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VISITA ALL'OSPEDALE GASLINI (18 MAGGIO 2008)


Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

Fonte, Radio Vaticana, 18 maggio 2008

Al Gaslini di Genova il commovente abbraccio di Benedetto XVI ai bambini ricoverati nell'istituto pediatrico

Un caloroso e commovente abbraccio quello di stamani fra Benedetto XVI e i bambini ricoverati all’ospedale pediatrico “Giannina Gaslini” di Genova. Tremila persone, fra cui anche genitori, personale medico e operatori dell’Istituto hanno preso parte a questo evento, preceduto di prima mattina da una visita al Santuario della Madonna della Guardia. Come ieri a Savona anche oggi nel capoluogo della Liguria il maltempo non ha frenato la gente, accorsa numerosa per accogliere il Papa. Il servizio della nostra inviata Debora Donnini.

“Siatene tutti certi: Dio non ci abbandona mai. Restate uniti a Lui e non perderete mai la serenità, nemmeno nei momenti più bui e complessi”.
 
Sono parole di coraggio quelle che il Papa rivolge ai bambini del Gaslini, un ospedale di primo piano non solo in Italia ma in tutto il Mediterraneo per la cura dei più piccoli. Santuario della vita e della famiglia lo definisce il Pontefice che prima del discorso ha incontrato alcuni bambini, anche neonati in braccio ai loro genitori. I corridoi sono affollati, gli occhi dei bambini felici e curiosi. La papamobile percorre i viali di questo grande Istituto, 73mila metri quadri. Fondato nel 1931 da Gerolamo Gaslini che lo dedicò alla figlia, deceduta a soli 12 anni. Per sua decisione, il presidente della fondazione è l‘arcivescovo di Genova: una scelta che manifesta la volontà dell’ispirazione cristiana dell’istituto, sorretto dai valori evangelici. Il vostro impegno, ricorda il Papa rivolgendosi ai genitori e al personale, è che alla professionalità si unisca “amorevolezza e attenzione alla persona” con “quel supplemento di affetto” che è “la prima e indispensabile terapia”. Il Gaslini dunque luogo di speranza in quanto stimato Istituto di ricerca e cura. Speranza che però, ha sottolineato il Papa, deve essere “sostenuta da una visione più alta della vita” che permetta a medici e genitori di non risparmiare sforzi per ottenere i migliori risultati. Benedetto XVI sa che si affaccia il pensiero della “silenziosa presenza di Dio, che accompagna quasi impercettibilmente l’uomo nel suo lungo cammino nella storia”. E sa che gli interrogativi dell’uomo sono molto profondi:
 
“La vera speranza ‘affidabile’ è solo Dio, che in Gesù Cristo e nel suo Vangelo ha spalancato sul futuro la porta oscura del tempo. ‘Sono risorto e ora sono sempre con te’ - ci ripete Gesù, specialmente nei momenti più difficili – ‘la mia mano ti sorregge. Ovunque tu possa cadere, cadrai tra le mie braccia. Sono presente anche alla porta della morte’ ”.
 
Gesù manifestò la sua predilezione per i bambini, per la loro fede spontanea e generosa e commuovendosi davanti alla vedova di Nain che aveva perso il suo unico figlio, la rassicurò: “Non piangere”. Parole di consolazione che Gesù ripete ancora oggi a chi è nel dolore: “Non piangere”. Benedetto XVI manifesta quindi il suo affetto ai bambini e li affida alla Vergine Maria, che come sottolinea la statua della cappella del Gaslini, abbraccia Gesù deposto dalla croce, soffrendo per i dolori di suo Figlio, ma “ora – ricorda il papa- vive con lui nella gloria”:

“Mi rivolgo, infine, a voi, carissimi bambini, per ripetervi che il Papa vi vuole bene”

(Applausi)
 
L’affetto del Papa, con questa visita al Gaslini, è sentito dai bambini che lo ricambiano. “A volte sono stanco di stare qui, dice Pietro, 9 anni, nell’intervento a nome di tutti i piccoli pazienti, “ma quando penso che il Signore è con me, tutto diventa più semplice”:

“Santo Padre, so che ci vuoi tanto bene e per questo ti chiedo di pregare per noi affinché possiamo tornare presto guariti nelle nostre case e di darci la benedizione di Dio”.

Prima del discorso del Papa, il saluto del commissario straordinario del Gaslini, Vincenzo Lorenzelli e del sindaco Marta Vincenzi. Di prima mattina il Papa aveva pregato davanti all’effige di Maria nel santuario della Madonna della Guardia che domina Genova dall’alto. Nella preghiera rivolta alla Vergine a cui il Papa ha regalato una rosa d’oro, Benedetto XVI le ha chiesto: “insegnaci ad ascoltare il tuo figlio Gesù…per testimoniarlo con la coerenza della vita, restando liberi dalle suggestioni del mondo”. Quindi, come fece prima di lui Giovanni Paolo II, le ha affidato la città di Genova, città che visse momenti di grande splendore culminati nel 1528 con il doge Andrea Doria e che ancora oggi vanta il più grande porto italiano. Ma anche “città della carità cristiana” l’ha definita il Papa pensando proprio al Gaslini e all’ incontro “che, ha detto, rimarrà impresso nel mio cuore”. (Da Genova, Debora Donnini, Radio)

VISITA ALL’OSPEDALE PEDIATRICO "GIANNINA GASLINI" DI GENOVA

DISCORSO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI

Domenica, 18 maggio 2008

 

Signor Sindaco,
Signor Commissario Straordinario,
cari bambini,
cari fratelli e sorelle!

Dopo aver pregato ai piedi della Madonna della Guardia, nel bel Santuario che dall’alto domina la Città, il primo incontro è con voi, in questo luogo di sofferenza e di speranza, che fu inaugurato il 15 maggio 1938, esattamente settant’anni fa. Abbraccio voi, carissimi bambini, che venite accolti e curati con premura ed amore in questo Ospedale, "punto di eccellenza" per la pediatria al servizio di Genova, dell’Italia e dell’intera area del Mediterraneo. Il vostro portavoce mi ha espresso i vostri sentimenti di affetto, che ricambio di cuore e che accompagno con un pensiero speciale anche per i vostri genitori. Un saluto cordiale alla Signora Marta Vincenzi, Sindaco di Genova, che si è fatta interprete dell’accoglienza della Città. Saluto il Professor Vincenzo Lorenzelli, Commissario Straordinario dell’Istituto "Giannina Gaslini", il quale ha ricordato lo scopo di quest’Ospedale e i futuri sviluppi che sono in programma.

Il Gaslini è nato dal cuore di un generoso benefattore, l’industriale e Senatore Gerolamo Gaslini, che dedicò quest’opera a sua figlia deceduta a soli 12 anni, e fa parte della storia di carità che fa di Genova una "città della carità cristiana". Anche oggi la fede suggerisce a tante persone di buona volontà gesti di amore e di sostegno concreto a questo Istituto, che con giusto orgoglio è sentito dai Genovesi come un patrimonio prezioso. Ringrazio e incoraggio tutti a continuare. In particolare mi rallegro per il nuovo complesso, del quale è stata recentemente posta la prima pietra, e che ha trovato un munifico donatore. Anche l'attenzione fattiva e cordiale delle pubbliche Amministrazioni è segno di riconoscimento del valore sociale che il Gaslini rappresenta per i bambini della Città e oltre. Quando un bene, infatti, è per tutti, merita il concorso di tutti nel giusto rispetto dei ruoli e delle competenze.

Mi rivolgo ora a voi, cari medici, ricercatori, personale paramedico e amministrativo; a voi, cari cappellani, volontari e quanti vi occupate dell’assistenza spirituale dei piccoli ospiti e dei loro familiari. So che è vostro corale impegno far sì che l’Istituto Gaslini sia un autentico "santuario della vita" e un "santuario della famiglia", dove alla professionalità gli operatori di ogni settore uniscano amorevolezza e attenzione per la persona. La decisione del Fondatore, per cui il Presidente della Fondazione deve essere l’Arcivescovo pro tempore di Genova, manifesta la volontà che l’ispirazione cristiana dell’Istituto non venga mai meno e tutti siano sempre sorretti dai valori evangelici.

Nel 1931, ponendo le basi della struttura, il Senatore Gerolamo Gaslini preconizzava "l’opera perenne di bene che dall’Istituto stesso dovrà irraggiare". Irraggiare il bene attraverso l’amorevole cura dei piccoli ammalati è dunque lo scopo di questo vostro Ospedale. Per questo, mentre ringrazio tutto il personale – dirigente, amministrativo e sanitario – per la professionalità e la dedizione del loro servizio, auspico che questo eccellente Istituto Pediatrico continui a svilupparsi nelle tecnologie, nelle cure e nei servizi; ma anche ad allargare sempre più gli orizzonti in quell'ottica di positiva globalizzazione per cui si riconoscono le risorse, i servizi e i bisogni creando e rafforzando una rete di solidarietà oggi tanto urgente e necessaria. Tutto questo senza mai venir meno a quel supplemento di affetto che dai piccoli degenti è avvertito come la prima e indispensabile terapia. L’Ospedale allora diventerà sempre più luogo di speranza.

La speranza qui al Gaslini prende il volto della cura di pazienti in età pediatrica, ai quali si cerca di provvedere mediante la formazione continua degli operatori sanitari. Di fatto, il vostro Ospedale, quale stimato Istituto di Ricerca e Cura a carattere scientifico, si distingue per essere monotematico e polifunzionale, coprendo quasi tutte le specialità in campo pediatrico. La speranza che qui si coltiva ha dunque buoni fondamenti. Tuttavia, per affrontare efficacemente il futuro, è indispensabile che questa speranza sia sostenuta da una visione più alta della vita, che permetta allo scienziato, al medico, al professionista, all’assistente, ai genitori stessi di impegnare tutte le loro capacità, senza risparmiare sforzi per ottenere i migliori risultati che la scienza e la tecnica possono oggi offrire, sul piano della prevenzione e della cura. Ecco allora affacciarsi il pensiero della silenziosa presenza di Dio, che accompagna quasi impercettibilmente l’uomo nel suo lungo cammino nella storia. La vera speranza "affidabile" è solo Dio, che in Gesù Cristo e nel suo Vangelo ha spalancato sul futuro la porta oscura del tempo. "Sono risorto e ora sono sempre con te" - ci ripete Gesù, specialmente nei momenti più difficili – "la mia mano ti sorregge. Ovunque tu possa cadere, cadrai tra le mie braccia. Sono presente anche alla porta della morte".

Qui, al Gaslini, vengono curati i bambini. Come non pensare alla predilezione che Gesù ebbe per i fanciulli? Li volle accanto a sé, li additò agli apostoli come modelli da seguire nella loro fede spontanea e generosa, nella loro innocenza. Con parole dure mise in guardia dal disprezzarli e dallo scandalizzarli. Si commosse dinanzi alla vedova di Nain, una mamma che aveva perso il figlio, il suo unico figlio. Scrive l’evangelista san Luca che il Signore la rassicurò e le disse: "Non piangere!" (cfr Lc 7,14). Gesù ripete ancor oggi a chi è nel dolore queste parole consolatrici: "Non piangere"! Egli è solidale con ognuno di noi e ci chiede, se vogliamo essere suoi discepoli, di testimoniare il suo amore per chiunque si trova in difficoltà.

Mi rivolgo, infine, a voi, carissimi bambini, per ripetervi che il Papa vi vuole bene. Accanto a voi vedo i vostri familiari, che condividono con voi momenti di trepidazione e di speranza. Siatene tutti certi: Dio non ci abbandona mai. Restate uniti a Lui e non perderete mai la serenità, nemmeno nei momenti più bui e complessi. Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera e vi affido a Maria Santissima, che come mamma ha sofferto per i dolori del suo divin Figlio, ma ora vive con Lui nella gloria. Un grazie ancora a ciascuno di voi per quest’incontro, che rimarrà impresso nel mio cuore. Con affetto tutti vi benedico.

 

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