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DISCORSO
AL TERMINE DELLA PROCESSIONE EUCARISTICA (14 SETTEMBRE 2008)
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Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio
Vaticana 15 settembre 2008
La
processione eucaristica a Lourdes. Il Papa: contemplare
l'Ostia Santa è contemplare l'eternità
Dopo
l’incontro con i vescovi francesi, Benedetto XVI ha
assistito ieri alla conclusione della solenne processione
eucaristica. Rivolgendosi ai fedeli e ai pellegrini, il
Papa si è soffermato sull’Ostia Santa, “Sacramento
vivo ed efficace della presenza eterna del Salvatore degli
uomini alla sua Chiesa”. “Sia che camminiamo o siamo
inchiodati su di un letto di dolore – ha detto il Santo
Padre – Signore prendici nel tuo Amore”; “Vergine
santa - ha aggiunto - aiutaci a contemplare, aiutaci ad
adorare, aiutaci ad amare, ad amare di più Colui che ci
ha tanto amato, per vivere eternamente con Lui”. Il
servizio di Amedeo Lomonaco:
(musica)
Nella città mariana di Lourdes, dove una moltitudine
di persone provenienti da tutto il mondo ha accolto
Benedetto XVI, si scorge nelle parole del Santo Padre
l’abbraccio della Gerusalemme del cielo, sigillato dalla
“folla dei Santi che non cessano di intercedere per
noi”.
"Une foule immense de témoins est
invisiblement présente …
Una folla di testimoni è invisibilmente presente
accanto a noi, vicino a questa grotta benedetta e davanti
a questa chiesa voluta dalla vergine Maria".
Il Santo Padre ha aggiunto che “non li vediamo, ma li
sentiamo dire a ciascuno di noi: Vieni lasciati attrarre
dal Maestro”:
"Laisse-to
saisir par Lui …
Lasciati afferrare da Lui. Non guardare più alle
tue ferite, guarda alle sue. Non guardare ciò che ti
separa ancora da Lui e dagli altri; guarda l’infinita
distanza che Egli ha cancellato nell’assumere la tua
carne, nel salire sulla Croce che gli hanno preparato gli
uomini e nel lasciarsi mandare a morte per mostrarti il
suo amore. Nelle sue ferite Egli ti accoglie; nelle sue
ferite Egli ti nasconde. Non rifiutarti al suo
amore!"
Coloro che si sono lasciati afferrare dal suo amore –
ha affermato il Papa – “erano peccatori e lo sapevano,
ma hanno accettato di non guardare le loro ferite, di non
guardare ormai che le ferite del loro Signore, per
scoprirvi la gloria della Croce”, la vittoria della vita
sulla morte. Nell’Eucaristia – ha osservato Benedetto
XVI – Gesù Cristo è “presenza reale, presenza che
supera le nostre povere labbra, i nostri poveri cuori, i
nostri poveri pensieri”: “quando contempliamo
l’Ostia Santa - ha spiegato il Papa - contempliamo ciò
che contempleremo nell’eternità”. “Alcuni tra noi -
ha aggiunto - non possono o non possono ancora riceverLo
nel Sacramento”.
“Mais ils peuvent Le contemper avec foi et amour
…
Ma possono contemplarLo con fede e amore, ed
esprimere il desiderio di potersi finalmente unire a Lui.
E’ un desiderio che ha grande valore davanti a Dio: essi
attendono con maggiore ardore il suo ritorno; attendono
Gesù Cristo che deve venire".
L’Ostia Santa ha detto infine il Santo Padre “ci
dice l’incredibile abbassamento di Colui che si è fatto
povero per farci ricchi di Sé, Colui che ha accettato di
perdere tutto per guadagnarci al Padre suo”.
(musica)
PROCESSIONE
EUCARISTICA ALLA PRAIRIE
MEDITAZIONE
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Lourdes,
domenica 14 settembre
2008
Signore
Gesù, Tu sei qui !
E voi,
miei fratelli, mie sorelle, miei amici,
voi pure siete qui, con me, davanti a Lui!
Signore,
duemila anni or sono, Tu hai accettato di salire su di una
croce d’infamia per poi risuscitare e restare sempre con
noi, tuoi fratelli, tue sorelle.
E voi,
miei fratelli, mie sorelle, miei amici,
voi accettate di lasciarvi afferrare da Lui.
Noi Lo
contempliamo.
Noi L’adoriamo.
Noi L’amiamo. E cerchiamo di amarLo di più.
Noi
contempliamo Colui che, nel corso della cena pasquale, ha
donato il suo Corpo e il suo Sangue ai discepoli, per
essere con loro “tutti i giorni fino alla fine del
mondo” (Mt 28,20).
Noi
adoriamo Colui che è all’inizio e alla fine della
nostra fede, Colui senza il quale noi non saremmo qui sta
sera. Colui senza il quale noi non ci saremmo per nulla.
Colui senza il quale nulla vi sarebbe, nulla,
assolutamente nulla! Lui, per mezzo del quale “tutto
è stato fatto” (Gv 1,3), Lui nel quale noi
siamo stati creati, per l’eternità, Lui che ci ha
donato il suo Corpo e il suo Sangue, Lui è qui, questa
sera, davanti a noi, offerto ai nostri sguardi.
Noi
amiamo – e cerchiamo di amare di più – Colui che è
qui, davanti a noi, offerto ai nostri sguardi, alle nostre
domande forse, al nostro amore.
Sia che
camminiamo o siamo inchiodati su di un letto di dolore -
che camminiamo nella gioia o siamo nel deserto
dell’anima (cfr Num 21,5), Signore,
prendici tutti nel tuo Amore: nell’amore infinito, che
è eternamente quello del Padre per il Figlio e del Figlio
per il Padre, quello del Padre e del Figlio per lo Spirito
e dello Spirito per il Padre e per il Figlio.
L’Ostia
Santa, esposta ai nostri occhi, dice questa potenza
infinita dell’Amore manifestata sulla Croce gloriosa.
L’Ostia Santa ci dice l’incredibile abbassamento di
Colui che s’è fatto povero per farci ricchi di Sé,
Colui che ha accettato di perdere tutto per guadagnarci al
Padre suo. L’Ostia Santa è il Sacramento vivo ed
efficace della presenza eterna del Salvatore degli uomini
alla sua Chiesa.
Fratelli
miei, sorelle mie, amici miei,
accettiamo,
accettate di offrirvi a Colui che ci ha donato tutto, che
è venuto non per giudicare il mondo, ma per salvarlo (cfr
Gv 3,17), accettate di riconoscere nelle vostre
vite la presenza attiva di Colui che è qui presente,
esposto ai nostri sguardi. Accettate di offrirGli le
vostre proprie vite!
Maria, la
Vergine santa, Maria, l’Immacolata Concezione, ha
accettato, duemila anni or sono, di donare tutto, di
offrire il suo corpo per accogliere il Corpo del Creatore.
Tutto è venuto da Cristo, anche Maria; tutto è venuto
mediante Maria, lo stesso Cristo.
Maria, la
Vergine santa, è con noi questa sera, davanti al Corpo
del Figlio suo, centocinquant’anni dopo essersi rivelata
alla piccola Bernadette.
Vergine
santa, aiutaci a contemplare, aiutaci ad adorare, aiutaci
ad amare, ad amare di più Colui che ci ha tanto amato,
per vivere eternamente con Lui.
Una folla
immensa di testimoni è invisibilmente presente accanto a
noi, vicino a questa grotta benedetta e davanti a questa
chiesa voluta dalla Vergine Maria;
la folla
di tutti gli uomini e di tutte le donne che hanno
contemplato, venerato, adorato la presenza reale di Colui
che si è donato a noi fino all’ultima goccia di sangue;
la folla
degli uomini e delle donne che hanno passato ore ad
adorarLo nel Santissimo Sacramento dell’altare.
Questa
sera, noi non li vediamo, ma li sentiamo dire a ciascuno e
a ciascuna di noi: «Vieni, lasciati attrarre dal Maestro!
Egli è qui e ti chiama! (cfr Gv 11,28).
Egli vuol prendere la tua vita e unirla alla sua. Lasciati
afferrare da Lui! Non guardare più alle tue ferite,
guarda alle sue. Non guardare ciò che ti separa ancora da
Lui e dagli altri; guarda l’infinita distanza che Egli
ha cancellato nell’assumere la tua carne, nel salire
sulla Croce che gli hanno preparato gli uomini e nel
lasciarsi mandare a morte per mostrarti il suo amore.
Nelle sue ferite Egli ti accoglie; nelle sue ferite Egli
ti nasconde. Non rifiutarti al suo amore!».
La folla
immensa di testimoni che s’è lasciata afferrare dal suo
amore è la folla dei santi del cielo che non cessano di
intercedere per noi. Erano peccatori e lo sapevano, ma
hanno accettato di non guardare le loro ferite, di non
guardare ormai che le ferite del loro Signore, per
scoprirvi la gloria della Croce, per scoprirvi la vittoria
della Vita sulla morte. San Pier-Giuliano Eymard ci dice
tutto, quando esclama: “La Santa Eucaristia è Gesù
Cristo passato, presente e futuro” (Prediche e
istruzioni parrocchiali dopo il 1856, 4 - 2,1. Sulla
meditazione).
Gesù
Cristo passato, nella verità storica della sera nel
cenacolo, ove ci conduce ogni celebrazione della santa
Messa.
Gesù
Cristo presente, perché Egli ci dice: “Prendete e
mangiatene tutti, questo è il mio corpo, questo è il mio
sangue”. “Questo è”, al presente, qui e ora,
come in tutti i “qui e ora” della storia umana.
Presenza reale, presenza che supera le nostre povere
labbra, i nostri poveri cuori, i nostri poveri pensieri.
Presenza offerta ai nostri sguardi come qui, stasera,
presso questa grotta ove Maria s’è rivelata come
Immacolata Concezione.
L’Eucaristia
è anche Gesù Cristo futuro, il Gesù Cristo che verrà.
Quando contempliamo l’Ostia Santa, il suo Corpo di
gloria trasfigurato e risorto, contempliamo ciò che
contempleremo nell’eternità, scoprendovi il mondo
intero sostenuto dal suo Creatore in ogni istante della
sua storia. Ogni volta che ce ne cibiamo, ma anche ogni
volta che lo contempliamo, noi l’annunciamo fino a che
Egli ritorni: “donec veniat”. Proprio per
questo noi lo riceviamo con infinito rispetto.
Alcuni
tra noi non possono o non possono ancora riceverLo nel
Sacramento, ma possono contemplarLo con fede e amore, ed
esprimere il desiderio di potersi finalmente unire a Lui.
E’ un desiderio che ha grande valore davanti a Dio: essi
attendono con maggior ardore il suo ritorno; attendono Gesù
Cristo che deve venire.
Quando
un’amica di Bernadette, all’indomani della sua prima
comunione, le chiese: “Di che cosa sei stata più
felice: della prima comunione e delle apparizioni?”, Bernadette
rispose: “Sono due cose che vanno insieme, ma non
possono essere confrontate. Io sono stata felice in
ambedue” (Emmanuélite Estrade, 4 giugno 1958). Il
suo parroco testimoniò al Vescovo di Tarbes riguardo alla
sua prima comunione: “Bernadette si comportò con
grande raccoglimento, con un’attenzione che non lasciava
nulla a desiderare … Appariva profondamente consapevole
dell’azione santa che stava compiendo. Tutto si svolge
in lei in maniera stupefacente”.
Con
Pierre-Julien Eymard e con Bernadette, noi invochiamo la
testimonianza di tanti e tanti santi e sante che hanno
avuto per l’Eucaristia il più grande amore. Nicolas
Cabasilas esclama e dice a noi stasera: «Se Cristo
dimora in noi, di che cosa abbiamo ancora bisogno? Che
cosa ci manca? Se rimaniamo in Cristo, che cosa possiamo
desiderare di più? Egli è nostro ospite e nostra dimora.
Felici noi che siamo la sua abitazione! Che gioia essere
proprio noi la dimora di un tale Inquilino!» (La
vie en Jésus-Christ, IV, 6).
Il Beato
Charles de Foucauld nacque nel 1858, lo stesso anno delle
apparizioni di Lourdes. Non lontano dal suo corpo
irrigidito dalla morte fu trovata, come il chicco di
frumento gettato nella terra, la lunetta contenente il
Santissimo Sacramento, che fratel Carlo adorava ogni
giorno per lunghe ore. Il P.de Foucauld ci affida la
preghiera scaturita dall’intimità del suo cuore, una
preghiera rivolta al Padre celeste, ma che, con Gesù,
possiamo in piena verità fare nostra davanti all’Ostia
Santa:
«’Padre
mio, affido il mio spirito nelle Vostre mani’.
E’
l’ultima preghiera del nostro Maestro, del nostro
Diletto…
Possa
diventare la nostra, e che essa sia non solo quella del
nostro ultimo istante, ma quella di tutti i nostri
istanti:
«Padre
mio, mi rimetto nelle Vostre mani; Padre mio, mi affido
a Voi; Padre mio, mi abbandono a Voi; Padre mio, fate di
me ciò che vi piacerà; qualunque cosa facciate di me,
vi ringrazio: grazie di tutto; sono pronto a tutto,
accetto tutto; Vi ringrazio di tutto. Supposto che la
Vostra volontà si compia in me, o mio Dio, supposto che
la Vostra volontà si compia in tutte le Vostre
creature, in tutti i Vostri figli, in tutti coloro che
il vostro cuore ama, non desidero null’altro, mio Dio;
rimetto la mia anima nelle Vostre mani; Ve la dono, mio
Dio, con tutto l’amore del mio cuore, perché Vi amo
ed è un bisogno del mio cuore donarmi, rimettermi nelle
Vostre mani, senza misura, con infinita confidenza,
perché Voi siete il Padre mio».
Diletti
fratelli e sorelle, pellegrini di un giorno e abitanti di
queste vallate, fratelli Vescovi, sacerdoti, diaconi,
religiosi, religiose, voi tutti che vedete davanti ai
vostri occhi l’infinito abbassamento del Figlio di Dio e
la gloria infinita della risurrezione, restate in silenzio
e adorate il vostro Signore, il nostro Maestro e Signore
Gesù Cristo. Restate in silenzio, poi parlate e dite al
mondo: non possiamo più tacere ciò che sappiamo. Andate
a dire al mondo intero le meraviglie di Dio, presente in
ogni momento delle nostre vite, in ogni luogo della terra.
Che Dio ci benedica e ci protegga, ci conduca sul cammino
della vita eterna, Lui che è la Vita, per i secoli dei
secoli. Amen.
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