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UDIENZA
AI GESUITI (22 APRILE 2006) |
Radio
Vaticana, 17.04.2006
LA
COMPAGNIA DI GESU’ CONTINUI SULLE ORME DI SANT’IGNAZIO,
SAN FRANCESCO SAVERIO E IL BEATO PIETRO FAVRE, ANNUNCIANDO
CRISTO IN PARTICOLARE NEL DIALOGO CON LA CULTURA MODERNA:
COSI’ IL PAPA AI GESUITI, RICEVUTI IN SAN PIETRO PER IL
LORO ANNO CENTENARIO
E’
stata, quella appena trascorsa, una mattina di grande
festa per la Compagnia di Gesù, che ha visto molti dei
suoi membri affollare la Basilica di San Pietro per
ricevere il saluto di Benedetto XVI e celebrare con lui
tre anniversari storici per l’Ordine: i 450 anni dalla
morte di Sant’Ignazio di Loyola e i 500 anni dalla
nascita di altre due figure considerate cofondatrici della
Compagnia, San Francesco Saverio e il Beato Pietro Favre.
Il Papa li ha definiti “uomini di straordinaria santità
e di eccezionale zelo apostolico” e ha sollecitato i
Gesuiti ad essere fedeli al proprio carisma apostolico,
specialmente in ambito culturale. Il servizio di
Alessandro De Carolis:
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Evangelizzare
le anime, con il respiro mondiale che fu della Compagnia
sin dai suoi primi passi, ma anche la cultura, anch’essa
oggetto di attenzione dei primi Padri Gesuiti, per
frapporre un argine allo “scientismo positivista e
materialista” della scienza moderna. Benedetto XVI ha
ribadito agli eredi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola
– ma anche di San Francesco Saverio e del Beato Pietro
Favre – gli obiettivi apostolici per la Compagnia di Gesù
del 21.mo secolo. Dopo una Messa di ringraziamento,
celebrata in San Pietro dal cardinale segretario di Stato
Angelo Sodano, il Papa è sceso in Basilica poco dopo
mezzogiorno per salutare i presenti e ribadire uno dei
capisaldi dell’opera di Sant’Ignazio, il servizio
totale alla Chiesa. Per renderlo “più utile ed
efficace”, ha ricordato il Pontefice, il Santo di Loyola
istituì “il voto speciale di obbedienza al Papa”:
“Questo
carattere ecclesiale, così specifico della Compagnia di
Gesù, continui ad essere presente nelle vostre persone e
nella vostra attività apostolica, cari Gesuiti, affinché
possiate venire incontro fedelmente alle urgenti attuali
necessità della Chiesa. Tra queste mi pare importante
segnalare l’impegno culturale nei campi della teologia e
della filosofia, tradizionali ambiti di presenza
apostolica della Compagnia di Gesù, come pure il dialogo
con la cultura moderna, che se da una parte vanta
meravigliosi progressi in campo scientifico, resta
fortemente segnata dallo scientismo positivista e
materialista”.
Certamente,
ha riconosciuto Benedetto XVI, “lo sforzo di promuovere
in cordiale collaborazione con le altre realtà
ecclesiali, una cultura ispirata ai valori del Vangelo,
richiede una intensa preparazione spirituale e
culturale”, che Sant’Ignazio pretese per le nuove leve
dell’Ordine. “E’ bene – ha rimarcato il Papa - che
questa tradizione sia mantenuta e rafforzata, data pure la
crescente complessità e vastità della cultura
moderna”.
Prima
e dopo queste considerazioni, il Pontefice aveva speso
parole di ammirazione per quanto compiuto dai tre uomini
al centro dell’Anno centenario dei Gesuiti:
“Essi
sono per voi i Padri e i Fondatori: è giusto, perciò,
che in quest'anno centenario li ricordiate con gratitudine
e guardiate a loro come a guide illuminate e sicure del
vostro cammino spirituale e della vostra attività
apostolica”.
Oltre
a Sant’Ignazio, che morì 450 anni fa nel 1556,
Benedetto XVI si è soffermato sull’ampiezza geografica
che gli altri due iniziatori della Compagnia seppero
imprimere al loro lavoro missionario. Mentre il Beato
Pietro Favre, nato nel 1506, si impegnò con il suo
approccio “sensibile” e umano nell’Europa della
Riforma, specialmente in Germania. San Francesco Saverio,
suo coetaneo, guardò a Oriente, perché lì, ha affermato
il Papa, si sentiva spinto “ad aprire vie nuove al
Vangelo”:
“Il
suo apostolato in Oriente durò appena dieci anni, ma la
sua fecondità si è rivelata mirabile nei quattro secoli
e mezzo di vita della Compagnia di Gesù, poiché il suo
esempio ha suscitato tra i giovani gesuiti moltissime
vocazioni missionarie, e tuttora egli resta un richiamo
perché si continui l’azione missionaria nei grandi
Paesi del continente asiatico”.
Nel
giorno in cui tutta la Compagnia di Gesù, che oggi conta
circa 20 mila membri, sparsi specialmente in Asia e Stati
Uniti, ricorda i primi voti solenni emessi da Sant’Ignazio
e i suoi primi compagni il 22 aprile 1541, davanti
all’immagine di Maria nella Basilica di San Paolo Fuori
le Mura, Benedetto XVI ha concluso il suo intervento
affidando alla Madonna l’Ordine ignaziano: “Continui
Maria a vegliare sulla Compagnia di Gesù perché ogni suo
membro porti nella sua persona ‘l‘immagine’ di
Cristo Crocifisso per aver parte alla sua Risurrezione”.
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