DISCORSO
AL NUOVO AMBASCIATORE LITUANO (6 NOVEMBRE 2008)
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Radio
Vaticana 6 novembre 2008
Cristiani
e musulmani costruiscano un futuro di pace nel rispetto
dei diritti dell’uomo: così, il Papa al Forum
cattolico-islamico
Il
nome di Dio è un nome di pace e amore, mai la violenza può
essere giustificata in suo nome: è quanto ribadito, con
forza, da Benedetto XVI nel discorso di stamani, in
Vaticano, ai partecipanti al primo Seminario del Forum
cattolico-musulmano. L’organismo, lo ricordiamo, è
stato istituito dal Pontificio Consiglio per il dialogo
interreligioso e da esponenti musulmani a seguito della
Lettera indirizzata al Papa ed altri capi di Chiese e
Comunità cristiane da 138 personalità musulmane,
nell’ottobre 2007. Il Pontefice ha invitato cristiani e
musulmani a lavorare per superare pregiudizi e
incomprensioni ed ha esortato i leader politici e
religiosi ad assicurare la tutela dei diritti fondamentali
dell’uomo, in particolare della libertà di religione.
Il servizio di Alessandro Gisotti:
Cristiani
e musulmani “devono lavorare assieme per promuovere un
genuino rispetto della dignità della persona umana e dei
suoi diritti fondamentali, anche se le nostre visioni
antropologiche e teologiche” manifestano questo in modo
differente: è l’esortazione di Benedetto XVI che,
parlando ai partecipanti al Seminario promosso dal Forum
cattolico-islamico ha sottolineato che “c’è un vasto
campo in cui si può agire in modo concorde nella difesa e
nella promozione dei valori morali che fanno parte del
nostro comune patrimonio”:
Only by starting with the recognition…
“Solo iniziando a riconoscere la centralità della
persona e la dignità di ogni essere umano – ha aggiunto
- rispettando e difendendo la vita che è dono di Dio, ed
è sacra per cristiani e musulmani, solo sulla base di
questo riconoscimento, possiamo trovare un terreno comune
per costruire un mondo più fraterno.” Un mondo, ha
rilevato, “in cui il confronto e le differenze sono
affrontate in modo pacifico e il devastante potere delle
ideologie viene neutralizzato”:
My hope, once again, is that these fundamental…
“Ancora una volta – ha affermato il Papa – la mia
speranza è che questi diritti umani fondamentali siano
protetti da ognuno e in ogni luogo”. Quindi, ha
ricordato ai “leader politici e religiosi” che hanno
“il dovere di assicurare il libero esercizio di tali
diritti nel pieno rispetto della libertà di coscienza e
di religione di ognuno”. Il Papa definisce “atti
inaccettabili e ingiustificabili” “la discriminazione
e la violenza che ancora oggi persone religiose
sperimentano in aree del mondo e le violente persecuzioni
a cui sono soggette”. Tutto ciò, è stato il suo
vibrante richiamo, “è ancor più grave e deplorevole
quando viene fatto nel nome di Dio”:
God’s name can only be a name of peace…
“Il nome di Dio – ha ricordato – può essere solo
un nome di pace e fraternità, giustizia e amore”.
“Noi – è stato il suo appello – siamo chiamati a
dimostrare, con le nostre parole e ancor più con le
nostre azioni che il messaggio delle nostre religioni è
instancabilmente un messaggio di armonia e di mutua
comprensione”. Un compito “essenziale” ribadisce il
Papa, pena “l’indebolimento della credibilità e
dell’effettività non solo del dialogo” tra cattolici
e musulmani “ma delle religioni stesse”. Il Papa spera
che iniziative come il Forum creino maggiori spazi per il
dialogo al fine di “superare incomprensioni e
disaccordi”.
Let us resolve to overcome past prejudices…
“Lavoriamo per superare i pregiudizi del passato –
è l’esortazione del Papa – e correggere le immagini
spesso distorte l’uno dell’altro che anche oggi creano
così tante difficoltà nelle nostre relazioni, lavoriamo
per educare tutti e specialmente i giovani a costruire un
futuro comune”. Il Pontefice non ha mancato di
sottolineare il valore del Seminario soprattutto se farà
in modo che “le riflessioni e i positivi sviluppi che
emergono dal dialogo tra cristiani e musulmani non siano
limitati ad un gruppo di esperti e studiosi”, ma messi
al servizio di tutti e portino frutti nella vita
quotidiana. Il Papa si è soffermato sul tema del
seminario incentrato sull’“Amore di Dio, amore del
prossimo” rilevando che, pur avendo “approcci
differenti” riguardo a Dio, “tutti dobbiamo mostrare,
con mutuo rispetto e solidarietà, che ci consideriamo
membri di un’unica famiglia”, creata ed amata da Dio.
Il Papa si è particolarmente compiaciuto per l’adozione
da parte del Seminario di una posizione comune sul bisogno
di adorare Dio ed amare “disinteressatamente” i nostri
fratelli, “specie quanti sono nel bisogno”.
DISCORSO
DEL SANTO PADRE
BENEDETTO XVI
AI PARTECIPANTI AL FORUM CATTOLICO-MUSULMANO
PROMOSSO DAL PONTIFICIO CONSIGLIO
PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO
Sala Clementina
Giovedì, 6 novembre 2008
Cari
Amici,
Sono
lieto di accogliervi questa mattina e vi saluto tutti
cordialmente. Ringrazio specialmente il cardinale
Jean-Louis Tauran, Shaykh Mustafa Ceric e il signor Seyyed
Hossein Nasr per le loro parole. Il nostro incontro si
svolge a conclusione dell'importante seminario organizzato
dal "Forum Cattolico-Musulmano", istituito dal
Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e da
rappresentanti dei 138 leader musulmani che hanno firmato
la lettera aperta ai leader cristiani del 13 ottobre 2007.
Questo incontro è un chiaro segno della nostra stima
reciproca e del nostro desiderio di ascoltarci gli uni gli
altri con rispetto. Posso assicurarvi che ho seguito nella
preghiera i progressi del vostro incontro, consapevole che
esso rappresenta un ulteriore passo avanti nel cammino
verso una maggiore comprensione tra musulmani e cristiani,
nell'ambito di altri incontri regolari che la Santa Sede
promuove con diversi gruppi musulmani. La lettera aperta
"Una parola comune tra voi e noi" ha ricevuto
numerose risposte e ha suscitato un dialogo, iniziative e
incontri specifici, volti ad aiutarci a conoscerci più
profondamente gli uni gli altri e a crescere nella stima
per i nostri valori condivisi. Il grande interesse
suscitato da questo seminario è per noi un incentivo ad
assicurare che le riflessioni e gli sviluppi positivi che
emergono dal dialogo tra cristiani e musulmani non siano
limitati a un gruppo ristretto di esperti e di studiosi,
ma vengano trasmessi come un prezioso legato per essere
messi al servizio di tutti, affinché rechino frutto nel
modo in cui viviamo ogni giorno.
Il tema che avete scelto per l'incontro - "Amore di
Dio e amore del prossimo: la dignità della persona umana
e il rispetto reciproco" - è particolarmente
significativo. È stato tratto dalla lettera aperta, che
presenta l'amore di Dio e l'amore del prossimo come centro
sia dell'Islam sia del Cristianesimo. Questo tema
evidenzia in maniera ancora più chiara le fondamenta
teologiche e spirituali di un insegnamento centrale delle
nostre rispettive religioni.
La
tradizione cristiana proclama che Dio è Amore (cfr. 1
Gv 4, 16). È per amore che ha creato tutto
l'universo, e con il suo amore si fa presente nella storia
umana. L'amore di Dio è divenuto visibile, manifestato in
maniera piena e definitiva in Gesù Cristo. Così egli è
disceso per incontrare l'uomo e, pur rimanendo Dio, ha
assunto la nostra natura. Ha donato se stesso per
restituire la piena dignità a ogni persona e per portarci
la salvezza. Come potremmo spiegare il mistero
dell'incarnazione e della redenzione se non con l'Amore?
Questo amore infinito ed eterno ci permette di rispondere
dando in cambio tutto il nostro amore: amore verso Dio e
amore verso il prossimo. Questa verità, che consideriamo
fondante, è ciò che ho voluto evidenziare nella mia
prima Enciclica, Deus
Caritas est, poiché è un insegnamento centrale
della fede cristiana. La nostra chiamata e la nostra
missione sono di condividere liberamente con gli altri
l'amore che Dio ci prodiga senza alcun merito da parte
nostra.
Sono ben
consapevole che musulmani e cristiani hanno approcci
diversi nelle questioni riguardanti Dio. Tuttavia,
possiamo e dobbiamo essere adoratori dell'unico Dio che ci
ha creato e che si preoccupa di ogni persona in ogni parte
del mondo. Insieme dobbiamo mostrare, con il rispetto
reciproco e la solidarietà, che ci consideriamo membri di
un'unica famiglia: la famiglia che Dio ha amato e
riunito dalla creazione del mondo fino alla fine della
storia umana.
Mi ha
fatto piacere sapere che durante questo incontro avete
saputo adottare una posizione comune sulla necessità di
adorare Dio totalmente e di amare gli uomini e le donne in
modo disinteressato, specialmente coloro che soffrono e
sono nel bisogno. Dio ci chiama a lavorare insieme per le
vittime delle malattie, della fame, della povertà,
dell'ingiustizia e della violenza. Per i cristiani l'amore
di Dio è inscindibilmente legato all'amore dei nostri
fratelli e delle nostre sorelle, di tutti gli uomini e le
donne, senza distinzione di razza e cultura. Come scrive
san Giovanni: "Se uno dicesse: "Io amo
Dio", e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi
infatti non ama il proprio fratello che vede, non può
amare Dio che non vede" (1
Gv 4, 20).
Anche la
tradizione musulmana è piuttosto chiara nell'incoraggiare
l'impegno pratico a servire i più bisognosi e prontamente
ricorda la propria "regola aurea": la vostra
fede non sarà perfetta se non farete agli altri ciò che
volete per voi stessi. Pertanto, dovremmo lavorare insieme
nel promuovere il rispetto autentico per la dignità della
persona umana e per i diritti umani fondamentali, sebbene
le nostre visioni antropologiche e le nostre teologie
giustifichino ciò in modi differenti. Vi è un grande e
vasto campo in cui possiamo agire insieme per difendere e
promuovere i valori morali che fanno parte del nostro
retaggio comune. Solo a partire dal riconoscimento della
centralità della persona e della dignità di ogni essere
umano, rispettando e difendendo la vita, che è il dono di
Dio e che quindi è sacra sia per i cristiani sia per i
musulmani, solo a partire da questo riconoscimento
possiamo trovare un terreno comune per costruire un mondo
più fraterno, un mondo in cui i contrasti e le differenze
vengano risolti in maniera pacifica e in cui la forza
devastante delle ideologie venga neutralizzata.
Auspico,
ancora una volta, che i diritti umani fondamentali vengano
tutelati per tutte le persone ovunque. I leader politici e
religiosi hanno il dovere di assicurare il libero
esercizio di questi diritti nel pieno rispetto della
libertà di coscienza e della libertà di religione di
ciascuno. La discriminazione e la violenza che ancora oggi
i credenti sperimentano in tutto il mondo e le
persecuzioni spesso violente di cui sono oggetto sono atti
inaccettabili e ingiustificabili, tanto più gravi e
deplorevoli quando vengono compiuti nel nome di Dio. Il
nome di Dio può essere solo un nome di pace e
fratellanza, giustizia e amore. Siamo chiamati a
dimostrare, con le parole ma soprattutto con i fatti, che
il messaggio delle nostre religioni è indubbiamente un
messaggio di armonia e di comprensione reciproca. È
fondamentale che lo facciamo, per evitare di minare la
credibilità e l'efficacia non solo del nostro dialogo, ma
anche delle nostre religioni stesse.
Prego
affinché il "Forum Cattolico-Musulmano", che
ora con fiducia sta compiendo i suoi primi passi, possa
diventare sempre più uno spazio di dialogo e che ci aiuti
a percorrere insieme il cammino verso una conoscenza
sempre più piena della Verità. Questo incontro è anche
un'occasione privilegiata per impegnarci in una ricerca più
profonda dell'amore di Dio e dell'amore del prossimo,
condizione indispensabile per offrire agli uomini e alle
donne del nostro tempo un servizio autentico di
riconciliazione e di pace.
Cari
amici, uniamo i nostri sforzi, animati da buona volontà,
al fine di superare ogni incomprensione e disaccordo!
Decidiamoci a superare i pregiudizi del passato e a
correggere l'immagine spesso distorta dell'altro che
ancora oggi può creare difficoltà nei nostri rapporti;
lavoriamo gli uni con gli altri per educare tutte le
persone, specialmente i giovani, a costruire un futuro
comune! Possa Dio sostenerci nelle nostre buone intenzioni
e permettere alle nostre comunità di vivere con coerenza
la verità dell'amore, che costituisce il cuore del
credente ed è la base del rispetto della dignità di ogni
persona! Possa Dio, Colui che è misericordioso e
compassionevole, assisterci in questa impegnativa
missione, proteggerci, benedirci e illuminarci sempre con
la potenza del suo amore!
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