|
|
|
MESSAGGIO
PER LA GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE |
Fonte,
Radio Vaticana, 20 maggio 2007
Con
il suo rinnovato impegno missionario, la Chiesa offre la
salvezza di Cristo agli uomini del nostro tempo: così,
Benedetto XVI nel Messaggio per la Giornata Missionaria
Mondiale
|
Tutti
i cristiani sono chiamati ad essere missionari, a
testimoniare il Vangelo in questo nostro tempo.
E’ l’esortazione di Benedetto XVI contenuta
nel Messaggio - reso noto oggi - per la Giornata
Missionaria Mondiale, che ricorre quest’anno il
21 ottobre. Il tema della Giornata è "Tutte
le Chiese per tutto il mondo". Il documento,
firmato dal Papa il 27 maggio scorso - giorno di
Pentecoste - ribadisce l’urgenza di un rinnovato
slancio missionario, compito al quale la Chiesa
“non può sottrarsi”. Sui passaggi salienti
del messaggio, il servizio di Alessandro
Gisotti:
“Ogni comunità cristiana nasce missionaria,
ed è proprio sulla base del coraggio di
evangelizzare che si misura l’amore dei credenti
verso” il Signore: è quanto sottolineato da
Benedetto XVI nel Messaggio per la Giornata
missionaria mondiale. L’impegno missionario, si
legge nel documento, resta “il primo servizio
che la Chiesa deve all’umanità di oggi per
orientare ed evangelizzare le trasformazioni
culturali, sociali ed etiche”. E’, così,
prosegue, che la Chiesa offre la salvezza di
Cristo all’uomo del nostro tempo, “in tante
parti del mondo umiliato e oppresso a causa di
povertà endemiche, di violenza, di negazione
sistematica di diritti umani”. A questa missione
universale, è il richiamo del Papa, la Chiesa
“non può sottrarsi”, perché è per essa
“una forza obbligante”. E ricorda che avendo
Cristo affidato “in primo luogo” a Pietro e
agli Apostoli il mandato missionario, questo
compete oggi anzitutto al Successore di Pietro e
ai vescovi “direttamente responsabili
dell’evangelizzazione”. Ribadisce, poi, che in
questa impegnativa opera di evangelizzazione,
siamo sostenuti dalla certezza che Cristo è “la
fonte inesauribile della missione della Chiesa”.
D’altro canto, prosegue il Pontefice, un
ulteriore motivo che ci spinge a un rinnovato
slancio missionario è la ricorrenza del 50.mo
anniversario dell’Enciclica Fidei Donum di
Pio XII, con la quale “venne promossa e
incoraggiata la cooperazione tra le Chiese per la
missione ad gentes”.
Nel Messaggio, Benedetto XVI mette l’accento
sull’“urgente necessità di rilanciare
l’azione missionaria di fronte alle molteplici e
gravi sfide del nostro tempo”. Il Signore, è la
sua riflessione, chiama a questo compito in primo
luogo le cosiddette Chiese di antica tradizione.
“Dinanzi all’avanzata della cultura
secolarizzata, che talora sembra penetrare sempre
più nelle società occidentali, considerando
inoltre la crisi della famiglia” e la
“diminuzione delle vocazioni”, scrive il Santo
Padre, “queste Chiese corrono il rischio di
rinchiudersi in se stesse, di guardare con ridotta
speranza al futuro e di rallentare il loro sforzo
missionario”. Ma proprio questo, è
l’esortazione del Papa, è il momento “di
aprirsi con fiducia alla Provvidenza di Dio”,
che con la potenza dello Spirito Santo guida il
suo popolo verso “il compimento del suo eterno
disegno di salvezza”. Alla missio ad gentes,
aggiunge, il Signore invita anche le Chiese di
recente evangelizzazione. Alcune di queste comunità,
rileva, abbondano di sacerdoti che vengono inviati
a svolgere il loro ministero pastorale anche nelle
terre di antica evangelizzazione. Si assiste, così,
ad un “provvidenziale scambio di doni”. Di
qui, l’invito contenuto nel Messaggio, affinché
si intensifichi la “cooperazione missionaria”,
nella consapevolezza che “tutta la Chiesa e
ciascuna Chiesa è inviata alla gente”.
Benedetto XVI fa sua l’invocazione di Papa
Pacelli nella Fidei Donum, affinché “lo
spirito missionario penetri più a fondo nel cuore
di tutti i sacerdoti” e attraverso di loro nel
cuore di tutti i fedeli.
Il Papa menziona i frutti ottenuti dalla
cooperazione missionaria in Africa e ricorda le
schiere di sacerdoti, religiosi e laici, che hanno
lasciato la propria comunità d’origine per
mettere le loro energie “al servizio di comunità
talora appena nate, in zone di povertà”. Tra
loro, sottolinea Benedetto XVI, “ci sono non
pochi martiri che, alla testimonianza della parola
e alla dedizione apostolica, hanno unito il
sacrificio della vita”. Il loro esempio, è
l’esortazione del Papa, “susciti ovunque nuove
vocazioni e una rinnovata consapevolezza
missionaria del popolo cristiano” e faccia
crescere “la comunione tra le comunità” anche
nell’utilizzo dei mezzi “necessari per
evangelizzare”. La Giornata missionaria
mondiale, è l’auspicio del Papa, serva ad
“elaborare insieme appropriati itinerari
spirituali e formativi che favoriscano la
cooperazione fra le Chiese e la preparazione di
nuovi missionari per la diffusione del Vangelo”.
Il Papa rammenta che la preghiera è “il primo e
prioritario contributo” che siamo chiamati ad
offrire all’azione missionaria della Chiesa. Il
Messaggio si conclude con l’invocazione a Maria,
affinché, rendendoci consapevoli di essere tutti
missionari, ci “ottenga una nova Pentecoste di
amore”.
|

MESSAGGIO DEL
SANTO PADRE
MESSAGGIO
DEL SANTO PADRE
Cari
fratelli e sorelle,
in
occasione della prossima Giornata Missionaria Mondiale
vorrei invitare l’intero Popolo di Dio - Pastori,
sacerdoti, religiosi, religiose e laici - ad una comune
riflessione sull’urgenza e sull’importanza che
riveste, anche in questo nostro tempo, l’azione
missionaria della Chiesa. Non cessano infatti di
risuonare, come universale richiamo e accorato appello, le
parole con le quali Gesù Cristo, crocifisso e risorto,
prima di ascendere al Cielo, affidò agli Apostoli il
mandato missionario: "Andate dunque e ammaestrate
tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del
Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare
tutto ciò che vi ho comandato". Ed aggiunse:
"Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine
del mondo" (Mt 28,19-20). Nell’impegnativa
opera di evangelizzazione ci sostiene e ci accompagna la
certezza che Egli, il padrone della messe, è con noi e
guida senza sosta il suo popolo. E’ Cristo la fonte
inesauribile della missione della Chiesa. Quest’anno,
inoltre, un ulteriore motivo ci spinge a un rinnovato
impegno missionario: ricorre infatti il 50° anniversario
dell’Enciclica del Servo di Dio Pio XII Fidei donum,
con la quale venne promossa e incoraggiata la cooperazione
tra le Chiese per la missione ad gentes.
"Tutte
le Chiese per tutto il mondo": questo è il tema
scelto per la prossima Giornata Missionaria Mondiale. Esso
invita le Chiese locali di ogni Continente a una condivisa
consapevolezza circa l’urgente necessità di rilanciare
l’azione missionaria di fronte alle molteplici e gravi
sfide del nostro tempo. Sono certo mutate le condizioni in
cui vive l’umanità, e in questi decenni un grande
sforzo è stato compiuto per la diffusione del Vangelo,
specialmente a partire dal Concilio Vaticano II. Resta
tuttavia ancora molto da fare per rispondere all’appello
missionario che il Signore non si stanca di rivolgere ad
ogni battezzato. Egli continua a chiamare, in primo luogo,
le Chiese cosiddette di antica tradizione, che in passato
hanno fornito alle missioni, oltre che mezzi materiali,
anche un numero consistente di sacerdoti, religiosi,
religiose e laici, dando vita a un’efficace cooperazione
fra comunità cristiane. Da questa cooperazione sono
scaturiti abbondanti frutti apostolici sia per le giovani
Chiese in terra di missione, che per le realtà ecclesiali
da cui provenivano i missionari. Dinanzi all’avanzata
della cultura secolarizzata, che talora sembra penetrare
sempre più nelle società occidentali, considerando
inoltre la crisi della famiglia, la diminuzione delle
vocazioni e il progressivo invecchiamento del clero,
queste Chiese corrono il rischio di rinchiudersi in se
stesse, di guardare con ridotta speranza al futuro e di
rallentare il loro sforzo missionario. Ma è proprio
questo il momento di aprirsi con fiducia alla Provvidenza
di Dio, che mai abbandona il suo popolo e che, con la
potenza dello Spirito Santo, lo guida verso il compimento
del suo eterno disegno di salvezza.
A
dedicarsi generosamente alla missio ad gentes il
Buon Pastore invita pure le Chiese di recente
evangelizzazione. Pur incontrando non poche difficoltà ed
ostacoli nel loro sviluppo, queste comunità sono in
crescita costante. Alcune abbondano fortunatamente di
sacerdoti e di persone consacrate, non pochi dei quali,
pur essendo tante le necessità in loco, vengono
tuttavia inviati a svolgere il loro ministero pastorale e
il loro servizio apostolico altrove, anche nelle terre di
antica evangelizzazione. Si assiste in tal modo ad un
provvidenziale "scambio di doni", che ridonda a
beneficio dell’intero Corpo mistico di Cristo. Auspico
vivamente che la cooperazione missionaria si intensifichi,
valorizzando le potenzialità e i carismi di ciascuno.
Auspico, inoltre, che la Giornata Missionaria Mondiale
contribuisca a rendere sempre più consapevoli tutte le
comunità cristiane e ogni battezzato che è universale la
chiamata di Cristo a propagare il suo Regno sino agli
estremi angoli del pianeta. "La Chiesa è missionaria
per natura - scrive Giovanni Paolo II nell’Enciclica Redemptoris
missio -, poiché il mandato di Cristo non è qualcosa
di contingente e di esteriore, ma raggiunge il cuore
stesso della Chiesa. Ne deriva che tutta la Chiesa e
ciascuna Chiesa è inviata alle genti. Le stesse Chiese più
giovani debbono partecipare quanto prima e di fatto alla
missione universale della Chiesa, inviando anch’esse dei
missionari a predicare dappertutto nel mondo l’evangelo,
anche se soffrono di scarsezza di clero" (n. 61).
A
cinquant’anni dallo storico appello del mio predecessore
Pio XII con l’Enciclica Fidei donum per una
cooperazione tra le Chiese a servizio della missione,
vorrei ribadire che l’annuncio del Vangelo continua a
rivestire i caratteri dell’attualità e dell’urgenza.
Nella citata Enciclica Redemptoris missio, il Papa
Giovanni Paolo II, da parte sua, riconosceva che "la
missione della Chiesa è più vasta della «comunione tra
le Chiese»; questa deve essere orientata anche e
soprattutto nel senso della missionarietà specifica"
(n. 65). L’impegno missionario resta pertanto, come più
volte ribadito, il primo servizio che la Chiesa deve
all’umanità di oggi, per orientare ed evangelizzare le
trasformazioni culturali, sociali ed etiche; per offrire
la salvezza di Cristo all’uomo del nostro tempo, in
tante parti del mondo umiliato e oppresso a causa di
povertà endemiche, di violenza, di negazione sistematica
di diritti umani.
A questa
missione universale la Chiesa non può sottrarsi; essa
riveste per essa una forza obbligante. Avendo Cristo
affidato in primo luogo a Pietro e agli Apostoli il
mandato missionario, esso oggi compete anzitutto al
Successore di Pietro, che la Provvidenza divina ha scelto
come fondamento visibile dell’unità della Chiesa, ed ai
Vescovi direttamente responsabili dell’evangelizzazione
sia come membri del Collegio episcopale, che come Pastori
delle Chiese particolari (cfr Redemptoris missio,
63). Mi rivolgo, pertanto, ai Pastori di tutte le Chiese
posti dal Signore a guida dell’unico suo gregge, perché
condividano l’assillo dell’annuncio e della diffusione
del Vangelo. Fu proprio questa preoccupazione a spingere,
cinquant’anni fa, il Servo di Dio Pio XII a rendere la
cooperazione missionaria più rispondente alle esigenze
dei tempi. Specialmente dinanzi alle prospettive
dell’evangelizzazione egli chiese alle comunità di
antica evangelizzazione di inviare sacerdoti a sostegno
delle Chiese di recente fondazione. Dette vita così a un
nuovo "soggetto missionario" che, dalle prime
parole dell’Enciclica, trasse appunto il nome di "Fidei
donum". Scrisse in proposito: "Considerando
da un lato le schiere innumerevoli di nostri figli che,
soprattutto nei Paesi di antica tradizione cristiana, sono
partecipi del bene della fede, e dall’altro la massa
ancor più numerosa di coloro che tuttora attendono il
messaggio della salvezza, sentiamo l’ardente desiderio
di esortarvi, Venerabili Fratelli, a sostenere con il
vostro zelo la causa santa della espansione della Chiesa
nel mondo". Ed aggiunse: "Voglia Iddio che in
seguito al nostro appello lo spirito missionario penetri
più a fondo nel cuore di tutti i sacerdoti e, attraverso
il loro ministero, infiammi tutti i fedeli" (AAS
XLIX 1957, 226).
Rendiamo
grazie al Signore per i frutti abbondanti ottenuti da
questa cooperazione missionaria in Africa e in altre
regioni della terra. Schiere di sacerdoti, dopo aver
lasciato le comunità d’origine, hanno posto le loro
energie apostoliche al servizio di comunità talora appena
nate, in zone di povertà e in via di sviluppo. Tra loro
ci sono non pochi martiri che, alla testimonianza della
parola e alla dedizione apostolica, hanno unito il
sacrificio della vita. Né possiamo dimenticare i molti
religiosi, religiose e laici volontari che, insieme ai
presbiteri, si sono prodigati per diffondere il Vangelo
sino agli estremi confini del mondo. La Giornata
Missionaria Mondiale sia occasione per ricordare nella
preghiera questi nostri fratelli e sorelle nella fede e
quanti continuano a prodigarsi nel vasto campo
missionario. Domandiamo a Dio che il loro esempio susciti
ovunque nuove vocazioni e una rinnovata consapevolezza
missionaria nel popolo cristiano. In effetti, ogni comunità
cristiana nasce missionaria, ed è proprio sulla base del
coraggio di evangelizzare che si misura l’amore dei
credenti verso il loro Signore. Potremmo così dire che,
per i singoli fedeli, non si tratta più semplicemente di
collaborare all’attività di evangelizzazione, ma di
sentirsi essi stessi protagonisti e corresponsabili della
missione della Chiesa. Questa corresponsabilità comporta
che cresca la comunione tra le comunità e si incrementi
l’aiuto reciproco per quanto concerne sia il personale
(sacerdoti, religiosi, religiose e laici volontari) che
l’utilizzo dei mezzi oggi necessari per evangelizzare.
Cari
fratelli e sorelle, il mandato missionario affidato da
Cristo agli Apostoli ci coinvolge veramente tutti. La
Giornata Missionaria Mondiale sia pertanto occasione
propizia per prenderne più profonda coscienza e per
elaborare insieme appropriati itinerari spirituali e
formativi che favoriscano la cooperazione fra le Chiese e
la preparazione di nuovi missionari per la diffusione del
Vangelo in questo nostro tempo. Non si dimentichi tuttavia
che il primo e prioritario contributo, che siamo chiamati
ad offrire all’azione missionaria della Chiesa, è la
preghiera. "La messe è molta, ma gli operai sono
pochi – dice il Signore -. Pregate dunque il padrone
della messe perché mandi operai nella sua messe" (Lc
10,2). "In primo luogo - scriveva cinquant’anni
or sono il Papa Pio XII di venerata memoria - pregate
dunque, Venerabili Fratelli, pregate di più. Ricordatevi
degli immensi bisogni spirituali di tanti popoli ancora
così lontani dalla vera fede oppure così privi di
soccorsi per perseverarvi" (AAS, cit., pag.
240). Ed esortava a moltiplicare le Messe celebrate per le
Missioni, osservando che "ciò risponde ai desideri
del Signore, che ama la sua Chiesa e la vuole estesa e
fiorente in ogni angolo della terra" (ibid.,
pag. 239).
Cari
fratelli e sorelle, rinnovo anch’io questo invito quanto
mai attuale. Si estenda in ogni comunità la corale
invocazione al "Padre nostro che è nei cieli",
perché venga il suo regno sulla terra. Faccio appello
particolarmente ai bambini e ai giovani, sempre pronti a
generosi slanci missionari. Mi rivolgo agli ammalati e ai
sofferenti, ricordando il valore della loro misteriosa e
indispensabile collaborazione all’opera della salvezza.
Chiedo alle persone consacrate e specialmente ai monasteri
di clausura di intensificare la loro preghiera per le
missioni. Grazie all’impegno di ogni credente, si
allarghi in tutta la Chiesa la rete spirituale della
preghiera a sostegno dell’evangelizzazione. La Vergine
Maria, che ha accompagnato con materna sollecitudine il
cammino della Chiesa nascente, guidi i nostri passi anche
in questa nostra epoca e ci ottenga una nuova Pentecoste
di amore. Ci renda, in particolare, consapevoli tutti di
essere missionari, inviati cioè dal Signore ad essere
suoi testimoni in ogni momento della nostra esistenza. Ai
sacerdoti "Fidei donum", ai religiosi,
alle religiose, ai laici volontari impegnati sulle
frontiere dell’evangelizzazione, come pure a quanti in
vario modo si dedicano all’annuncio del Vangelo assicuro
un ricordo quotidiano nella mia preghiera, mentre imparto
con affetto a tutti la Benedizione Apostolica.
Dal
Vaticano, 27 Maggio 2007, Solennità di Pentecoste
©
Copyright 2007 - Libreria Editrice Vaticana
|
|
|

|
|
|
Webmaster:
Amedeo Lomonaco Sottofondo:
Benedicta sit |
|
|