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DISCORSO DURANTE LA PROIEZIONE DEL FILM SU GIOVANNI PAOLO II (19 MAGGIO 2005)
 

Servizio di Radio Vaticana

 

LA CONDANNA DI BENEDETTO XVI DELLA BARBARIE NAZISTA, IERI SERA IN AULA PAOLO VI ALLA PROIEZIONE DEL FILM SU GIOVANNI PAOLO II:  “KAROL, UN UOMO DIVENTATO PAPA”

- Con noi Piotr Adamczyk ed Ennio Fantastichini -

 

Il ricordo di Giovanni Paolo II, il presente del Pontificato di Benedetto XVI. In un clima di grandi emozioni ieri sera nell’aula Paolo VI il film “Karol, un uomo diventato Papa”, presentato dal cardinale Roberto Tucci, è stato lo spunto per fare memoria delle aberrazioni della Seconda Guerra Mondiale. Il Santro Padre ha condannato la violenza del nazismo e del comunismo ateo. Il servizio di Tiziana Campisi.  

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Al termine della proiezione il Santo Padre ha voluto ricordare l’occupazione nazista della Polonia e il genocidio degli ebrei. “Atroci crimini che mostrano tutto il male che racchiudeva in sé l’ideologia nazista” li ha definiti il Pontefice. In quel clima di dolore e violenza il giovane Karol Wojtyla decise di imprimere una svolta alla propria vita rispondendo alla chiamata divina al sacerdozio. 

Il Papa con l'attore polacco che interpreta Giovanni Paolo II nella fiction Karol

Scuote il lungometraggio, ma per Benedetto XVI è un invito a reagire contro il male:   

“La pellicola presenta scene ed episodi che, nella loro crudezza, suscitano in chi guarda un istintivo moto di orrore e lo spingono a riflettere sugli abissi di nequizia che possono nascondersi nell’anima umano. Al tempo stesso, la rievocazione di simili aberrazioni non può non ravvivare in ogni persona di retto sentire l’impegno a fare quanto è in suo potere perché mai più abbiano a ripetersi vicende di così inumana barbarie” 

La Seconda Guerra Mondiale, conclusasi sessant’anni or sono, ha seminato distruzione e morte ha detto il Papa: 

“Ogni volta che un’ideologia totalizzante calpesta l’uomo, l’umanità intera è seriamente minacciata. Col trascorrere del tempi, i ricordi non devono impallidire; devono piuttosto farsi lezione severa per la nostra e per le future generazioni. Abbiamo il dovere di ricordare, specialmente ai giovani, a quali forme di inaudita violenza possano giungere il disprezzo dell’uomo e la violazione dei suoi diritti”. 

Ma nella storia dell’uomo si intreccia l’azione di Dio: 

“Come non leggere alla luce di un provvidenziale disegno divino il fatto che sulla cattedra di Pietro ad un Pontefice polacco sia succeduto un cittadino di quella terra, la Germania, dove il regime nazista poté affermarsi con grande virulenza, attaccando poi le nazioni vicine, tra le quali in particolare la Polonia? Entrambi questi Papi in gioventù - seppure su fronti avversi e in situazioni differenti – hanno dovuto conoscere la barbarie della Seconda Guerra Mondiale e dell’insensata violenza  di uomini contro altri uomini, di popoli contro altri popoli”. 

Di fronte al male però non c’è altra via che il perdono. Per questo Benedetto XVI ha citato le parole che i vescovi polacchi, negli ultimi giorni del Concilio Vaticano II, scrissero in una lettera ai vescovi tedeschi:  

“Perdoniamo e chiediamo perdono. Nell’omelia di domenica scorsa ricordavo ai neo sacerdoti che ‘nulla può migliorare nel mondo se il male non è superato, e il male può essere superato solo con il perdono’. La comune e sincera condanna del nazismo, come del comunismo ateo, sia per tutti un impegno a costruire sul perdono la riconciliazione e la pace”. 

E perdonare non significa dimenticare, ha aggiunto ancora il Papa ripensando a quanto ha scritto Giovanni Paolo II: “Se la memoria è legge della storia, il perdono è potenza di Dio, potenza di Cristo che agisce nelle vicende degli uomini”. L’ultimo pensiero del Papa è andato a Maria alla quale ha affidato gli auspici di pace portati dal cuore di ogni uomo: 

“Sia Lei, la Regina della pace, a confortare gli sforzi generosi di quanti intendono impegnarsi nell’edificazione della pace vera sui saldi pilastri della verità, della giustizia, della libertà e dell’amore” 

Alla proiezione del film ha preso parte anche il cast del film al quale sono andati gli apprezzamenti di Benedetto XVI. L’attore protagonista Piotr Adamczyk: 

“Sono molto, molto emozionato. Ogni volta che rivedo la pellicola mi sento molto toccato. Mi commuove sempre”. 

E questo il commento di Ennio Fantastichini che ha interpretato il ruolo di Nowak, compagno di lavoro di Wojtyla negli anni in cui fu operaio in una cava: 

“Una grande emozione. Il dolore sempre di attraversare la storia anche se in una zona di riproduzione, questo ogni volta è dilaniante per cui credo che sia sempre una grande lezione per battersi per la pace”.

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Tiziana Campisi, Radio Vaticana, 20 maggio 2005

 

 

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