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VIAGGIO
APOSTOLICO IN FRANCIA (12-15 SETTEMBRE 2008)
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Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio
Vaticana, 13 settembre 2008
La
calorosa accoglienza dei giovani a Nôtre Dame. Il Papa:
"non abbiate paura di annunciare Cristo!"
I
giovani francesi accolgono con entusiasmo Benedetto XVI.
Ieri sera il festoso incontro sul sagrato della Cattedrale
di Nôtre Dame. Ce ne parla la nostra inviata a Parigi Francesca
Sabatinelli:
Li
ha ritrovati, dopo Sydney, quegli stessi giovani che lo
hanno seguito per la GMG australiana dicono di amare
questo Papa che chiede loro di “non aver paura”. Erano
circa in 15mila ieri sera sul sagrato di Nôtre Dame, in
molti altri erano riuniti lungo la Senna, sui ponti,
attorno alla Cattedrale, l’arrivo di Benedetto XVI è
stato accolto da ovazioni, esplosioni di gioia, canti.
Hanno aspettato la celebrazione dei Vespri per sentire la
sua parola, sono rimasti poi tutta la notte vegliando in
attesa della messa di questa mattina. Il Papa aveva già
parlato di loro, ieri mattina, nel suo discorso all’Eliseo,
quando si era detto preoccupato per questi ragazzi per i
quali oggi è sempre più difficile trovare un
orientamento, che soffrono di una perdita di riferimento
nella vita familiare. “Non abbiate paura” ha, dunque,
detto loro ieri sera Benedetto XVI, insignendoli di un
grande incarico, a loro che sono “nell’età della
generosità”:
“Il est urgent de parler du Christ autour de vous,
à vos familles ...".
E’ urgente parlare di Cristo attorno a voi, alle
vostre famiglie e ai vostri amici, nei vostri luoghi di
studio, di lavoro o di divertimento.
Il Papa li ha incoraggiati a trovare le parole adatte
per portare la Buona Novella ai giovani della loro età e
anche agli altri. “Essi conoscono le turbolenze degli
affetti, la preoccupazione e l’incertezza di fronte al
lavoro ed agli studi. Affrontano sofferenze e fanno
l’esperienza di gioie uniche”. “Rendete
testimonianza di Dio, ha continuato il Pontefice, perché
in quanto giovani fate pienamente parte della comunità
cattolica in virtù del vostro battesimo e in ragione
della comunione di fede”.
La Chiesa conta su di voi, ha detto ancora il Papa che
ha elencato ai ragazzi i pericoli di oggi: “le
discussioni e le contese all’interno delle comunità di
credenti, la seduzione esercitata dalle pseudo-sapienze
religiose o filosofiche, la superficialità della fede e
la morale dissoluta”. E in conclusione ha affidato loro
due tesori: lo Spirito Santo e la Croce:
“L’Esprit ouvre l’intelligence humaine à de
nouveaux horizons ...".
Lo Spirito apre all’intelligenza umana nuovi
orizzonti che la superano e le fa capire che l’unica
vera sapienza risiede nella grandezza di Cristo. Per i
cristiani la Croce è simbolo della sapienza di Dio e del
suo amore infinito rivelatosi nel dono salvifico di Cristo
morto e risorto per la vita del mondo.
VEGLIA DI
PREGHIERA DEI GIOVANI
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Sagrato
della Basilica Notre-Dame
Parigi, venerdì 12 settembre
2008
Cari
giovani,
dopo il
raccoglimento orante dei Vespri a Notre-Dame, è con
entusiasmo che voi mi salutate stasera, dando così un
carattere festoso e molto simpatico a questo incontro.
Esso mi richiama quello indimenticabile dello scorso
luglio a Sydney, al quale alcuni di voi hanno partecipato
in occasione della Giornata mondiale della Gioventù.
Questa sera, vorrei parlarvi di due punti profondamente
legati l’uno all’altro, che costituiscono un vero
tesoro nel quale voi potrete porre il vostro cuore (cfr Mt
6, 21).
Il primo
si collega col tema scelto per Sydney. E’ pure quello
della vostra veglia di preghiera che sta per cominciare
tra qualche istante. Si tratta di un passo degli Atti
degli Apostoli, libro che alcuni qualificano molto
giustamente come il Vangelo dello Spirito Santo: “Avrete
forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi
sarete testimoni” (At 1, 8). Il Signore dice
ora a voi queste parole. Sydney ha fatto riscoprire a
molti giovani l’importanza dello Spirito Santo nella
vita del cristiano. Lo Spirito ci mette intimamente in
rapporto con Dio, presso il quale si trova la sorgente
d’ogni ricchezza umana autentica. Tutti voi cercate di
amare e di essere amati! È verso Dio che voi dovete
volgervi per imparare ad amare e per avere la forza di
amare. Lo Spirito, che è Amore, può aprire i vostri
cuori per ricevere il dono dell’amore autentico. Tutti
voi cercate la verità e volete viverne! Questa verità è
Cristo. Egli è la sola Via, l’unica Verità e la vera
Vita. Seguire Cristo significa veramente “prendere il
largo”, come dicono diverse volte i Salmi. La strada
della Verità è una e nello stesso tempo molteplice,
secondo i diversi carismi, come la Verità è una e nello
stesso tempo di una ricchezza inesauribile. Affidatevi
allo Spirito Santo per scoprire Cristo. Lo Spirito è la
guida necessaria per la preghiera, l’anima della nostra
speranza e la sorgente della vera gioia.
Per
approfondire queste verità di fede, vi incoraggio a
meditare la grandezza del Sacramento della Confermazione
che avete ricevuto e che vi introduce in una vita di fede
adulta. È urgente comprendere sempre meglio questo
sacramento per verificare la qualità e la profondità
della vostra fede e per rafforzarla. Lo Spirito Santo vi
fa avvicinare al Mistero di Dio e vi fa comprendere chi è
Dio. Egli vi invita a vedere nel vostro prossimo il
fratello che Dio vi ha donato per vivere in comunione con
lui, umanamente e spiritualmente, per vivere nella Chiesa
dunque. Nel rivelarvi chi è il Cristo morto e risuscitato
per noi, Egli vi spinge a testimoniare. Voi siete
nell’età della generosità. È urgente parlare di
Cristo attorno a voi, alle vostre famiglie e ai vostri
amici, nei vostri luoghi di studio, di lavoro o di
divertimento. Non abbiate paura! Abbiate “il coraggio
di vivere il Vangelo e l’audacia di proclamarlo” (Messaggio
ai giovani del mondo, 20 luglio 2007). Per questo io
vi incoraggio a trovare le parole adatte per annunciare
Dio intorno a voi, poggiando la vostra testimonianza sulla
forza dello Spirito implorata nella preghiera. Portate la
Buona Novella ai giovani della vostra età e anche agli
altri. Essi conoscono le turbolenze degli affetti, la
preoccupazione e l’incertezza di fronte al lavoro ed
agli studi. Affrontano sofferenze e fanno l’esperienza
di gioie uniche. Rendete testimonianza di Dio, perché, in
quanto giovani, voi fate pienamente parte della comunità
cattolica in virtù del vostro battesimo e in ragione
della comune professione di fede (cfr. Ef 4,
5). La Chiesa conta su di voi, ci tengo a dirvelo!
In questo
anno dedicato a san Paolo, vorrei affidarvi un secondo
tesoro, che era al centro della vita di questo Apostolo
affascinante: si tratta del mistero della Croce. Domenica,
a Lourdes, celebrerò la festa della Croce Gloriosa
unendomi ad innumerevoli pellegrini. Molti di voi portano
al collo una catena con una croce. Anch’io ne porto una,
come tutti i Vescovi del resto. Non è un ornamento, né
un gioiello. È il simbolo prezioso della nostra fede, il
segno visibile e materiale del legame con Cristo. San
Paolo parla chiaramente della Croce all’inizio della sua
Prima Lettera ai Corinzi. A Corinto, viveva una
comunità agitata e turbolenta che era esposta ai pericoli
della corruzione presente nell’ambiente. Questi pericoli
sono simili a quelli che conosciamo oggigiorno. Non citerò
che i seguenti: le discussioni e le contese all’interno
della comunità dei credenti, la seduzione esercitata
dalle pseudo-sapienze religiose o filosofiche, la
superficialità della fede e la morale dissoluta. San
Paolo inizia la sua lettera scrivendo: “La parola
della Croce è stoltezza per quelli che vanno in
perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, è
potenza di Dio” (1 Cor 1, 18). Poi
l’Apostolo mostra l’opposizione singolare che esiste
fra la sapienza e la follia, secondo Dio e secondo gli
uomini. Egli ne parla quando evoca la fondazione della
Chiesa a Corinto e, poi, a proposito della propria
predicazione. Egli conclude insistendo sulla bellezza
della sapienza di Dio che Cristo – e, sulle sue orme, i
suoi Apostoli - sono venuti ad insegnare al mondo e ai
cristiani. Questa sapienza, misteriosa e restata nascosta
(cfr 1 Cor 2, 7), ci è stata rivelata dallo
Spirito, perché “l’uomo naturale non comprende le
cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non
è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo
per mezzo dello Spirito” (1 Cor 2, 14).
Lo
Spirito apre all’intelligenza umana nuovi orizzonti che
la superano e le fa capire che l’unica vera sapienza
risiede nella grandezza di Cristo. Per i cristiani la
Croce è simbolo della sapienza di Dio e del suo amore
infinito rivelatosi nel dono salvifico di Cristo morto e
risorto per la vita del mondo, per la vita di ciascuno e
di ciascuna di voi in particolare. Possa questa scoperta
di un Dio che si è fatto uomo per amore, questa scoperta
sconvolgente invitarvi a rispettare e a venerare la Croce!
Essa è non soltanto il segno della vostra vita in Dio e
della vostra salvezza, ma è anche – voi lo comprendete
– la testimone muta dei dolori degli uomini e, allo
stesso tempo l’espressione unica e preziosa di tutte le
loro speranze. Cari giovani, io so che venerare la Croce
attira a volte la derisione e anche la persecuzione. La
Croce mette in questione in qualche modo la sicurezza
umana, ma rende sicura, anche e soprattutto, la grazia di
Dio e conferma la nostra salvezza. Questa sera, io vi
affido la Croce di Cristo. Lo Spirito Santo ve ne farà
comprendere i misteri d’amore e voi esclamerete allora
con san Paolo: “Quanto a me non ci sia altro vanto
che nella Croce del nostro Signore Gesù Cristo, per mezzo
della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io
per il mondo” (Gal 6, 14). Paolo aveva capito
la parola di Gesù – apparentemente paradossale -
secondo cui solo donando (”perdendo”) la propria vita
la si può trovare (cfr Mc 8,35; Gv 12,24) e
ne aveva concluso che la Croce esprime la legge
fondamentale dell’amore, la formula perfetta della vera
vita. Possa l’approfondimento del mistero della
Croce far scoprire ad alcuni fra voi la chiamata a servire
Cristo in maniera più totale nella vita sacerdotale o
religiosa!
È tempo
ora di cominciare la veglia di preghiera, per la quale vi
siete raccolti stasera. Non dimenticate i due tesori che
il Papa vi ha presentato stasera: lo Spirito Santo e la
Croce! Vorrei, per concludere, dirvi ancora una volta che
io conto su di voi, cari giovani, e desidererei che voi
faceste esperienza oggi e domani della stima e
dell’affetto della Chiesa! Ora, noi vediamo qui la
Chiesa vivente…Che Dio vi accompagni ogni giorno e
benedica voi insieme con le vostre famiglie e i vostri
amici. Ben volentieri imparto a voi la Benedizione
Apostolica, così come a tutti i giovani della Francia.
Grazie
per la vostra fede e buona veglia.
©
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