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IL
GRAZIE DEL PAPA AL CORPO DI GENDARMERIA (31 DICEMBRE 2005) |
Radio Vaticana,
31 dicembre 2005
IL
GRAZIE DI BENEDETTO XVI AL CORPO DI GENDARMERIA VATICANA PER
IL SERVIZIO QUOTIDIANO AL PAPA E AI SUOI COLLABORATORI
Un
incontro dal sapore familiare per ringraziare quanti
ogni giorno “con abnegazione e fedeltà”
servono il Papa e i suoi collaboratori. Con questo
spirito, Benedetto XVI ha ricevuto stamani in Sala
Clementina i membri del Corpo della Gendarmeria vaticana,
guidati dall’Ispettore Generale, Camillo Cibin.
L’incontro ha anche offerto al Papa l’occasione per
soffermarsi sullo spirito del Natale. Il servizio di
Alessandro Gisotti:
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Benedetto
XVI ha ringraziato i gendarmi per il loro servizio che –
ha sottolineato – “assicura la serenità e l’ordine
nella Città del Vaticano”. Un servizio – ha detto
ancora – particolarmente impegnativo in questo anno che
volge al termine per la straordinarietà degli eventi
ecclesiali che lo hanno caratterizzato, dalla morte di
Giovanni Paolo II all’elezione di Benedetto XVI:
“Per
voi, lo so è stato un periodo di più intenso lavoro, che
avete svolto con impegno e spirito di sacrificio, secondo
le migliori tradizioni del Corpo della Gendarmeria”.
Quindi,
il Pontefice si è soffermato sulla liturgia del tempo
natalizio, che presentando la nascita del Redentore “ci
indica i pastori che mentre
vigilano e vegliano sui loro greggi, accolgono
l’annuncio degli Angeli e prontamente si recano ad
adorarlo nella grotta di Betlemme”. Riflessione che il
Papa ha corredato con un’esortazione ai gendarmi, estesa
a tutti i fedeli:
“Sappiate
essere sempre vigilanti anche nell’ambito propriamente
spirituale. Questa esortazione Gesù la rivolge a tutti i
suoi discepoli perché, senza lasciarsi attrarre dai vari
richiami del mondo, camminino senza stancarsi sul sentiero
del Vangelo e mai smarriscano il dono prezioso della
fede”.
“Per
questo – ha proseguito – è indispensabile pregare
sempre, conservando l’unione interiore con il
Signore”. Egli solo – ha detto ancora – “dà senso
e valore alla nostra esistenza. Sia Lui, pertanto, a
sostenervi in ogni momento e a ricompensarvi dei sacrifici
che il vostro servizio comporta”.
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DISCORSO
DEL PAPA
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FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -
Cari
amici!
Sono
particolarmente lieto di incontrarmi quest'oggi con tutti
voi, che formate il Corpo della Gendarmeria dello Stato
della Città del Vaticano. È una gradita occasione per
conoscervi meglio e per manifestarvi i miei sentimenti di
stima e di gratitudine. Saluto anzitutto il Cardinale
Edmund Casimir Szoka, Presidente della Pontificia
Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, come
anche Mons. Giulio Viviani, vostro assistente spirituale.
Saluto e
ringrazio il Comm. Camillo Cibin, Ispettore Generale, che
si è fatto interprete dei comuni sentimenti. Estendo poi
il mio saluto a ciascuno di voi. Questa visita avviene
nell'ultimo giorno dell'anno 2005, anno veramente speciale
per la Chiesa. La malattia, la morte e i funerali
dell'amato Papa Giovanni Paolo II, il periodo della Sede
Vacante e del Conclave, la mia elezione a Vescovo di Roma
sono eventi che hanno segnato in modo straordinario quanti
vivono qui, in Vaticano, oltre che i fedeli del mondo
intero. Per voi, lo so bene, è stato un periodo di più
intenso lavoro, che avete svolto con impegno e spirito di
sacrificio, secondo le migliori tradizioni del Corpo della
Gendarmeria.
Grazie,
cari amici, per quanto ogni giorno voi fate con
abnegazione e fedeltà per servire il Papa ed i suoi
collaboratori, insieme al Corpo della Guardia Svizzera
Pontificia, contribuendo ad assicurare la serenità e
l'ordine nella Città del Vaticano, ad accogliere i
pellegrini che vengono a visitare le tombe degli Apostoli
o ad incontrare il Successore di Pietro, cercando poi di
risolvere gli eventuali problemi che si presentano in ogni
occasione, specialmente nelle celebrazioni liturgiche,
nelle udienze in Vaticano e nelle Visite apostoliche del
Papa a Roma e altrove nel mondo. La vostra è un'attività
delicata e quanto mai necessaria, che richiede dedizione,
prudenza e tanta disponibilità. Grazie per il vostro
servizio!
Cari
Gendarmi! La liturgia di questo tempo natalizio,
presentando la nascita del Redentore, ci indica i pastori
che, mentre vigilano e vegliano sui loro greggi, accolgono
l'annuncio degli Angeli e prontamente si recano ad
adorarlo nella grotta di Betlemme. Siamo tutti invitati a
cercare e a contemplare, come loro, il Salvatore che per
noi e per la nostra salvezza si è fatto uomo. Vigilare ed
essere sempre pronti a mettersi in azione: sono
atteggiamenti dello spirito che ben si addicono anche al
vostro lavoro, che vi impegna di giorno e di notte.
Sappiate essere sempre vigilanti anche nell'ambito
propriamente spirituale. Questa esortazione Gesù la
rivolge a tutti i suoi discepoli perché, senza lasciarsi
attrarre dai vari richiami del mondo, camminino senza
stancarsi sul sentiero del Vangelo e mai smarriscano il
dono prezioso della fede. Per questo, è indispensabile
pregare sempre, conservando l'unione interiore con il
Signore. Egli solo dà senso e valore alla nostra
esistenza. Sia Lui, pertanto, a sostenervi in ogni momento
e a ricompensarvi dei sacrifici che il vostro
servizio comporta.
Tra poche
ore inizierà un nuovo anno, che auguro sereno e ricco di
benedizioni per ciascuno di voi e per le vostre famiglie.
Vi assicuro a tal fine la mia preghiera e vi imparto di
cuore la Benedizione Apostolica, affidando al Signore
tutti i Gendarmi in attività e quelli in pensione, i
vostri familiari e le persone a voi care. Per
intercessione di Maria, Madre della Chiesa, e di San
Michele Arcangelo, vostro Patrono, vi conceda il Bambino
Gesù, che contempliamo nel presepe, un nuovo anno
illuminato dalla sua gioia e dal suo amore.
Grazie!
Buon lavoro e Buon Anno!
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