MESSAGGIO PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE DEL PRIMO GENNAIO 2006 |
Fonte: Radio Vaticana, 25 giugno 2005
“NELLA VERITA’ LA PACE”: E’ IL TEMA DEL MESSAGGIO DI BENEDETTO XVI PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE DEL 1° GENNAIO 2006
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“Nella verità la pace”: è il tema del Messaggio di Benedetto XVI per la 39ª Giornata Mondiale della Pace, che si celebrerà il 1° gennaio 2006. Il tema è stato reso noto questa mattina dalla Sala Stampa della Santa Sede. Ce ne parla Sergio Centofanti.
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Il Papa batte sul tasto della verità: in un’epoca in cui “avere una fede chiara … viene spesso etichettato come fondamentalismo” mentre “il relativismo…appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi”, Benedetto XVI non si stanca di andare controcorrente per invitare a credere nella verità. Così per la prossima Giornata Mondiale della Pace sceglie il tema “Nella verità la pace”. Nell’enciclica Veritatis Splendor del 1993, Giovanni Paolo II parlava del “rischio dell’alleanza fra democrazia e relativismo etico”: se non esiste
nessuna verità che guidi l’azione politica “allora le idee e le convinzioni possono essere … strumentalizzate per fini di potere. Una democrazia senza valori – scriveva Papa Wojtyla si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo come dimostra la storia”. Parole riprese da Benedetto XVI che ha parlato di una “dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie”. In queste condizioni a dettar legge sono i più forti.
L’umanità – sottolinea una nota vaticana a spiegare il tema del messaggio – non riuscirà ad “edificare un mondo veramente più umano per tutti gli uomini su tutta la terra, se tutti non si volgeranno con animo rinnovato alla verità della pace” (Gaudium et spes) secondo un “desiderio iscritto dal Creatore nel cuore di ogni uomo”. La natura umana – prosegue la nota – ha delle esigenze profonde: i diritti dell’uomo chiedono di essere attuati, il diritto naturale delle genti e i suoi principi universali esigono di essere rispettati, la giustizia intesa
come dare a ciascuno il suo domanda di essere posta in atto. Quando l’agire umano non rispetta l’ordine delle cose, quella grammatica naturale di cui parlò il Papa Giovanni Paolo II di fronte all’Assemblea delle Nazioni Unite il 5 ottobre 1995, quando coarta la vita umana impedendone lo sviluppo, quando impone sacrifici intollerabili ai popoli, la pace non c’è, perché non si ha alcun rispetto per la verità delle cose”.
“La pace è la tranquillitas ordinis – afferma la nota – vale a dire la situazione che permette il pieno dispiegamento della verità dell’uomo. La sete che l’uomo ha della verità come pienezza dell’essere si traduce in un desiderio di pace, di non-disordine, della pace vera o della verità della pace”.
“La pace vera – poi – è anche pacifica. Essa riconcilia, fa uscire dal proprio isolamento. La verità illumina – conclude la nota vaticana – fa intravedere la strada delle autentiche relazioni umane, permette di correggere gli errori, di riconciliarsi con se stessi e con gli altri, di essere trasparenti nelle contrattazioni e fedeli alla parola data”.
Dunque, secondo Benedetto XVI, la pace si attua nella verità, senza dimenticare di “fare la verità nella carità”.
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PRESENTATO IL TEMA DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE
- FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -
Il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la 39ª Giornata Mondiale della Pace, che si celebrerà il 1° gennaio 2006, sarà dedicato al seguente tema: Nella verità la pace. La Costituzione conciliare Gaudium et spes afferma che l’umanità non riuscirà ad «edificare un mondo veramente più umano per tutti gli uomini su tutta la terra, se tutti non si volgeranno con animo rinnovato alla verità della pace» (n. 77). La pace possiede, infatti, una sua intrinseca ed invincibile verità, corrispondendo essa, come tutti sperimentano, ad un anelito e ad una speranza che vivono indistruttibili nel cuore degli uomini. Tale sua
verità deriva dal fatto che essa è «il frutto dell’ordine immesso nella società umana dal suo Fondatore e che deve essere attuato dagli uomini assetati di una giustizia sempre più perfetta» (n. 78).
La pace è vera perché risponde al desiderio iscritto dal Creatore nel cuore di ogni uomo. La natura umana ha delle esigenze profonde: i diritti dell’uomo chiedono di essere attuati, il «diritto naturale delle genti e i suoi principi universali» (cfr n. 79) esigono di essere rispettati, la giustizia intesa come dare a ciascuno il suo domanda di essere posta in atto. Quando l’agire umano non rispetta l’ordine delle cose, quella grammatica naturale di cui parlò il Papa Giovanni Paolo II di fronte all’Assemblea delle Nazioni Unite il 5 ottobre 1995, quando coarta la vita umana impedendone lo sviluppo, quando impone sacrifici intollerabili
ai popoli, la pace non c’è, perché non si ha alcun rispetto per la verità delle cose.
La pace è la tranquillitas ordinis, vale a dire la situazione che permette il pieno dispiegamento della verità dell’uomo. La sete che l’uomo ha della verità come pienezza dell’essere si traduce in un desiderio di pace, di non-disordine, della pace vera o della verità della pace.
La pace vera è anche pacifica. Essa riconcilia, fa uscire dal proprio isolamento. La verità illumina, fa intravedere la strada delle autentiche relazioni umane, permette di correggere gli errori, di riconciliarsi con se stessi e con gli altri, di essere trasparenti nelle contrattazioni e fedeli alla parola data.
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