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VIAGGIO APOSTOLICO IN FRANCIA (12-15 SETTEMBRE 2008)

Radio Vaticana, 13 settembre 2008

Il Papa all’Institut de France: la cultura francese particolarmente importante per il mio percorso intellettuale


Prima della grande Messa all’Esplanade des Invalides, Benedetto XVI ha vissuto stamani un momento dal sapore famigliare all’Institut de France di Parigi. In questa storica istituzione culturale francese, nata nel 1795, si può dire infatti che il Papa è di casa. Nel 1992, l’allora cardinale Joseph Ratzinger è stato nominato membro associato dell’Accademia delle Scienze morali e politiche, che ha sede appunto presso l’Istituto assieme ad altre quattro Accademie. “Non potevo venire a Parigi senza salutarvi personalmente”, ha esordito il Papa nel breve incontro. Una cerimonia nella quale è stata inaugurata una targa commemorativa, che riporta l’incipit del Vangelo di Giovanni.

Il Pontefice ha sottolineato “i vincoli profondi” che lo legano alla cultura francese per la quale, ha detto, “provo una grande ammirazione”. Ha poi confidato che, nel suo percorso intellettuale, “il contatto con la cultura francese ha avuto una particolare importanza”. Il Papa ha avuto parole di apprezzamento per un Colloquio sull’identità mutevole dell’individuo promosso da due Accademie dell’Istituto assieme a due Accademie Pontificie e all’Institut Catholique parigino. Questa iniziativa, ha detto il Papa, “potrebbe proseguire al fine di esplorare insieme gli innumerevoli sentieri delle scienze umane e sperimentali”. (A.G.)
        

INSTITUT DE FRANCE

SALUTO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

Parigi, sabato 13 settembre 2008

          

Signor Cancelliere,
Signora e Signori Segretari perpetui delle Cinque Accademie,
Signori Cardinali,
cari Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
cari Amici Accademici, Signore e Signori
!

È per me un grande onore essere ricevuto stamane sotto la Cupola. Vi ringrazio per le espressioni piene di gentilezza con cui mi avete accolto e  per la medaglia che avete voluto offrirmi. Non potevo venire a Parigi senza salutarvi personalmente. È un piacere per me profittare di questa felice occasione per sottolineare i vincoli profondi che mi legano alla cultura francese, per la quale provo una grande ammirazione. Nel  mio percorso intellettuale il contatto con la cultura francese ha avuto una particolare importanza. Colgo quindi volentieri l’occasione per esprimere la mia gratitudine verso di essa, sia a titolo personale che come Successore di Pietro. La targa che abbiamo appena scoperta conserverà il ricordo del nostro incontro.

Rabelais, al tempo suo, affermava molto giustamente: «Scienza senza coscienza non è che rovina dell’anima!» (Pantagruel, 8). E’ stato senza dubbio per contribuire ad evitare il rischio di una simile dicotomia che, alla fine di gennaio, per la prima volta in tre secoli e mezzo, due Accademie dell’Istituto, due Accademie Pontificie e l’Institut Catholique di Parigi hanno organizzato un Colloquio inter-accademico su l’identità mutevole dell’individuo. Il Colloquio ha illustrato l’interesse che presentano larghe ricerche pluridisciplinari. Questa iniziativa potrebbe proseguire al fine di esplorare insieme gli innumerevoli sentieri delle scienze umane e sperimentali. Questo auspicio è accompagnato dalla preghiera che elevo verso il Signore per voi, per le persone che vi sono care e per tutti i membri delle Accademie, così come per tutto il personale dell’Institut de France. Che Dio vi benedica.

INSTITUT DE FRANCE - SUL LIBRO D'ORO

DEDICA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

Parigi, sabato 13 settembre 2008

In principio erat Verbum
et Verbum erat apud Deum et Deus erat Verbum »
Jn 1, 1 

Benedictus Pp. XVI 

13. IX. 2008

 

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