Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 18 maggio 2008
Siate
‘specialisti’ dell’ascolto di Dio: così il Papa ai
canonici della cattedrale di San Lorenzo; ai religiosi
l’invito pressante a educare i giovani
Ancora
la gioventù in primo piano nell’incontro del Papa - che
è seguito nella Cattedrale di San Lorenzo - con i
canonici del Capitolo metropolitano e con i religiosi e le
religiose dell’arcidiocesi. “Vi raccomando - ha detto
loro il Santo Padre - soprattutto l’educazione dei
ragazzi e dei giovani”. Benedetto XVI è stato accolto
nella Cattedrale dal vescovo ausiliare, Luigi Ernesto
Palletti, dal preside del Capitolo mons. Mario Grone e dal
delegato diocesano per la Vita Consacrata padre Domenico
Rossi. Il servizio di Roberta Gisotti.
“Eccomi tra voi cari amici per incoraggiarvi”
ad essere missionari permanenti, ha esordito Benedetto XVI
rivolto ai canonici e alla grande famiglia della Vita
consacrata, ricordando la “ricca tradizione di santità
e di generoso servizio ai fratelli”, offerto nei secoli
passati dalla Chiesa di Genova:
“Ma anche ora, nonostante le difficoltà che la
società sta attraversando, è forte la passione
evangelizzatrice nelle vostre comunità”.
Poi l’invito a coltivare
“lo stesso spirito missionario che ha animato San Paolo
con una costante formazione spirituale, ascetica e
pastorale:
“E’ necessario soprattutto che diventiamo
‘specialisti’ dell’ascolto di Dio, ed esempi
credibili di una santità che si traduca in fedeltà al
Vangelo senza cedimenti allo spirito del mondo”.
Quindi un sollecito particolare ai canonici:
“ricordate - ha detto loro - che tutto in noi trae
vigore dalla preghiera personale e liturgica”, e alle
persone consacrate un grazie per una “presenza antica e
sempre nuova, nonostante – ha sottolineato - la
diminuzione dei numeri e delle forze”. Abbiate dunque
fiducia – ha proseguito – perché “i tempi nostri
non sono quelli di Dio e della Sua Provvidenza”. Per
questo “è necessario pregare e crescere nella santità
personale e comunitaria”, e continuare nelle opere, tra
i poveri, i malati, le famiglie, i bambini":
“Vi raccomando soprattutto
l’educazione dei ragazzi e dei giovani: voi sapete che
la sfida educativa è quella più urgente, perché senza
un’autentica educazione dell’uomo non si va
lontano”.
Si tratta di sostenere i genitori, le parrocchie, i
gruppi ed anche le scuole cattoliche “grande tesoro
della comunità cristiana e vera risorsa del Paese”.
Ha rammentato infine Benedetto XVI che Genova
conta ben sei Pontefici, tra i quali Benedetto XV, il Papa
della pace, citando a suggellare questo incontro il suo
insegnamento: “ciò che rende la parola umana capace di
giovare alle anime è la grazia di Dio”. Quindi prima di
lasciare la cattedrale
la sosta davanti alla tomba del cardinale Giuseppe Siri.
INCONTRO CON IL
CAPITOLO DELLA CATTEDRALE
E CON LA VITA CONSACRATA NELLA CATTEDRALE DI SAN LORENZO
A GENOVA
DISCORSO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Domenica, 18
maggio 2008
Signori
Cardinali,
cari membri del Capitolo della Cattedrale,
cari religiosi e religiose,
in questa
breve, ma intensa visita pastorale a Genova, non poteva
mancare una sosta nella vostra insigne Cattedrale,
dedicata a san Lorenzo, che custodisce le reliquie del
Precursore di Gesù, san Giovanni Battista. E sono
contento di incontrare i Canonici del venerato Capitolo
Metropolitano e i religiosi e le religiose presenti ed
operanti nell’Arcidiocesi. Questo tempio, attorniato da
tanti vicoli, sembra essere il punto di confluenza e di
arrivo di ogni cammino: come se dall’ombra delle vie
strette gli uomini volessero uscire alla luce della loro
Cattedrale, volessero uscire nella luce di Dio che tutti
accoglie, abbraccia, illumina e ristora. A ciascuno di voi
il mio cordiale saluto. Un saluto speciale rivolgo a Mons.
Mario Grone, Preside del Capitolo della Cattedrale, e a
Padre Domenico Rossi, Delegato Diocesano per la Vita
Consacrata, che si sono fatti interpreti dei vostri devoti
sentimenti.
Nei
secoli passati, la Chiesa di Genova ha conosciuto una
ricca tradizione di santità e di generoso servizio ai
fratelli, grazie all’opera di zelanti sacerdoti e
religiosi e religiose di vita attiva e contemplativa.
Ritornano qui alla mente i nomi di vari Santi e Beati:
Antonio Maria Gianelli, Agostino Roscelli, Tommaso Reggio,
Francesco Maria da Camporosso, Caterina Fieschi Adorno,
Virginia Centurione Bracelli, Paola Frassinetti, Eugenia
Ravasco, Maria Repetto, Benedetta Cambiagio Frassinello.
Ma anche ora, nonostante le difficoltà che la società
sta attraversando, è forte la passione evangelizzatrice
nelle vostre comunità. In particolare, è cresciuto il
comune desiderio di stringere rapporti di sempre più
fraterna intesa per collaborare all’azione missionaria,
promossa in tutta l’Arcidiocesi. Infatti, seguendo gli
orientamenti della Conferenza Episcopale Italiana, volete
porvi in stato di permanente missionarietà, come
testimonianza della gioia del Vangelo e come invito
esplicito rivolto a tutti a incontrare Gesù Cristo.
Eccomi tra voi, cari amici, per incoraggiarvi a camminare
in questa direzione.
In
particolare, vorrei additarvi come esempio l’apostolo
Paolo, del quale ci apprestiamo a celebrare uno speciale
giubileo, in occasione del bimillenario della nascita.
Convertitosi a Cristo sulla via di Damasco, si dedicò
interamente alla causa del Vangelo. Per Cristo affrontò
prove di ogni genere, e a Lui restò fedele sino al
sacrificio della vita. Giunto ormai al termine del suo
pellegrinaggio terreno, così scriveva al suo fedele
discepolo Timoteo: "Quanto a me, il mio sangue sta
per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di
sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho
terminato la mia corsa, ho conservato la fede" (2
Tm 4,6-7). Che ciascuno di noi, cari fratelli e
sorelle, possa dire la stessa cosa nel giorno conclusivo
della sua vita. Perché ciò avvenga, ed è quanto il
Signore attende dai suoi amici, occorre che coltiviamo lo
stesso spirito missionario che ha animato san Paolo con
una costante formazione spirituale, ascetica e pastorale.
E’ necessario soprattutto che diventiamo
"specialisti" dell’ascolto di Dio, ed esempi
credibili di una santità che si traduca in fedeltà al
Vangelo senza cedimenti allo spirito del mondo. Come ebbe
a scrivere il Cardinale Giuseppe Siri, zelante Pastore di
questa Arcidiocesi per vari decenni, e ora sepolto in
questa vostra Cattedrale, "la vita religiosa si muove
intorno a Dio e tutto dispone intorno a Dio e pertanto
diventa una testimonianza di Dio e il richiamo di
Dio" (Lettera a tutte le religiose oranti ed
operanti nella Diocesi di Genova sul Congresso del
"Culto del Signore", 15 agosto 1953).
Voi, cari
membri del Capitolo dei Canonici della Cattedrale, curando
le azioni liturgiche che qui si svolgono, ricordate che
tutto in noi trae vigore dalla preghiera personale e
liturgica. È ancora il Cardinale Siri a sottolineare che
"la azione più veneranda e più santa, degna di ogni
considerazione e riguardo, di ogni onore e distinzione che
si compia in una Diocesi, è la celebrazione solenne della
Ufficiatura Divina, ossia è quello che fate voi…
L’intera Diocesi, ed in un certo senso la intera Chiesa,
prega per le vostre labbra. Il debito della famiglia
diocesana dei fedeli viene assolto nei confronti di Dio
anzitutto con questa Vostra preghiera" (Verso il
Congresso del "Culto del Signore". Lettera
Pastorale ai Canonici, 24 Gennaio 1953).
Carissimi
fratelli e sorelle, in particolare voi, persone
consacrate, vi ringrazio per la vostra presenza. È una
presenza antica e sempre nuova, nonostante la diminuzione
dei numeri e delle forze. Ma abbiate fiducia: i tempi
nostri non sono quelli di Dio e della sua Provvidenza. È
necessario pregare e crescere nella santità personale e
comunitaria. Il Signore provvede. Vi prego di non
considerarvi mai come se foste al "tramonto"
della vita: Cristo è l’alba perenne, la nostra luce. Vi
prego di continuare nelle vostre opere, ma soprattutto
nella vostra presenza: il venir meno delle vostre comunità
impoverisce voi, ma anche Genova. I poveri, i malati, le
famiglie, i bambini, le nostre Parrocchie, tutto è
prezioso campo di servizio e di dono per costruire la
Chiesa e servire gli uomini. Vi raccomando soprattutto
l’educazione dei ragazzi e dei giovani: voi sapete che
la sfida educativa è quella più urgente, perché senza
un’autentica educazione dell’uomo non si va lontano. E
voi tutti, pur in modi diversi, avete una storica
esperienza educativa. Dobbiamo aiutare i genitori nel loro
straordinario e difficile compito educativo; dobbiamo
aiutare le Parrocchie e i gruppi; dobbiamo continuare
anche con grandi sacrifici le scuole cattoliche, grande
tesoro della comunità cristiana e vera risorsa per il
Paese.
Cari
Canonici e cari religiosi e religiose, la lunga tradizione
spirituale di Genova conta ben sei Papi, dei quali ricordo
soprattutto Benedetto XV di venerata memoria, il Papa
della pace. Egli nella Humani generis redemptionem scriveva
che "ciò che rende la parola umana capace di giovare
alle anime è la grazia di Dio". Non dimentichiamolo
mai: ciò che tutti ci accomuna è che siamo chiamati ad
annunciare insieme la gioia di Cristo e la bellezza della
Chiesa. Questa gioia e questa bellezza, che provengono
dallo Spirito, sono dono e segno della presenza di Dio
nelle nostre anime. Per essere testimoni e araldi del
messaggio salvifico non possiamo contare solo sulle nostre
umane energie. E’ la fedeltà di Dio a stimolare e a
conformare la nostra fedeltà a Lui: per questo,
lasciamoci guidare dallo Spirito della verità e
dell’amore. E’ questo l’invito che rivolgo a
ciascuno di voi, avvalorandolo con un ricordo speciale
nella preghiera. Vi affido tutti alla Madonna della
Guardia, a san Lorenzo, a san Giovanni Battista e ai
vostri Santi Protettori. Con questi sentimenti, di cuore
vi benedico.
©
Copyright 2008 - Libreria Editrice Vaticana