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VISITA
AL CACHOT A LURDES (13 SETTEMBRE 2008)
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Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio
Vaticana 13 settembre 2008
Da
Lourdes la luce che illumina il buio del mondo: Benedetto
XVI nella Grotta delle Apparizioni affida a Maria le
sofferenze e le speranze dell'umanità
Il
Papa era giunto ieri pomeriggio a Lourdes, dopo la visita
a Parigi, compiendo le prime tre tappe del Cammino del
Giubileo: la chiesa parrocchiale del Sacro Cuore dove è
stata battezzata Bernardette, il Cachot, l’ex prigione
dove la famiglia della veggente abitava e la Grotta delle
Apparizioni. In serata, al termine della processione aux
flambeaux, il Papa ha tenuto l’omelia dalla terrazza
inferiore della Basilica di Notre Dame di Lourdes. Il
servizio di Sergio Centofanti.
(Canto)
Benedetto XVI sosta in preghiera nella Grotta: è forse
il momento più toccante di tutto il viaggio. Una bambina,
vestita con un costume locale del periodo di Bernadette,
gli porge un bicchiere d’acqua della fonte che il Papa
beve. Quindi eleva una preghiera in italiano:
“Signore Gesù, ci hai dato Maria come Madre. Ella
ha condiviso la Tua passione e la Tua resurrezione. Qui a
Lourdes, si è mostrata a Bernadette, rattristata per i
nostri peccati, ma raggiante della Tua luce. Attraverso
Lei, Ti confidiamo tutte le gioie e le pene, le nostre,
quelle dei malati e quelle di tutta l’umanità”.
(Canto)
Nel buio e nel freddo di una notte piovosa a Lourdes
decine di migliaia di luci illuminano le speranze di
un’umanità sofferente. Il Papa, al termine della
suggestiva processione aux flambeaux, svolge una vera e
propria catechesi sulla luce, la luce vera che porta al
mondo la gioia, la bontà, la bellezza, la vita. A
centocinquant’anni da quell’11 febbraio 1858,
Benedetto XVI ricorda quando Bernadette nella grotta di
Massabielle “ vide una luce e, dentro questa luce, una
giovane signora che definì“bella, bella, più di
tutto”. Ricorda come questa Signora si rivolse alla
povera e umile fanciulla “con bontà e dolcezza, con
rispetto e fiducia” in un “dialogo tutto pervaso di
delicatezza” fatto di “messaggi molto semplici sulla
preghiera, la penitenza e la conversione”. Sul volto di
Bernadette splendeva la luce della Donna vestita di Sole,
rivestita della vita del Figlio Risorto. E “l’incontro
col viso luminoso di Bernadette sconvolgeva i cuori e gli
sguardi”:
"Que ce soit pendant les apparitions elles-mêmes
ou lorsqu' elle les racontait... ".
Sia durante le apparizioni che quando le raccontava,
il suo viso diveniva tutto raggiante. Bernadette era ormai
abitata dalla luce di Massabielle. La vita quotidiana
della famiglia Soubirous era tuttavia intessuta di miseria
e di tristezza, di malattia e di incomprensione, di
rifiuto e di povertà. Pur non mancando amore e calore
nelle relazioni familiari, era difficile vivere nel ‘cachot’(la
‘prigione’). Ma le ombre della terra non hanno
impedito di brillare alla luce del cielo: ‘La luce
splende nelle tenebre…’(Gv 1,5)”
“Lourdes – ha detto il Papa - è uno di quei luoghi
che Dio ha scelto per farvi risplendere un raggio
particolare della sua bellezza”. Ed “è un luogo di
luce, perché è un luogo di comunione, di speranza e di
conversione”. “La stessa Madre di Dio fece sapere di
gradire l’omaggio toccante di quelle migliaia di ceri”
che da 150 anni continuano a brillare “davanti alla
grotta, notte e giorno, tanto d’estate quanto
d’inverno” come “un roveto ardente incendiato dalle
preghiere dei pellegrini e dei malati, che esprimono le
loro preoccupazioni e i loro bisogni, ma soprattutto la
loro fede e la loro speranza”. E’ “una strada
luminosa” - ha aggiunto il Papa – che rischiara
“anche i momenti più bui” della storia degli uomini:
"Cet acte de marcher dans la nuit, en portant
la lumière, parle fort... ".
Questo camminare nella notte, portando la luce,
parla con forza al nostro intimo, tocca il nostro cuore e
dice molto di più che ogni altra parola pronunciata o
intesa. Questo gesto riassume da solo la nostra condizione
di cristiani in cammino: abbiamo bisogno di luce e, allo
stesso tempo, siamo chiamati a divenire luce. Il peccato
ci rende ciechi, ci impedisce di proporci come guide per i
nostri fratelli, e ci spinge a diffidare di loro e a non
lasciarci guidare. Abbiamo bisogno di essere illuminati e
ripetiamo la supplica del cieco Bartimeo: ‘Maestro,
fa’ che io veda!’”
“Maria – ha proseguito il Pontefice - ci insegna a
pregare, a fare della nostra preghiera un atto d’amore
per Dio e di carità fraterna. Pregando con Maria, il
nostro cuore accoglie coloro che soffrono”:
"Nous pensons aux victimes innocentes qui
subissent la violence, la guerre... ".
Pensiamo alle vittime innocenti che subiscono la
violenza, la guerra, il terrorismo, la carestia, o che
portano le conseguenze delle ingiustizie, dei flagelli e
delle calamità, dell’odio e dell’oppressione, degli
attentati alla loro dignità umana e ai loro diritti
fondamentali, alla loro libertà d’azione e di pensiero.
Pensiamo anche a coloro che vivono problemi familiari o
che soffrono in conseguenza della disoccupazione, della
malattia, dell’infermità, della solitudine, della loro
situazione di immigrati. Non voglio inoltre dimenticare
coloro che patiscono a causa del nome di Cristo e che
muoiono per Lui”.
A Lourdes il primo posto spetta ai malati, ai poveri e
ai piccoli. In tanti – ha affermato il Papa – vengono
qui “sperando forse segretamente di ricevere qualche
miracolo; poi, sulla via del ritorno” cambiano
profondamente, comprendendo la cosa più importante: che
“in realtà, basta amare”:
"La rencontre discrète avec Bernadette et la
Vierge Marie peut changer une ... ".
L’incontro discreto con Bernardette e con la
Vergine Maria può cambiare una vita, perché esse sono
presenti, in questo luogo di Massabielle, per condurci a
Cristo, il quale è la nostra vita, la nostra forza, la
nostra luce. Che la Vergine Maria e santa Bernardette vi
aiutino a vivere da figli della luce per testimoniare,
ogni giorno della vostra vita, che Cristo è la nostra
luce, la nostra speranza, la nostra vita!”
(Canto)
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