hanno
violato tali diritti: un comportamento che la Chiesa non
manca e non mancherà di deplorare e di condannare. La
tenerezza e l’insegnamento di Gesù, che considerò i
bambini un modello da imitare per entrare nel regno di Dio
(cfr Mt 18,1-6; 19,13-14), hanno sempre costituito
un appello pressante a nutrire nei loro confronti profondo
rispetto e premura. Le dure parole di Gesù contro chi
scandalizza uno di questi piccoli (cfr Mc 9,42) impegnano
tutti a non abbassare mai il livello di tale rispetto e
amore. Perciò anche la Convenzione sui diritti
dell’infanzia è stata accolta con favore dalla Santa
Sede, in quanto contiene enunciati positivi circa
l’adozione, le cure sanitarie, l’educazione, la tutela
dei disabili e la protezione dei piccoli contro la
violenza, l’abbandono e lo sfruttamento sessuale e
lavorativo.
La
Convenzione, nel preambolo, indica la famiglia “quale
ambiente naturale per la crescita e il benessere di tutti
i suoi membri e in particolare dei fanciulli”. Ebbene,
è proprio la famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo
e una donna, l’aiuto più grande che si possa offrire ai
bambini. Essi vogliono essere amati da una madre e da un
padre che si amano, ed hanno bisogno di abitare, crescere
e vivere insieme con ambedue i genitori, perché le figure
materna e paterna sono complementari nell’educazione dei
figli e nella costruzione della loro personalità e della
loro identità. E’ importante, quindi, che si faccia
tutto il possibile per farli crescere in una famiglia
unita e stabile. A tal fine, occorre esortare i coniugi a
non perdere mai di vista le ragioni profonde e la
sacramentalità del loro patto coniugale e a rinsaldarlo
con l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera, il
dialogo costante, l’accoglienza reciproca ed il perdono
vicendevole. Un ambiente familiare non sereno, la
divisione della coppia dei genitori, e, in particolare, la
separazione con il divorzio non sono senza conseguenze per
i bambini, mentre sostenere la famiglia e promuovere il
suo vero bene, i suoi diritti, la sua unità e stabilità
è il modo migliore per tutelare i diritti e le autentiche
esigenze dei minori.
Venerati
e cari Fratelli, grazie per la vostra visita! Sono
spiritualmente vicino a voi e al lavoro che svolgete in
favore delle famiglie ed imparto di cuore a ciascuno di
voi e a quanti condividono questo prezioso servizio
ecclesiale la Benedizione Apostolica.
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