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Radio Vaticana,
11 novembre 2010
Il
Papa al G20: il mondo vi guarda per uscire dalla crisi,
non privilegiate alcuni Paesi a scapito di altri
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“Il mondo vi guarda ed attende l’adozione di strumenti
adeguati per uscire dalla crisi”: così Benedetto XVI in
un messaggio rivolto ai capi di Stato e di Governo del
G20, riuniti da oggi a Seoul, in Corea del Sud, insieme al
segretario generale dell'Onu, alla presidenza dell'Unione
Europea, ai delegati di Organizzazioni regionali, e
responsabili di Agenzie specializzate. Il servizio di Roberta
Gisotti.
Scrive Benedetto XVI al presidente della Repubblica
coreana Lee Myung-bak che la riunione dei leader delle
ventidue maggiori economie a Seoul è “un segno
eloquente della rilevanza e della responsabilità
acquisite dall'Asia nello scenario internazionale
all'inizio del secolo XXI” e che la presidenza coreana
“è un riconoscimento del significativo livello di
sviluppo economico raggiunto” da questo Paese, “il
primo”, non appartenente al G8, “ad ospitare il G20 e
a guidare le sue decisioni”. Raccomanda il Papa la
“collaborazione di tutta la comunità internazionale”,
nel riconoscere il “valore primario e centrale della
dignità umana, obiettivo finale” di ogni scelta.
Sollecita quindi “soluzioni durature, sostenibili e
giuste”, nella "consapevolezza che gli strumenti
adottati” "funzioneranno solo se destinati” a
realizzare “un medesimo fine: il progresso autentico ed
integrale dell'uomo”.
“Il mondo vi guarda” - ammonisce Benedetto XVI i
leader – e “attende strumenti adeguati per uscire
dalla crisi” ed “accordi comuni che non privilegino
alcuni Paesi a scapito di altri”. Benedetto XVI auspica
che “anche grazie a questa crisi”, l'uomo esca
“maturato al punto da riconoscere che le civiltà e le
culture, al pari dei sistemi economici, sociali e
politici, possono e devono convergere in una visione
condivisa della dignità umana e rispettosa delle leggi e
delle esigenze poste” da Dio. “Il G20 risponderà alle
attese” “e consegnerà al futuro un vero successo -
conclude il messaggio – se, a partire dai problemi
diversi e talvolta contrastanti che affliggono i Popoli
della terra, saprà delineare i tratti del bene comune
universale e dimostrerà la volontà di cooperare per
raggiungerlo”.
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