UDIENZA
AI VESCOVI AMICI DEI FOCOLARI E DELLA COMUNITà DI
SANT'EGIDIO
|
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 8 febbraio 2007
I
VOSTRI MOVIMENTI TESTIMONIANO
LA GIOIA E
LA BELLEZZA DELL
’ESSERE CRISTIANI PROMUOVENDO LA PACE E
LA GIUSTIZIA NEL
MONDO A SERVIZIO DELL’UNICO CORPO CHE E’
LA CHIESA
: E’ QUANTO
HA DETTO STAMANE BENEDETTO
XVI NELL’UDIENZA AI
VESCOVI AMICI DEI FOCOLARI E DELLA COMUNITA’ DI SANT’EGIDIO
|

|
I
Movimenti ecclesiali, ponendosi “a servizio della
Chiesa”, possono affiancare i vescovi con i loro
specifici carismi e il loro slancio di fede
nell’affrontare le sfide sociali e religiose di
questo inizio di millennio. E’
il messaggio lasciato da Benedetto XVI ai circa 80
presuli amici del Movimento dei Focolari e ai circa
110 presuli amici della Comunità di Sant’Egidio,
ricevuti questa mattina in udienza, in occasione dei
loro rispettivi convegni annuali. Il servizio di
Alessandro De Carolis.
|
**********
A
livello spirituale, un segno della “comunione fra i
carismi”. A livello pastorale, un sostegno all’azione
missionaria della Chiesa, “nella ricerca della giustizia
e della pace”, della solidarietà con il sud del mondo a
partire dall’Africa. Sono le caratteristiche centrali
dei Movimenti ecclesiali, sulle quali Benedetto XVI è
tornato a riflettere nel ricevere i vescovi che da tempo
condividono gli ideali di due delle maggiori aggregazioni
di fedeli presenti oggi nella Chiesa: il Movimento dei
Focolari, fondato da Chiara Lubich, e la Comunità di
Sant’Egidio, fondata da Andrea Riccardi.
Ogni
anno, i presuli amici dei due Movimenti si ritrovano per
vivere giorni di “fraternità episcopale” e di
preghiera in convegni organizzati distintamente dalle due
realtà. “Il Cristo crocifisso e abbandonato, luce nella
notte culturale” è il titolo dell’appuntamento 2007
dei Focolarini, “La globalizzazione dell’amore”
quello di Sant’Egidio. Benedetto XVI, che ha salutato
con calore i rappresentanti ortodossi presenti
all’udienza, ha ricordato di aver sottolineato più
volte, il valore della “dimensione carismatica” dei
Movimenti ecclesiali, come in passato aveva fatto Giovanni
Paolo II:
“Mi
sembra che questo incontro dei carismi dell’unità della
Chiesa, nella diversità dei doni, sia un segno molto
incoraggiante e importante. Quando ero ancora professore e
poi cardinale ho avuto occasione di esprimere questa mia
convinzione, che realmente i movimenti sono un dono dello
Spirito Santo alla Chiesa e proprio nell’incontro dei
carismi mostrano anche la ricchezza sia dei doni, sia
anche dell’unità della fede”.
L’ultimo
suggello temporale risale allo scorso anno, alla grande
Veglia di Pentecoste che vide radunati in Piazza San
Pietro decine di migliaia di appartenenti ai vari
Movimenti. Una “multiformità di carismi” e ministeri
chiamati, ha ribadito ancora una volta il Papa, a
testimoniare l’unità della Chiesa:
“Lo
Spirito Santo vuole la multiformità dei Movimenti al
servizio dell’unico Corpo che è appunto
la Chiesa. E
questo lo realizza attraverso il ministero di coloro che
Egli ha posto a reggere la Chiesa di Dio: i Vescovi in
comunione col Successore di Pietro (…) Nel ricco mondo
occidentale dove, anche se è presente una cultura
relativista, non manca però al tempo stesso un diffuso
desiderio di spiritualità, i vostri Movimenti
testimoniano la gioia della fede, la bellezza
dell’essere cristiani e la grande apertura ecumenica”.
Dunque,
è dalla comunione tra Chiesa istituzionale e Chiesa
carismatica che “può scaturire – ha insistito
Benedetto XVI – un valido impulso per un rinnovato
impegno della Chiesa nell’annuncio e nella testimonianza
del Vangelo della speranza e della carità in ogni angolo
del mondo”. Il Movimento dei Focolari, ha specificato il
Papa, “a partire dal cuore della sua spiritualità e cioè
da Gesù crocifisso e abbandonato”, che sottolinea “il
carisma e il servizio dell'unità, che si realizza nei
vari ambiti sociali e culturali”: da quello del dialogo
ecumenico e interreligioso a quello economico. Mentre la
Comunità di Sant’Egidio, ha proseguito il Pontefice,
“mettendo al centro della propria esistenza la preghiera
e la liturgia”, per farsi “prossima di coloro che
sperimentano situazioni di disagio e di emarginazione
sociale”:
“Per
il cristiano l’uomo, anche se lontano, non è mai un
estraneo. Insieme è possibile affrontare con più forte
slancio le sfide che ci interpellano in maniera pressante
in questo inizio del terzo millennio: penso in primo luogo
alla ricerca della giustizia e della pace e all’urgenza
di costruire un mondo più fraterno e solidale, a partire
proprio dai Paesi dai quali alcuni di voi provengono, e
che sono provati da sanguinosi conflitti. Mi riferisco
specialmente all’Africa, continente che porto nel cuore
e che spero possa finalmente conoscere un tempo di stabile
pace e di vero sviluppo. Il prossimo Sinodo dei Vescovi
africani sarà sicuramente un momento propizio per
mostrare il grande amore che Dio riserva alle amate
popolazioni africane”.
**********
DISCORSO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Venerati
Fratelli nell’Episcopato!
Sono
lieto di accogliervi in questa speciale Udienza e saluto
cordialmente tutti voi, che venite da vari Paesi del
mondo. Rivolgo anche un particolare pensiero a coloro che
sono qui con noi ed appartengono ad altre Chiese. Alcuni
di voi partecipano all'annuale appuntamento dei Vescovi
amici del Movimento dei Focolari, che ha per tema: "Il
Cristo crocifisso e abbandonato, luce nella notte
culturale". Colgo volentieri questa occasione per
inviare a Chiara Lubich il mio augurio e la mia
benedizione, che estendo a tutti i membri del Movimento da
lei fondato. Altri prendono parte al IX Convegno di
Vescovi amici della Comunità di Sant’Egidio, che
affronta un argomento quanto mai attuale: "La
globalizzazione dell'amore". Saluto Mons.
Vincenzo Paglia, e con lui il professor Andrea Riccardi e
l’intera Comunità, che, nell’anniversario della sua
fondazione, questa sera si radunerà nella Basilica di San
Giovanni in Laterano per una solenne Celebrazione
eucaristica.
Non ho
qui tutti i nomi, ma saluto naturalmente tutti i cari
Fratelli, Vescovi, Cardinali, e tutti i cari Fratelli
della Chiesa Ortodossa, tutti voi di cuore. Cari Fratelli
nell’Episcopato, vorrei dirvi anzitutto che la vostra
vicinanza ai due Movimenti, mentre sottolinea la vitalità
di queste nuove aggregazioni di fedeli, manifesta altresì
quella comunione tra i carismi che costituisce un tipico
"segno dei tempi". Mi sembra che questi incontri
dei carismi dell’unità della Chiesa nella diversità
dei doni siano un segno molto incoraggiante e importante.
L’Esortazione postsinodale Pastores gregis ricorda
che "i rapporti scambievoli tra Vescovi... vanno ben
oltre i loro incontri istituzionali" (n. 59). E’
quello che avviene anche in convegni come i vostri, nei
quali si sperimenta non solo collegialità, ma una
fraternità episcopale che trae dalla condivisione degli
ideali promossi dai Movimenti uno stimolo a rendere più
intensa la comunione dei cuori, più forte il reciproco
sostegno e più condiviso l’impegno a mostrare la Chiesa
come luogo di preghiera e di carità, come casa di
misericordia e di pace. Il mio venerato Predecessore,
Giovanni Paolo II, ha presentato i Movimenti e le Nuove
Comunità sorte in questi anni come un dono provvidenziale
dello Spirito Santo alla Chiesa per rispondere in maniera
efficace alle sfide del nostro tempo. E voi sapete che
questa è anche la mia convinzione. Quando ero ancora
professore e poi Cardinale, ho avuto occasione di
esprimere questa mia convinzione che realmente i Movimenti
sono un dono dello Spirito Santo alla Chiesa. E proprio
nell’incontro dei carismi mostrano anche la ricchezza
sia dei doni, sia anche dell’unità nella fede.
Come
dimenticare, ad esempio, la straordinaria Veglia di
Pentecoste dello scorso anno, che ha visto la corale
partecipazione di molti Movimenti ed Associazioni
ecclesiali? E’ ancora viva in me la commozione provata
nel partecipare in Piazza San Pietro ad una così intensa
esperienza spirituale. Ripeto a voi quanto allora ebbi a
dire ai fedeli giunti da ogni parte del mondo, e cioè che
la multiformità e l'unità dei carismi e ministeri sono
inseparabili nella vita della Chiesa. Lo Spirito Santo
vuole la multiformità dei Movimenti al servizio
dell’unico Corpo che è appunto la Chiesa. E questo lo
realizza attraverso il ministero di coloro che Egli ha
posto a reggere la Chiesa di Dio: i Vescovi in comunione
col Successore di Pietro. Questa unità e molteplicità,
che è nel Popolo di Dio, si rende in qualche modo
manifesta anche quest’oggi, essendo qui riuniti con il
Papa parecchi Vescovi, vicini a due diversi Movimenti
ecclesiali, caratterizzati da una forte dimensione
missionaria. Nel ricco mondo occidentale dove, anche se è
presente una cultura relativista, non manca però al tempo
stesso un diffuso desiderio di spiritualità, i vostri
Movimenti testimoniano la gioia della fede e la bellezza
dell’essere cristiani. In grande apertura ecumenica
nelle vaste aree depresse della terra essi comunicano il
messaggio della solidarietà e si fanno prossimi ai poveri
e ai deboli con quell’amore, umano e divino, che ho
voluto riproporre all’attenzione di tutti
nell’Enciclica Deus caritas est. Dalla comunione
tra Vescovi e Movimenti può scaturire pertanto un valido
impulso per un rinnovato impegno della Chiesa
nell’annuncio e nella testimonianza del Vangelo della
speranza e della carità in ogni angolo del mondo.
Il
Movimento dei Focolari, proprio a partire dal cuore della
sua spiritualità e cioè da Gesù crocifisso e
abbandonato, sottolinea il carisma e il servizio dell'unità,
che si realizza nei vari ambiti sociali e culturali come,
ad esempio, quello economico con l’"economia della
comunione", e attraverso le vie dell’ecumenismo e
del dialogo inter-religioso. La Comunità di Sant’Egidio,
mettendo al centro della propria esistenza la preghiera e
la liturgia, vuole farsi prossima di coloro che
sperimentano situazioni di disagio e di emarginazione
sociale. Per il cristiano l’uomo, anche se lontano, non
è mai un estraneo. Insieme è possibile affrontare con più
forte slancio le sfide che ci interpellano in maniera
pressante in questo inizio del terzo millennio: penso in
primo luogo alla ricerca della giustizia e della pace e
all’urgenza di costruire un mondo più fraterno e
solidale, a partire proprio dai Paesi dai quali alcuni di
voi provengono, e che sono provati da sanguinosi
conflitti. Mi riferisco specialmente all’Africa,
continente che porto nel cuore e che spero possa
finalmente conoscere un tempo di stabile pace e di vero
sviluppo. Il prossimo Sinodo dei Vescovi africani sarà
sicuramente un momento propizio per mostrare il grande
amore che Dio riserva alle amate popolazioni africane.
Cari
amici, l’originale fraternità che esiste tra voi e i
Movimenti di cui siete amici vi spinge a portare insieme
"i pesi gli uni degli altri" (Gal 6,2),
come raccomanda l'Apostolo, soprattutto per quanto
concerne l’evangelizzazione, l’amore per i poveri e la
causa della pace. Il Signore renda sempre più proficue le
vostre iniziative spirituali ed apostoliche. Io vi
accompagno con la preghiera e volentieri imparto
l’Apostolica Benedizione a voi qui presenti, al
Movimento dei Focolari e alla Comunità di Sant'Egidio, ed
ai fedeli affidati alle vostre cure pastorali.
©
Copyright 2006 - Libreria Editrice Vaticana
|
|