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UDIENZA AI GENTILUOMINI DI SUA SANTITA' (7 GENNAIO 2006)

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

Radio Vaticana, 7 gennaio 2006

LO SPIRITO DEL NATALE, GUIDA PER L’INIZIO DEL NUOVO ANNO. IL PENSIERO DEL PAPA NELL’UDIENZA AI GENTILUOMINI DI SUA SANTITA’, GLI ADDETTI D’ONORE ALLE PERSONALITA’ POLITICHE IN VISITA IN VATICANO 

Iniziare il nuovo anno tenendo lo sguardo fisso alla Grotta di Betlemme. Con questo augurio, Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina i Gentiluomini di Sua Santità, ovvero gli addetti all’assistenza di capi di Stato, di governo o di varie altre autorità durante le loro visite ufficiali in Vaticano. Il servizio di Alessandro De Carolis. 

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Gli impegni della quotidianità vissuti con il cuore ancora pieno dei misteri manifestati dalla “disarmante semplicità della Notte Santa”. All’indomani dell’Epifania, Benedetto XVI offre uno spunto di riflessione sul modo cristiano di tornare alle attività di sempre. E’ importante, ha affermato nel ricevere i Gentiluomini di Sua Santità, che si rimanga avvolti dal clima natalizio, per iniziare “con serenità e fiducia” il 2006, nel segno “dell’amore vivificante di Dio”: 

“In questo periodo abbiamo guardato costantemente al Salvatore venuto sulla terra. E’ Lui che, nella disarmante semplicità della Notte Santa, ci ha portato la ricchezza della comunione con la sua stessa vita divina. Egli é la luce che mai si spegne, il centro della nostra esistenza, e noi, come i pastori di Betlemme e i Magi, giunti da Oriente per adorarlo, dopo aver sostato in preghiera dinanzi al presepe, ripartiamo per le nostre quotidiane attività, recando nel cuore la gioia di averne sperimentato la presenza”. 

Dopo questa nuova riflessione sul significato spirituale delle feste appena concluse, il Papa ha speso parole di apprezzamento per il servizio svolto dai Gentiluomini di Sua Santità in occasione delle visite di autorità politiche o diplomatiche in Vaticano. Un “servizio d’onore”, lo ha definito Benedetto XVI, appartenente alla “secolare tradizione della Casa pontificia”. In essa, oggi – ha osservato il Papa – tutto “appare maggiormente semplificato, ma se rispetto al passato cambiano le funzioni e i ruoli, identico – ha aggiunto - permane lo scopo di coloro che vi lavorano, quello cioè di servire il Successore dell’Apostolo Pietro”: 

“La barca di Pietro, per poter procedere sicura, ha bisogno di tante nascoste mansioni, che insieme ad altre più appariscenti contribuiscono al regolare svolgimento della navigazione. Indispensabile è non perdere mai di vista il comune obbiettivo, e cioè la dedizione a Cristo e alla sua opera di salvezza”.

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DISCORSO DEL PAPA

- FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -

Cari amici!

È per me motivo di grande piacere accogliervi questa mattina in speciale udienza e salutarvi con viva cordialità. È questa un’occasione propizia per conoscerci meglio e per manifestarvi i miei grati sentimenti per il servizio che rendete al Successore di Pietro. Vi vedo in occasione di cerimonie e ricevimenti ufficiali quando incontro Capi di Stato, Primi Ministri, Ambasciatori ed altre Autorità. Vi sono sinceramente grato per la vostra collaborazione! Quest’oggi siete venuti accompagnando non alte Personalità politiche, ma le vostre gentili consorti come ad una riunione di famiglia. Sono lieto di accogliere anche loro e di salutarle con paterno affetto.

Il vostro, cari Gentiluomini, è un servizio d’onore che s’inserisce nella secolare tradizione della Casa pontificia. Oggi, certo, tutto in essa appare maggiormente semplificato, ma se rispetto al passato cambiano le funzioni e i ruoli, identico permane lo scopo di coloro che vi lavorano, quello cioè di servire il Successore dell’Apostolo Pietro. Ci incontriamo al termine del tempo natalizio, mentre il nuovo anno muove i primi passi. In questo periodo abbiamo guardato costantemente al Salvatore venuto sulla terra. È Lui che, nella disarmante semplicità della Notte Santa, ci ha portato la ricchezza della comunione con la sua stessa vita divina. Egli è la luce che mai si spegne, il centro della nostra esistenza, e noi, come i pastori di Betlemme e i Magi, giunti da Oriente per adorarlo, dopo aver sostato in preghiera dinanzi al presepe, ripartiamo per le nostre quotidiane attività, recando nel cuore la gioia di averne sperimentato la presenza. Avvolti da questo grande Mistero, iniziamo con serenità e fiducia questo nuovo anno sotto il segno dell’amore vivificante di Dio.

In questa prospettiva, cari amici, mi piace augurarvi un proficuo 2006. Nella Chiesa ogni compito è importante, quando si coopera alla realizzazione del Regno di Dio. La barca di Pietro, per poter procedere sicura, ha bisogno di tante nascoste mansioni, che insieme ad altre più appariscenti contribuiscono al regolare svolgimento della navigazione. Indispensabile è non perdere mai di vista il comune obbiettivo, e cioè la dedizione a Cristo e alla sua opera di salvezza. Affido voi e le vostre famiglie a Maria, la Madre del Salvatore, perché vi accompagni e vi sostenga in tutti i momenti della vita, mentre vi auguro di sperimentare sempre più la gioia della presenza di Cristo nella vostra esistenza. E volentieri tutti vi benedico, assicurandovi uno speciale ricordo nella preghiera.

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