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CELEBRAZIONE
DEI VESPRI A PARIGI (12 SETTEMBRE 2008)
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Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio
Vaticana 13 settembre 2008
La
celebrazione dei Vespri presieduta dal Papa nella
Cattedrale di Notre Dame
Durante
la celebrazione ieri dei Vespri con i sacerdoti, i
religiosi, le religiose, i seminaristi e i diaconi nella
Cattedrale di Notre Dame, Benedetto XVI si è soffermato
sulla presenza di Dio in mezzo agli uomini e sulla forza
salvifica della Parola. “Lungo l’intero arco della
giornata – ha detto il Papa – la Parola di Dio diviene
materia di preghiera di tutta la Chiesa, la quale vuole
così testimoniare la propria fedeltà a Cristo”. Il
servizio di Amedeo Lomonaco:
(musica)
Benedetto XVI scorge nella Cattedrale di Notre Dame il
“segno vivo della presenza di Dio in mezzo agli
uomini”, che si innalza nel cuore della città. E’ un
inno “vivente di pietra e di luce a lode di questo atto
unico della storia dell’umanità”: la Parola di Dio
che entra nella storia degli uomini. Nella Cattedrale di
Notre Dame – aggiunge Benedetto XVI – si sono svolti
grandi eventi religiosi e civili. In questo scrigno per
l’umanità, arricchito dal talento di architetti,
pittori scultori e musicisti, riecheggiano ancora oggi
liturgie che celebrano la Parola. Ma la bellezza dei riti
– osserva il Papa – “non sarà mai abbastanza
ricercata, abbastanza curata, abbastanza elaborata, poiché
nulla è troppo bello per Dio, che è la Bellezza
infinita”:
"Nos litugies de la terre ne pourront jamais être
…".
Le nostre liturgie terrene non potranno essere che
un pallido riflesso della liturgia, che si celebra nella
Gerusalemme del cielo, punto d’arrivo del nostro
pellegrinaggio sulla terra.
Il cammino verso la Città Santa non sarebbe possibile
se non lo si facesse nella Chiesa. Coloro che nella Chiesa
predicano la Parola, sono strumenti dello Spirito: “Dio
– afferma il Papa – ha l’umiltà di passare
attraverso di noi per diffondere la sua Parola. Diveniamo
la sua voce, dopo aver teso l’orecchio verso la sua
bocca. Poniamo la sua Parola sulle nostre labbra per darla
al mondo”. Benedetto XVI si rivolge quindi ai
seminaristi, destinati a diventare “depositari” della
Parola:
"Entretenez toujours en vous le gout de la
Parole de Dieu …".
Trattenete sempre in voi il gusto della Parola di
Dio! Imparate, grazie ad essa, ad amare tutti coloro che
si troveranno lungo la vostra strada. Nessuno è di troppo
nella Chiesa, nessuno! Tutti possono e devono trovarvi il
proprio posto!
Ai diaconi il Papa ricorda la loro vocazione ad essere
collaboratori efficaci dei vescovi e dei sacerdoti: ponete
il Vangelo – afferma Benedetto XVI – al centro della
vostra vita. Il Santo Padre esorta poi i sacerdoti a non
aver paura di consacrare una parte considerevole del loro
tempo alla lettura e alla meditazione della Scrittura.
“Quasi a vostra insaputa – afferma il Papa – la
Parola letta e meditata nella Chiesa agisce in voi e vi
trasforma”. Se diviene “compagna” della vostra vita,
sarà “consigliera di buone azioni” e “conforto
nelle preoccupazioni e nel dolore”. Ai religiosi e alle
religiose Benedetto XVI ricorda che la Parola del Signore
è l’unica ricchezza, “la sola che supererà i secoli
e il velo della morte”. La vostra obbedienza –
aggiunge – è un ascolto e obbedendo, “volgete
l’anima verso Colui che è la Via, la Verità e la
Vita”.
Il Papa si rivolge infine ai rappresentanti delle altre
Chiese cristiane e comunità ecclesiali chiedendo al
Signore di far crescere il senso dell’unità della
Parola:
"Pas d‘Église sans unitè autour du Christ rédempteur
…".
Non vi è Chiesa senza unità attorno a Cristo
Redentore, non vi sono frutti di redenzione senza amore a
Dio e al prossimo.
(musica)
VEGLIA DI
PREGHIERA DEI GIOVANI
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Sagrato
della Basilica Notre-Dame
Parigi, venerdì 12 settembre
2008
Cari
giovani,
dopo il
raccoglimento orante dei Vespri a Notre-Dame, è con
entusiasmo che voi mi salutate stasera, dando così un
carattere festoso e molto simpatico a questo incontro.
Esso mi richiama quello indimenticabile dello scorso
luglio a Sydney, al quale alcuni di voi hanno partecipato
in occasione della Giornata mondiale della Gioventù.
Questa sera, vorrei parlarvi di due punti profondamente
legati l’uno all’altro, che costituiscono un vero
tesoro nel quale voi potrete porre il vostro cuore (cfr Mt
6, 21).
Il primo
si collega col tema scelto per Sydney. E’ pure quello
della vostra veglia di preghiera che sta per cominciare
tra qualche istante. Si tratta di un passo degli Atti
degli Apostoli, libro che alcuni qualificano molto
giustamente come il Vangelo dello Spirito Santo: “Avrete
forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi
sarete testimoni” (At 1, 8). Il Signore dice
ora a voi queste parole. Sydney ha fatto riscoprire a
molti giovani l’importanza dello Spirito Santo nella
vita del cristiano. Lo Spirito ci mette intimamente in
rapporto con Dio, presso il quale si trova la sorgente
d’ogni ricchezza umana autentica. Tutti voi cercate di
amare e di essere amati! È verso Dio che voi dovete
volgervi per imparare ad amare e per avere la forza di
amare. Lo Spirito, che è Amore, può aprire i vostri
cuori per ricevere il dono dell’amore autentico. Tutti
voi cercate la verità e volete viverne! Questa verità è
Cristo. Egli è la sola Via, l’unica Verità e la vera
Vita. Seguire Cristo significa veramente “prendere il
largo”, come dicono diverse volte i Salmi. La strada
della Verità è una e nello stesso tempo molteplice,
secondo i diversi carismi, come la Verità è una e nello
stesso tempo di una ricchezza inesauribile. Affidatevi
allo Spirito Santo per scoprire Cristo. Lo Spirito è la
guida necessaria per la preghiera, l’anima della nostra
speranza e la sorgente della vera gioia.
Per
approfondire queste verità di fede, vi incoraggio a
meditare la grandezza del Sacramento della Confermazione
che avete ricevuto e che vi introduce in una vita di fede
adulta. È urgente comprendere sempre meglio questo
sacramento per verificare la qualità e la profondità
della vostra fede e per rafforzarla. Lo Spirito Santo vi
fa avvicinare al Mistero di Dio e vi fa comprendere chi è
Dio. Egli vi invita a vedere nel vostro prossimo il
fratello che Dio vi ha donato per vivere in comunione con
lui, umanamente e spiritualmente, per vivere nella Chiesa
dunque. Nel rivelarvi chi è il Cristo morto e risuscitato
per noi, Egli vi spinge a testimoniare. Voi siete
nell’età della generosità. È urgente parlare di
Cristo attorno a voi, alle vostre famiglie e ai vostri
amici, nei vostri luoghi di studio, di lavoro o di
divertimento. Non abbiate paura! Abbiate “il coraggio
di vivere il Vangelo e l’audacia di proclamarlo” (Messaggio
ai giovani del mondo, 20 luglio 2007). Per questo io
vi incoraggio a trovare le parole adatte per annunciare
Dio intorno a voi, poggiando la vostra testimonianza sulla
forza dello Spirito implorata nella preghiera. Portate la
Buona Novella ai giovani della vostra età e anche agli
altri. Essi conoscono le turbolenze degli affetti, la
preoccupazione e l’incertezza di fronte al lavoro ed
agli studi. Affrontano sofferenze e fanno l’esperienza
di gioie uniche. Rendete testimonianza di Dio, perché, in
quanto giovani, voi fate pienamente parte della comunità
cattolica in virtù del vostro battesimo e in ragione
della comune professione di fede (cfr. Ef 4,
5). La Chiesa conta su di voi, ci tengo a dirvelo!
In questo
anno dedicato a san Paolo, vorrei affidarvi un secondo
tesoro, che era al centro della vita di questo Apostolo
affascinante: si tratta del mistero della Croce. Domenica,
a Lourdes, celebrerò la festa della Croce Gloriosa
unendomi ad innumerevoli pellegrini. Molti di voi portano
al collo una catena con una croce. Anch’io ne porto una,
come tutti i Vescovi del resto. Non è un ornamento, né
un gioiello. È il simbolo prezioso della nostra fede, il
segno visibile e materiale del legame con Cristo. San
Paolo parla chiaramente della Croce all’inizio della sua
Prima Lettera ai Corinzi. A Corinto, viveva una
comunità agitata e turbolenta che era esposta ai pericoli
della corruzione presente nell’ambiente. Questi pericoli
sono simili a quelli che conosciamo oggigiorno. Non citerò
che i seguenti: le discussioni e le contese all’interno
della comunità dei credenti, la seduzione esercitata
dalle pseudo-sapienze religiose o filosofiche, la
superficialità della fede e la morale dissoluta. San
Paolo inizia la sua lettera scrivendo: “La parola
della Croce è stoltezza per quelli che vanno in
perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, è
potenza di Dio” (1 Cor 1, 18). Poi
l’Apostolo mostra l’opposizione singolare che esiste
fra la sapienza e la follia, secondo Dio e secondo gli
uomini. Egli ne parla quando evoca la fondazione della
Chiesa a Corinto e, poi, a proposito della propria
predicazione. Egli conclude insistendo sulla bellezza
della sapienza di Dio che Cristo – e, sulle sue orme, i
suoi Apostoli - sono venuti ad insegnare al mondo e ai
cristiani. Questa sapienza, misteriosa e restata nascosta
(cfr 1 Cor 2, 7), ci è stata rivelata dallo
Spirito, perché “l’uomo naturale non comprende le
cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non
è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo
per mezzo dello Spirito” (1 Cor 2, 14).
Lo
Spirito apre all’intelligenza umana nuovi orizzonti che
la superano e le fa capire che l’unica vera sapienza
risiede nella grandezza di Cristo. Per i cristiani la
Croce è simbolo della sapienza di Dio e del suo amore
infinito rivelatosi nel dono salvifico di Cristo morto e
risorto per la vita del mondo, per la vita di ciascuno e
di ciascuna di voi in particolare. Possa questa scoperta
di un Dio che si è fatto uomo per amore, questa scoperta
sconvolgente invitarvi a rispettare e a venerare la Croce!
Essa è non soltanto il segno della vostra vita in Dio e
della vostra salvezza, ma è anche – voi lo comprendete
– la testimone muta dei dolori degli uomini e, allo
stesso tempo l’espressione unica e preziosa di tutte le
loro speranze. Cari giovani, io so che venerare la Croce
attira a volte la derisione e anche la persecuzione. La
Croce mette in questione in qualche modo la sicurezza
umana, ma rende sicura, anche e soprattutto, la grazia di
Dio e conferma la nostra salvezza. Questa sera, io vi
affido la Croce di Cristo. Lo Spirito Santo ve ne farà
comprendere i misteri d’amore e voi esclamerete allora
con san Paolo: “Quanto a me non ci sia altro vanto
che nella Croce del nostro Signore Gesù Cristo, per mezzo
della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io
per il mondo” (Gal 6, 14). Paolo aveva capito
la parola di Gesù – apparentemente paradossale -
secondo cui solo donando (”perdendo”) la propria vita
la si può trovare (cfr Mc 8,35; Gv 12,24) e
ne aveva concluso che la Croce esprime la legge
fondamentale dell’amore, la formula perfetta della vera
vita. Possa l’approfondimento del mistero della
Croce far scoprire ad alcuni fra voi la chiamata a servire
Cristo in maniera più totale nella vita sacerdotale o
religiosa!
È tempo
ora di cominciare la veglia di preghiera, per la quale vi
siete raccolti stasera. Non dimenticate i due tesori che
il Papa vi ha presentato stasera: lo Spirito Santo e la
Croce! Vorrei, per concludere, dirvi ancora una volta che
io conto su di voi, cari giovani, e desidererei che voi
faceste esperienza oggi e domani della stima e
dell’affetto della Chiesa! Ora, noi vediamo qui la
Chiesa vivente…Che Dio vi accompagni ogni giorno e
benedica voi insieme con le vostre famiglie e i vostri
amici. Ben volentieri imparto a voi la Benedizione
Apostolica, così come a tutti i giovani della Francia.
Grazie
per la vostra fede e buona veglia.
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