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AI
VESCOVI DI INGHILTERRA E GALLES (1 FEBBRAIO 2010) |
Radio
Vaticana, 1 febbraio 2010
Benedetto
XVI ai vescovi di Inghilterra e Galles: la Chiesa ha il
diritto di partecipare al dibattito pubblico, in dialogo
con la società
◊ In
un contesto dove sono forti le spinte della
secolarizzazione, i cattolici hanno il diritto di
testimoniare la verità del Vangelo: è quanto
sottolineato da Benedetto XVI nel suo discorso ai vescovi
di Inghilterra e Galles, ricevuti stamani in udienza in
occasione della visita ad Limina. Nel suo
intervento, il Papa ha parlato della libertà delle
comunità religiose, a volte messa a rischio da un certo
tipo di legislazione. Né ha mancato di far cenno al suo
prossimo viaggio apostolico in Gran Bretagna. Evento, ha
detto il presidente della Conferenza episcopale,
l’arcivescovo di Westminster, Vincent Nichols, che sarà
occasione di crescita non solo per i cattolici ma per
tutti i cittadini del Paese. Il servizio di Alessandro
Gisotti:
La Gran Bretagna, ha detto il Papa, è ben nota “per
il suo fermo impegno sull’eguaglianza delle opportunità
per tutti i membri della società”. Tuttavia, ha
osservato, l’effetto di alcune leggi “volte a
raggiungere questo obiettivo” è stato quello di
“imporre delle ingiuste limitazioni alla libertà delle
comunità religiose di agire in accordo con le loro
convinzioni”. Per certi versi, ha proseguito Benedetto
XVI, ciò viola “la legge naturale su cui è fondata
l’uguaglianza di tutti gli uomini”. Di qui,
l’esortazione ai presuli a far sì che “gli
insegnamenti morali della Chiesa siano sempre presenti
nella loro integralità e siano difesi con convinzione”:
“Fidelity to the Gospel in no way
restricts…”
“La fedeltà al Vangelo – ha detto il Papa – non
restringe la libertà degli altri in alcun modo”. Anzi,
“serve la loro libertà offrendogli la verità”. I
vescovi devono dunque “continuare ad insistere sul
diritto di partecipare al dibattito pubblico attraverso un
dialogo rispettoso con gli altri elementi della società”.
Così facendo, ha aggiunto, “non state solo conservando
le antiche tradizioni britanniche di libertà di
espressione e onesto scambio di opinioni”, ma state
anche dando voce “alle convinzioni di molte persone che
non hanno i mezzi per esprimerle”:
“When so many of the population claim to be
Christian…”
“Quando così tanta gente si proclama cristiana –
si chiede il Papa – come può qualcuno criticare il
diritto di poter ascoltare il Vangelo?”. La comunità
cattolica inglese e gallese “deve parlare con una voce
unita”, ha soggiunto, affinché il messaggio salvifico
di Cristo sia presentato in modo convincente al mondo. Ciò
richiede non solo dai vescovi, ma anche dai sacerdoti e
dai catechisti, una particolare attenzione alla voce dello
Spirito, “che guida l’intera Chiesa nella verità” e
nell’unità. Benedetto XVI si è quindi soffermato sul
ruolo dei laici chiamati a trasmettere la fede alle nuove
generazioni. “In un contesto sociale che incoraggia
l’espressione di una varietà di opinioni su ogni
questione” è importante “riconoscere il dissenso per
ciò che è”:
“It is the truth revealed through Scripture…”
“E’ la verità rivelata attraverso la Scrittura e
la Tradizione e articolata dal Magistero della Chiesa che
ci rende liberi”, ha detto il Papa. Né ha mancato di
offrire una riflessione sui rapporti ecumenici ed
interreligiosi che in Gran Bretagna assumono una grande
importanza in ragione del variegato profilo demografico
della popolazione. Allo stesso tempo, ha chiesto ai
vescovi di “implementare con generosità” le
disposizioni della Costituzione apostolica Anglicanorum
Coetibus per accogliere quei gruppi di anglicani che
vogliono entrare in piena comunione con la Chiesa
cattolica. Sono convinto, ha detto il Pontefice, che
“questi gruppi saranno una benedizione per la Chiesa
intera”:
“On the occasion of my forthcoming Apostolic Visit…”
“In occasione della mia prossima visita apostolica in
Gran Bretagna – ha quindi affermato – potrò vedere
personalmente” e confermare la fede dei credenti. Ha così
richiamato “l’esempio straordinario” del cardinale
Newman, fedele alla Verità rivelata, anche a costo
personale:
“Great writers and communicators of his
stature…”
“Nella Chiesa di oggi, abbiamo bisogno di grandi
scrittori e comunicatori” della statura del cardinale
Newman, ed ha espresso la speranza che la devozione per
lui “ispirerà molti a seguire i suoi passi”. Quindi,
ha sottolineato che il cardinale Newman, celebre per i
suoi studi, fu innanzitutto un sacerdote. Nell’Anno
sacerdotale, ha così invitato i presuli a seguire il suo
esempio di dedizione alla preghiera, “di sensibilità
pastorale per i bisogni del proprio gregge e passione per
l’annuncio del Vangelo”. Ancora, il Pontefice ha
chiesto ai presuli di non risparmiare energie “per
incoraggiare le vocazioni ed evidenziare il reale
significato come anche la necessità del sacerdozio” per
i fedeli. Questi ultimi, ha ribadito Benedetto XVI, devono
sostenere i loro preti e riconoscere le difficoltà che
oggi devono affrontare. I fedeli, ha detto ancora, devono
evitare di guardare ai preti come a dei meri funzionari,
ma piuttosto devono gioire per questo dono del ministero
sacerdotale.
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
AI VESCOVI DELLA CONFERENZA EPISCOPALE
DI INGHILTERRA E GALLES IN VISITA "AD LIMINA
APOSTOLORUM"
Sala del
Concistoro
Lunedì, 1° febbraio 2010
Cari
Fratelli Vescovi,
porgo il
benvenuto a voi tutti in occasione della vostra visita ad
Limina a Roma, dove siete giunti per venerare le tombe
degli Apostoli Pietro e Paolo. Vi ringrazio per le cortesi
parole che l'arcivescovo Vincent Nichols mi ha rivolto a
vostro nome, e vi offro i miei più affettuosi buoni
auspici e le mie preghiere per voi e per tutti i fedeli
dell'Inghilterra e del Galles affidati alla vostra
sollecitudine pastorale. La vostra visita a Roma rafforza
i vincoli di comunione fra la comunità cattolica nel
vostro Paese e la Sede Apostolica, una comunione che ha
sostenuto la fede del vostro popolo per secoli, e oggi
offre nuove energie per il rinnovamento e
l'evangelizzazione. Anche nelle pressioni di un'epoca
secolare, ci sono molti segni di fede e di devozione vive
fra i cattolici di Inghilterra e del Galles. Penso, per
esempio, all'entusiasmo generato dalla visita delle
reliquie di santa Teresa, all'interesse suscitato dalla
prospettiva della beatificazione del cardinale Newman e al
vivo desiderio dei giovani di partecipare ai pellegrinaggi
e alle Giornate
mondiali della gioventù. In occasione della mia
prossima visita apostolica in Gran Bretagna, potrò io
stesso essere testimone di quella fede e, come Successore
di Pietro, potrò rafforzarla e confermarla. Durante i
prossimi mesi di preparazione, preoccupatevi di
incoraggiare i cattolici in Inghilterra e nel Galles nella
loro devozione, assicurategli che il Papa li ricorda
sempre nelle sue preghiere e li tiene nel suo cuore.
Il vostro
Paese è bene noto per il suo saldo impegno
nell'assicurare pari opportunità per tutti i membri della
società. Tuttavia, come avete giustamente evidenziato,
l'effetto di una certa legislazione per raggiungere questo
obiettivo è stato l'imposizione di limitazioni ingiuste
alla libertà di agire secondo il proprio credo a comunità
religiose. Per alcuni aspetti essa viola veramente la
legge naturale su cui si fonda l'uguaglianza di tutti gli
esseri umani e per mezzo della quale essa è garantita. Vi
esorto, in quanto Pastori, ad assicurare che
l'insegnamento morale della Chiesa sia sempre presentato
nella sua interezza e difeso in modo convincente. La
fedeltà al Vangelo non limita in alcun modo la libertà
di altri. Al contrario, è al servizio di quest'ultima
perché offre loro la verità. Continuate a insistere sul
vostro diritto di partecipare al dibattito nazionale
attraverso un dialogo rispettoso con altri elementi nella
società. Così facendo, non solo conservate antiche
tradizioni britanniche di libertà di espressione e di
onesto scambio di opinioni, ma date realmente voce alle
convinzioni di molte persone che non hanno i mezzi per
esprimerle: quando una parte così considerevole della
popolazione afferma di essere cristiana, come si può
mettere in discussione il diritto del Vangelo di essere
ascoltato?
Se il
pieno messaggio salvifico di Cristo deve essere presentato
in maniera efficace e convincente al mondo, la comunità
cattolica nel vostro Paese deve parlare con voce unita. Ciò
richiede non solo a voi, vescovi, ma anche ai sacerdoti,
agli insegnanti, ai catechisti, agli scrittori, in breve a
tutti coloro che sono impegnati nel compito di comunicare
il Vangelo, di essere attenti ai suggerimenti dello
Spirito, che guida tutta la Chiesa nella verità, la
riunisce nell'unità e le instilla zelo missionario.
Sia
vostra preoccupazione, dunque, avvalervi dei doni
considerevoli dei fedeli laici in Inghilterra e nel Galles
e fare in modo che siano in grado di trasmettere la fede
alle nuove generazioni in maniera completa e accurata e
con la forte consapevolezza che così facendo svolgono il
proprio ruolo nella missione della Chiesa. In un ambiente
sociale che incoraggia l'espressione di una varietà di
opinioni su ogni questione che emerge, è importante
riconoscere il dissenso per quello che è e non
confonderlo con un contributo maturo a un dibattito
equilibrato e di ampio respiro. È la verità rivelata
dalle Scritture e dalla tradizione e formulata dal
magistero della Chiesa a renderci liberi. ll cardinale
Newman lo ha compreso e ci ha lasciato un esempio
eccezionale di fedeltà alla verità rivelata, seguendo
quella kindly light ovunque essa lo conducesse,
anche a un considerevole costo personale. Grandi scrittori
e comunicatori della sua statura e della sua integrità
sono necessari nella Chiesa oggi e spero che la devozione
a lui ispirerà molti a seguirne le orme.
Giustamente
è stata prestata molta attenzione all'attività
accademica e ai molti scritti di Newman, ma è importante
ricordare che egli si considerava soprattutto un
sacerdote. In questo Annus
sacerdotalis, vi esorto a far presente ai vostri
sacerdoti il suo esempio di impegno nella preghiera, di
sensibilità pastorale per le necessità del suo gregge,
di passione per la predicazione del Vangelo. Voi stessi
dovreste offrire un esempio simile. Siate vicini ai vostri
sacerdoti e riaccendete il loro senso di enorme privilegio
e di gioia nello stare in mezzo al popolo di Dio come
alter Christus. Nei discorsi di Newman è scritto:
"I sacerdoti di Cristo non hanno sacerdozio se non il
Suo... ciò che fanno, lo fa Lui; quando battezzano, è
Lui che battezza; quando benedicono, è Lui che
benedice" (Parochial and Plain Sermons, vi
242). Infatti, poiché il sacerdote svolge un ruolo
insostituibile nella vita della Chiesa, non lesinate
sforzi nell'incoraggiare le vocazioni sacerdotali e nel
ribadire ai fedeli il significato autentico e la necessità
del sacerdozio. Incoraggiate i fedeli laici a esprimere il
proprio apprezzamento per i sacerdoti che li servono e a
riconoscere le difficoltà che a volte affrontano a causa
del calo nel loro numero e delle pressioni crescenti. Il
sostegno e la comprensione dei fedeli sono particolarmente
necessari quando le parrocchie devono essere fuse insieme
o i tempi per la messa adattati. Aiutateli a evitare
qualsiasi tentazione di considerare i membri del clero
come meri funzionari, ma, piuttosto, aiutateli a gioire
del dono del ministero sacerdotale, un dono che non può
mai essere dato per scontato.
Il
dialogo ecumenico e interreligioso assume grande
importanza in Inghilterra e nel Galles, dato il multiforme
profilo demografico della popolazione. Incoraggiandovi a
svolgere la vostra importante opera in queste aree, vi
chiedo di essere generosi nel realizzare le direttive
della Costituzione apostolica Anglicanorum
coetibus per assistere quei gruppi di anglicani
che desiderano entrare in piena comunione con la Chiesa
cattolica. Sono convinto che, con un'accoglienza
affettuosa e cordiale, questi gruppi saranno una
benedizione per tutta la Chiesa.
Con
queste riflessioni, affido il vostro ministero apostolico
all'intercessione di san Davide, di san Giorgio e di tutti
i santi e i martiri di Inghilterra e del Galles. Che
Nostra Signora di Walsingham vi guidi e vi protegga
sempre. A voi tutti e ai sacerdoti, ai religiosi e ai
laici del vostro Paese, imparto di cuore la mia
benedizione apostolica quale pegno di pace e di gioia nel
Signore Gesù Cristo.
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